MotoGP, Iannone in Qatar? I legali del pilota ci provano

Il rischio di saltare il Qatar, per Andrea Iannone, è alto ma la difesa sta provando a smontare tutte le tesi dell’accusa: attesa a breve la decisione della Corte Disciplinare Internazionale

A pochi giorni dall’inizio del Motomondiale, la MotoGP è ancora orfana di uno dei suoi protagonisti, Andrea Iannone. Il pilota di Vasto, infatti, è ancora sospeso a causa della positività registrata al controllo antidoping effettuato lo scorso 3 novembre. Nella giornata di venerdì, i suoi legali hanno depositato le controprove degli atti, a loro volta, citati dall’accusa, davanti alla Corte Disciplinare della FIM. Questi, in collaborazione con il Team Aprilia, hanno come obiettivo quello di dimostrare l’innocenza di Iannone, avvalorando la tesi di un’assunzione da riscontrare nelle sostanze delle carni mangiate durante la trasferta asiatica: «Alle supposizioni dell’accusa… noi replichiamo con argomentazioni di luminari, fra cui il dottor Alberto Salomone».

Tra le prove portate avanti dall’accusa ci sarebbero anche le foto di Instagram pubblicate dal pilota di MotoGP e scattate durante il periodo asiatico, che lo ritraggono in mutande e mettono in risalto il fisico scolpito, giudicato “troppo muscoloso” per i metodi di allenamento dei piloti. Oltre a smontare questa “prova”, la difesa, grazie alle tesi prodotte dai docenti dai professori Adinolfi e Formigoni dell’Università di Bologna, ha dimostrato come la tesi secondo la quale il pilota Aprilia avrebbe sempre mangiato all’Hotel Sama Sama di Kuala Lumpur non corrisponda a verità, così come quella della possibile carne contaminata cinese importata in Malesia e la presenza di drostanolone in animali da reddito come cavalli e bovini. Il tutto, dunque, sarà al vaglio dei giudici e, in caso di esito negativo, i legali di Iannone spingeranno per il ricorso al Tas.