MotoGP, Iannone lascia Suzuki: «Tutti mi incolpavano ma alla fine avevo ragione»

Andrea Iannone si toglie dei sassolini dalla scarpa accusando chi gli dava le colpe del fallimento in Suzuki invece che alla competitività del mezzo

Dopo l’imminente annuncio di Mir in Suzuki a partire dal 2019, successivo al rinnovo contrattuale con Rins, era palese che le strade tra the Maniac e la casa nipponica si sarebbero ben presto separate. D’altronde, non si è mai instaurato un buon clima tra le due parti. Di conseguenza, il pilota di Vasto ha deciso di raccontare tutto ciò che pensa, senza tanti filtri. Ecco le dichiarazioni di Andrea Iannone che esprime tutta la sua frustrazione e delusione per il fallimento con la casa giapponese: «Il matrimonio con la Suzuki si interromperà al termine del 2018. Penso che alla fine avremo vissuti due anni tutto sommato positivi, in cui siamo cresciuti entrambi: sia la moto sia io come pilota e come uomo. Sono un pilota Suzuki fino al termine della stagione, il nostro obbiettivo è sfruttare il potenziale di questa moto e svilupparla. L’anno scorso tutti davano la colpa al sottoscritto,  ma alla fine avevo ragione io».

«La moto non era in grado di stare con le altre. In Suzuki ci sono io che aiuto a sviluppare il prodotto, quest’anno invece è arrivato un team satellite con Guintoli, ma prima non esisteva. Rins l’anno scorso ha avuto tanti problemi fisici per cui ha saltato diverse gare. La MotoGP di oggi non è affatto facile da affrontare quando ti confronti con otto Ducati in pista, cinque Honda e quattro Yamaha. La KTM è due anni che è nella classe regina. Di sicuro recupererà il gap con i primi, sono molto performanti, ma non è facile pur avendo un pilota come Pol Espargaro. Per quanto concerne il mio futuro ci sono tante opzioni in ballo. Da qualche settimana si sono aperte tante porte, siamo sulla buona strada», ha concluso Iannone.