Emergenza Coronavirus, Agostini: «Mai avrei pensato di vivere una situazione simile»

giacomo agostini

Il pilota più titolato della storia del Motomondiale, Giacomo Agostini, è intervenuto ai microfoni di Sky Sport per dire la sua sull’emergenza Coronavirus

La situazione estremamente delicata che sta vivendo l’Italia, ma che gradatamente si sta ormai allargando a macchio d’olio per tutta Europa e per il resto del mondo, non pare dare tregua, sebbene nella giornata di ieri si sia registrato un numero di contagiati e di vittime leggermente inferiore. A questo proposito, ai microfoni di Sky Sport, è intervenuto il quindici volte Campione del Mondo Giacomo Agostini, nato e cresciuto nel bresciano, ma attualmente residente a Bergamo, tra le zone più colpite da questo nemico invisibile: «La  situazione è drammaticamente critica: mi viene il nodo alla gola quando di notte sento le sirene che passano. È davvero tutto molto triste, soprattutto qui che è l’epicentro. Mai avrei pensato di vivere una situazione del genere».

Una condizione imprevedibile, in grado di generare una sofferenza inconcepibile, contro la quale però è necessario credere nella speranza: «Non avrei mai pensato di vivere qualcosa del genere, vedere scene strazianti come quella dei camion dell’esercito che portano via le bare. Ho fiducia, so che è un grosso sacrificio per tutti ma se tutti rispetteremo le regole ne verremo fuori, altrimenti continueremo a trascinare il problema per molti mesi. Se ci sono aziende ancora aperte la gente continuerà ad andare in giro, invece dovrebbero rimanere aperte solo quelle strettamente essenziali. Bisogna stare fermi».

In questo momento, lo sport, inevitabilmente, finisce in secondo piano ma un pensiero al futuro del campionato di MotoGP, e non solo, è comprensibile: «Per me è un colpo al cuore. L’emozione che ancora oggi mi danno le gare, l’attesa della domenica per vedere chi vince, tutto questo mi manca molto, ma dobbiamo renderci conto che è stata una disgrazia inconcepibile. Ce la faremo a sconfiggerlo, ma per ora vediamo solo morti, ogni giorno c’è solo un grande dispiacere. Ne usciremo, ma sarà ancora lunga. Anche per i Gran Premi e gli eventi sportivi in generale: non si può pensare di riunire decine di migliaia di persone, perché tutto il mondo è in crisi, non solo l’Italia».