MotoGP, Domenicali non esclude ritorni eccellenti in Ducati

Claudio Domenicali è volato a Jerez sia per assistere al Gran Premio che per chiudere la trattativa con Andrea Dovizioso. L’AD della Ducati a muso duro va in all in e dichiara di avere già pronte le alternative

Quando sei seduto ad un tavolo da poker, non puoi davvero sapere quali carte abbia in mano il tuo avversario. Difficile valutare un bluff, difficile capire fino a che punto sia giusto spingersi. In Ducati hanno sempre avuto difficoltà a comprendere fino a che punto fosse lecito spingersi con i piloti. Con Valentino Rossi e Jorge Lorenzo hanno fatto ponti d’oro concedendo di tutto ai piloti. In pratica pur avendo una coppia d’assi in mano, non hanno rilanciato e si sono tirati fuori dalla contesa.

Nel caso invece di Andrea Dovizioso, si stanno comportando in modo molto diverso. In mano Claudio Domenicali ha delle ottime carte. Ha una grande moto, che a Jerez ha dimostrato ancora una volta di essere cresciuta  e di essere ormai matura al 100% al pari di Honda e Yamaha. Ha anche alcuni nomi di peso tra le mani, che sono già stati in orbita Ducati in passato e potrebbero ritornare a correre in rosso garantendo un certo potenziale. Nello specifico stiamo parlando di Cal Crutchlow e soprattutto Andrea Iannone. Il fatto è che Claudio Domenicali, attraverso i microfoni di Sky, ha voluto svelare le sue carte.

La partita a poker con il manager di Andrea Dovizioso, Battistella, è dunque cambiata. Queste sono state le parole di Domenicali«Dovizioso ha fatto un lavoro fantastico, quindi ci sono tutti i presupposti perché questa storia continui, ma bisogna essere in due. Oggi abbiamo una bella moto e abbiamo dei grandi piloti che la possono portare, il primo di tutti è Dovi. Vorrei che questa cosa vada in porto, se non ci riuscissimo credo che faremo una squadra fantastica per puntare al titolo anche il prossimo anno. Con Lorenzo i risultati sono mancati per entrambi, stiamo ragionando insieme».

Leggendo solo queste frasi, sembra palese l’apertura totale verso una conferma. Ma prima di chiudere ecco la stoccata del fuoriclasse, il colpo di genio del manager della Ducati che svela tutte le armi a sua disposizione ed invita l’altra parte alla calma: «Noi di figli ne abbiamo avuti diversi, facciamo un lavoro fantastico, fra moto da corsa e moto di serie, e abbiamo un sacco di ragazzi che hanno fatto gare bellissime. Andrea Iannone è quello che ha vinto per primo nel 2016, Cal Crutchlow ha lasciato un bellissimo ricordo, ha deciso di prendere un’altra strada, ma quando sono diventato amministratore delegato nel 2013 ho fortemente voluto che rimanesse con noi nel 2014, è un pilota che mi piace moltissimo. Oggi ha un contratto, ma fa parte dei piloti che ci piacciono moltissimo. La partita è aperta».

La strategia è chiara: far percepire a Dovizioso che vanno bene le richieste, ma non devono eccedere il limite perché alternative reali ce ne sono parecchie. Però sembra continuare a sfuggire un punto fondamentale della questione e cioè tutto ciò che ha dimostrato di poter dare a Ducati Andrea Dovizioso. Se oggi quella Desmosedici è veloce e competitiva ovunque, grandissimo merito va proprio a Dovizioso che ha preso tra le mani il progetto nel 2013 e l’ha lentamente fatto crescere fino ad oggi.  Gli altri nomi della lista danno le stesse garanzie? Crutchlow e Iannone sono due talenti incredibili, ma entrambi hanno dimostrato di non essere dei grandissimi collaudatori. L’italiano ha candidamente ammesso di aver clamorosamente sbagliato la scelta del motore nel 2017 rovinando di fatto una stagione intera. Il britannico corre in Honda e può accedere a tutti i dati di Marquez e Pedrosa, secondo sua stessa dichiarazione. Sarebbero in grado davvero di replicare l’ottimo lavoro svolto da Dovizioso finora?

Claudio Domenicali sta tirando tantissimo la corda. Un po’ perché probabilmente il budget è davvero molto ridimensionato. Un po’ perché spera forse che dall’altra parte del tavolo ci sia un bluff. Il rischio è andare a vedere e scoprire che l’avversario ha incastrato una scala reale al river. Nel caso specifico, potrebbe essere un contratto HRC per Dovizioso. Lo ripetiamo per l’ennesima volta: in Ducati troppo spesso ci si dimentica delle fortune che si hanno in casa e si cerca altrove, senza costrutto. Quando comprenderanno che Dovizioso vale tutto ciò che chiede, saranno tutti più sereni.