MotoGP, recuperata la refurtiva dei furti del GP di Malesia

La polizia malese ha comunicato di essere riuscita ad arrestare i responsabili dei furti del GP di Malesia, oltre ad aver recuperato la refurtiva

Si è conclusa la triste pagina che ha accompagnato il post Gran Premio di Malesia dello scorso novembre. La polizia malese, infatti, già nel post gara aveva arrestato tre membri della sicurezza del circuito di Sepang all’aeroporto di Kuala Lumpur, con l’accusa di avere collaborato al furto di diverse componenti, tra i quali diverse gomme anteriori, un set completo di ammortizzatori e freni e vari strumenti del team Angel Nieto, in particolare. Si è scoperto, infatti, che gli autori del furto non fossero altro che sei ragazzi malesi sui 23 anni e, a distanza di poco più di un mese, anche la refurtiva è stata recuperata.

Il tutto è stato reso noto dal capo della polizia del Kuala Lumpur International Airport District, Zulkifli Adamsah, come dichiarato alla stampa locale: «Abbiamo effettuato una serie di arresti in quest’ultimo mese. Tra gli oggetti rinvenuti ci sono quattro borse di marchi differenti, 26 unità di freni, sette chiavi inglesi, tre ammortizzatori, due manopole. Due termocoperte, due giacche nere, 14 viti, sei bottiglie di liquido per i freni, oltre a molto altro». Il movente di questi furti sarebbe stato quello di una futura immediata rivendita dei pezzi rubati: «Uno dei sospetti era il proprietario di un negozio di articoli per moto. Vendeva le parti rubate a persone che volevano modificare le proprie moto. Per esempio, una pinza freno è stata venduta a 600 ringgit (che corrispondono a una cifra vicina ai 130 euro, mentre normalmente il prezzo oscilla dai 650 agli 850 euro, ndr)»