pioggia motogp
Se vi capiterà di vedere alcune immagini mentre i centauri sfrecciano sul bagnato con tanto di deserto oltre i cordoli come sfondo, state tranquilli, è tutto nella norma, non è un miraggio. Perché questa è stata l’ultimo escamotage della Dorna tramite alcune moderne e sofisticate autocisterne, per far si che i piloti provino l’asfalto del Qatar in condizioni di bagnato. Questo perché, durante la scorsa annata, le prove del gran premio furono segnate dalle precipitazioni, e lo scopo di questa oretta di test al bagnato, è proprio quello di dare la possibilità a team e piloti di prepararsi al meglio per un eventuale cambiamento del meteo durante i giorni del GP.
Oltre a ciò il test darà la possibilità ai piloti di valutare se disputare lo stesso o no la gara in condizioni meteorologiche di bagnato. Questa opzione è sempre stata scartata a Losail, per due ragioni: i piloti non conoscono il grip che caratterizza l’asfalto del circuito e per paura che i riflessi dei lampioni artificiali (ricordando che si correrà di notte) possano dar problemi di sicurezza e di vista ai motociclisti.
Non dimentichiamo che, queste prove dal 1 al 3 marzo, l’ultima dei tre cicli dopo Sepang e Buriram, saranno le ultime possibilità che le scuderie e i piloti affronteranno prima dell’inizio della nuova stagione, dal 16 al 18 marzo, proprio nella pista che ha la peculiarità di essere disputata in notturna. Saranno da seguire attentamente i progressi dei piloti in questi tre giorni, per ipotizzare un bilancio possibile per la gara inaugurale seguente. Lorenzo dovrà mantenere il passo, o almeno limitare i danni, nei confronti del Dovi, le Yamaha devono dimostrare di non aver nulla da invidiare alla versione 2016 di Zarco, Marquez si deve confermare il mattatore e favorito assoluto e Iannone dovrà cercare di gettare benzina sul fuoco sul rapporto, per usare un eufemismo, non proprio idilliaco con la Suzuki, tramite un risultato convincente.
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