Il punto sulla MotoGP 2017 a metà stagione, tra promossi e bocciati

Motogp 2017

Siamo al giro di boa dei vari campionati che animano il paddock della MotoGP, ed è il momento perfetto per fare il punto della situazione tra MotoGP, Moto2 e Moto3

Con la gara in Germania, il Motomondiale è arrivato al giro di boa di metà stagione e con una lunga e meritata pausa di un mese prima di ripartire per la seconda e decisiva parte del campionato 2017. Questo stop ci permette di analizzare con più calma la notevole mole di dati emersi da queste prime nove gare, fare i primi bilanci e capire chi è pronto per la volata finale e chi invece no.

La Moto3, tra le vittorie di Mir e la rivincita di Fenati

Iniziamo dalla Moto3, dove esplode un altro fenomeno come Mir in grado di dominare come avevano fatto Binder nel 2016 e Kent nel 2015. La nostra numerosa e talentuosa pattuglia non riesce mai ad emergere in modo costante e corale come sicuramente meriterebbe per la classe e la grinta dei singoli componenti. Ormai da anni il solo pilota in grado di lottare in ogni gara e in ogni condizione è il più bistrattato di tutti, Romano Fenati. Addirittura appiedato lo scorso anno si toglie grosse soddisfazioni mettendosi dietro tutta la pattuglia Glamour degli azzurrini. Il meno personaggio, ma sicuramente il più veloce costante e sempre in grado di lottare per il podio. Solo Migno può fregiarsi del bellissimo trionfo al Mugello. Tutti gli altri sono rimandati a settembre per capire se davvero ci sono dei talenti consistenti e validi in questo gruppone.

Moto2 sotto il segno di Morbidelli, con Pasini e Bagnaia a dare spettacolo

Questa categoria è sicuramente la più sorprendente e ricca di eccezionali e sconosciute soddisfazioni grazie ad un Morbidelli stratosferico, ad un Pasini fantastico seguiti a ruota da Bagnaia e Baldassarri. Finita in malo modo nel 2009 la storia della bellissima classe 250 due tempi, sostituita con una insensata classe monomotore 600, la Moto2 non ha mai appassionato i puristi nostalgici del sibilo racing del due tempi. Anche perché le fantastiche prestazioni che i nostri piloti raccoglievano in 250 non sono mai state replicate in questa Moto2 dove mai nessun italiano, tranne Iannone, è riuscito a brillare. L’inizio martellante di Morbidelli ha acceso l’interesse anche dei più scettici su questa classe che per la prima volta vedeva i nostri piloti protagonisti assoluti in Moto2. Non solo, ma oltre a Morbidelli hanno impressionato stupito e affascinato le prestazioni di uno scatenato Pasini e del debuttante Bagnaia. Insomma questo 2017 ci regala una grande Moto2 e un grandissimo Morbidelli.

La MotoGP più ingarbugliata degli ultimi anni

Qui la situazione è davvero ingarbugliata e non è davvero facile capire che cosa provochi questa incredibile discontinuità di risultati che variano da pista a pista o addirittura da pochi gradi di temperatura in più o in meno. Chi domina la gara oggi infliggendo pesanti distacchi agli avversari spesso la domenica dopo arranca nelle retrovie adducendo i soliti problemi di gomme e temperature. E sinceramente non è sportivo ne comprensibile affidare le sorti di un intero mondiale alle esigenze o incapacità di un singolo fornitore di gomme che condiziona pesantemente ogni domenica di gare. Troppo spesso Marquez, Dovi, Vale, Vinales e Pedrosa si devono limitare e bloccare per colpa della lotteria delle gomme. Questo falsa troppo i risultati di un mondiale che meriterebbe maggiore equilibrio e stabilità. Alla fine il mondiale 2017 sarà deciso dalla Michelin (leggi qui l’articolo: Casey Stoner contro la Michelin) e non dalla grinta, la classe e la velocità dei cinque talenti racchiusi in soli 26 punti dopo nove gare. Sicuramente questa prima metà di campionato ci fa capire chi sono i bocciati del 2017. Quelli che molto difficilmente riusciranno a ribaltare i risultati negativi nella seconda parte del campionato. Lorenzo e Iannone sono le peggiori delusioni della stagione 2017. Se Iannone è abbastanza comprensibile, Lorenzo non ha scuse nè giustificazioni. Dopo nove gare trovarsi nono in campionato dietro a Petrucci vuol solo dire che non si sta certo impegnando come ci si aspetta da un 5 volte campione del mondo pagato come tale.