MotoGP, Aprilia vs Ducati: «La nuova carena tradisce il regolamento»

@APRILIA RACING

Nel confronto di ieri tra capi tecnici per discutere sugli sviluppi futuri all’aerodinamica, anche Aprilia ha attaccato Ducati riguardo la nuova carena: Albesiano «Sono solo ali ricoperte»

Romano Albesiano non è solo il responsabile di Aprilia Racing, la seconda casa italiana impegnata in MotoGP e naturalmente (e tradizionalmente) alimentata da una sana rivalità con la connazionale Ducati, ma anche un ingegnere laureato in aerodinamica. Dunque uno dei massimi esperti che ci possa essere in questo settore, oltre che diretto interessato dall’ultima soluzione aerodinamica introdotta proprio ieri dal costruttore di Borgo Panigale e che ha letteralmente alzato un “polverone” tra i team del Motomondiale. Dopo un primo “No comment”, Albesiano ha detto la sua sulla questione a mente fredda, schierando Aprilia dalla parte delle giapponesi e di KTM nel dibattito contro Ducati e dando precise e ragionevoli motivazioni: «Il lavoro di Ducati è una estremizzazione che tradisce di fatto lo spirito della norma, in realtà anche le altre case hanno coperto le appendici aerodinamiche, in pratica le hanno raccordate con la carena. La Ducati però ha fatto di più: la loro è a tutti gli effetti una doppia carenatura. Non era questo ciò che si intendeva con questa regola. Bisognava creare una nuova forma, come abbiamo fatto noi con la carenatura della RS-GP che utilizza Sam Lowes. E’ un tutt’uno: non solo ali ricoperte e staccate dal corpo originario».

DUCATI AVANTI PER LA SUA STRADA – Ducati si difende con le parole di Dall’Igna, che sottolinea il recupero del 40% dei benefici nella deportanza ottenuti così facendo, ma Albesiano a questo replica che «E’ vero, forse se ne recupera anche di più. Questo vale anche per noi. Ma lo spirito della norma è di creare una nuova forma aerodinamica per la carenatura». Le altre squadre si sentono danneggiate dalla mossa fatta dagli uomini di Borgo Panigale, rei di aver raggirato il regolamento in materia con la produzione di una carena che altro non è se non una minimalista copertura esterna di una ‘doppia ala’. Cioè proprio la sporgenza che si era deciso di vietare l’anno scorso per salvaguardare la sicurezza dei piloti e l’estetica dei prototipi. Ma gli uomini in rosso non si faranno intimidire e andranno diritti per la loro strada, questo il dixit di Davide Tardozzi, il quale rincara la dose confermando come Ducati abbia intenzione di “giocare” col regolamento sfruttandone ogni lacuna, dopo essersi sentita costretta a rinunciare alle ‘ali’ da essa inventate; e che saranno addirittura tre: «Abbiamo omologata la carena di Petrucci (con tre appendici aerodinamiche interne n.d.r.)  E poiché il regolamento proibisce di aggiungere, non di togliere elementi, noi possiamo togliere e non aggiungere. Peraltro le carenature sono omologate per singolo pilota».