MotoGP, Bagnaia: «A Jerez ho capito che devo essere più ignorante»

Con l’obiettivo di mantenere i buoni propositi visti fino alle qualifiche ad Jerez, Francesco Bagnaia traccia un bilancio del suo stato di forma, dandosi anche qualche consiglio

Arrivato in MotoGP con il titolo di Campione del Mondo Moto2, il neo pilota della Ducati Pramac, Francesco Bagnaia, ha incontrato qualche difficoltà di troppo in queste battute iniziali di stagione. Ritiratosi in Qatar, il talento di Torino è reduce da un weekend, a Jerez de la Frontera, non decisamente positivo. O almeno in parte. Fino alle qualifiche, infatti, Bagnaia si era reso protagonista di una prova estremamente favorevole, salvo poi rovinare tutto in gara: partito dalla decima posizione, il classe ’97 ha perso metri e vantaggio in partenza, scivolando nelle retrovie, fino al successivo errore che ne ha determinato la caduta.

Analizzando a mente fredda l’accaduto, Bagnaia ha riconosciuto i suoi errori, dimostrando di voler riconquistare i punti finora persi e proseguire quella crescita graduale iniziata in questa prima stagione di MotoGP: «Sarà fondamentale riprendere il lavoro che abbiamo cominciato a Jerez, perché ero riuscito a essere competitivo. Della gara in Spagna, ho senza dubbio capito due cose importanti: innanzitutto che nel warm-up lap è fondamentale fare una prova di partenza più decisa, dal momento che forse sono arrivato in griglia un po’ troppo tardi, perché quando ho controllato se ero nella posizione giusta, si era già acceso il semaforo rosso. La seconda, invece, è che devo imparare ad essere un po’ più ignorante nelle prime tre curve. Se ti trovi più avanti, tutti hanno il ritmo abbastanza simile nei primi giri ed è molto difficile superare».

Forte di questi consigli dati a se stesso, il pilota della Ducati Pramac avrà l’occasione di dimostrare di aver capito la lezione già nell’imminente GP di Le Mans. Il tracciato francese rappresenta, inoltre, per lui una tappa importante della sua carriera da pilota: infatti, nel 2015, lì conquistò il suo primo podio in Moto3, nel 2016 riuscì ad arrivare secondo, vincendo poi nel 2018: «Devo ammettere che si tratta di una pista che mi piace molto e penso che sia molto adatta alla mia moto. Il mio stile di guida si adatta a questo tipo di tracciato: le curve del Bugatti, infatti, non chiudono mai la linea, visto che portano poi ad altre curve, e la serie di curve in cui serve avere molta percorrenza potrebbe, dunque, favorirmi».

L’obiettivo della stagione sarà, sicuramente, quello di migliorare il feeling con la sua Ducati, ma, più personalmente, quello di conquistare il titolo di Rookie of the Year. Per farlo, sarà necessario, competere con uno degli avversari più tosti, nonché uomo del momento, come Fabio Quartararo: «Con la Yamaha, mi sarei aspettato una partenza di questo genere, dal momento che è una moto facile da guidare. Non a caso, quello che ha fatto ad Jerez è stato davvero pazzesco. Dovrò avere lui come punto di riferimento, dal momento che Oliveira è più in difficoltà con la KTM».