MotoGp, Jorge Lorenzo si sbilancia: «Honda come Barcellona e Real Madrid: il top assoluto»

Nella sua prima intervista da pilota ufficiale HRC, Jorge Lorenzo ha parlato del suo passato in Ducati, delle potenzialità della nuova moto, del suo neo compagno di squadra e di tanto altro

Dal punto di vista emozionale, l’addio alla Ducati non è stato certamente qualcosa di indolore ma il conseguente approdo alla scuderia Campione del Mondo, Repsol Honda, ha indubbiamente messo Jorge Lorenzo nelle condizioni migliori per superare il trauma. Le potenzialità della scuderia nipponica, fortemente voluta dal maiorchino e i buoni risultati ottenuti nei primi test lo hanno, infatti, fin da subito convinto della buona scelta fatta, la migliore possibile: «Sono davvero orgoglioso di far parte di questa famiglia, voglio contribuire a rendere il team sempre più forte. La Honda possiede le potenzialità per diventare la squadra più vincente della storia. Ha collezionato più successi e titoli di tutti. Per paragonarla a una squadra di calcio, è come se fosse il Barcellona o il Real Madrid. La cosa che più mi ha impressionato è la sua capacità di reazione. Si ottiene ciò che si chiede. In pochi giorni ho avuto a disposizione un serbatoio molto buono quasi al 100%».

Il passato non si dimentica e, se nei primi mesi non ha potuto pronunciarsi più di tanto per accordi interposti tra Honda e Ducati, ora Lorenzo si sbilancia, mettendo a confronto le due moto: «Arrivo da una moto completamente differente, molto più grande e alta, eccessivamente grossa per la mia statura. La Honda, in quanto a dimensioni, per me è meglio, è una moto più compatta, più piccola e bassa e per questo arrivo meglio al suolo. Mi sento più sicuro quando entro in curva, perché ho molta più confidenza. Non posso negare che la prima impressione sia stata davvero positiva». E una battuta, infine, sul neo compagno di squadra, nonché probabile principale rivale della prossima stagione, Marc Marquez: «Tutti i piloti hanno punti di forza e punti deboli e naturalmente li avrà anche Marquez. Proverò a imparare dai suoi punti di forza, così come, immagino, anche lui proverà a imparare dai miei e, naturalmente, ciò è stimolante. Entrambi cercheremo di batterci a vicenda».