MotoGP, Jorge Lorenzo da record nei test di Sepang

JORGE LORENZO
@DUCATI

Jorge Lorenzo si prende il lusso di segnare il nuovo record del tracciato di Sepang in sella alla Ducati. Dovizioso quarto mentre soffrono Marquez e Rossi

I tempi dei test invernali non contano nulla, non assegnano punti e non incidono su alcuna classifica ufficiale. Potremmo dunque fermarci qui e non spiegare perchè invece la tre giorni di Sepang è stata importantissima e delinea già oggi cosa potremo aspettarci per tutto il 2018 in MotoGP. Un test fondamentale, perchè è il primo contatto tra piloti e moto in specifica “campionato”. Le sensazioni che si ricavano in questo test, sono spesso le stesse che accompagnano un pilota nell’arco dell’intera stagione. I tempi, più o meno competitivi, sono spesso direttamente collegati a queste sensazioni. Se un pilota sente la moto, è tranquillo in sella e ha voglia di spingere, scalare la classifica della sessione è solo una conseguenza naturale. Quando invece la moto non restituisce al pilota quel feeling necessario a spingere al limite, capita di non riuscire neanche ad avvicinare i riferimenti al top. Dopo tre giorni di test, possiamo affermare che Jorge Lorenzo è il pilota che attualmente ha le migliori sensazioni dalla sua Desmosedici e l’ha dimostrato segnando il nuovo riferimento cronometrico per il tracciato di Sepang.

Lo spagnolo e la Ducati hanno lavorato a lungo, hanno migliorato per tutto il 2017 il feeling reciproco ed oggi sono davvero pronti per mettere in pista le prestazioni che tutti si aspettavano da questo matrimonio tra Lorenzo e la Rossa di Borgo Panigale. Il record di 1’58.830 gli permette di essere l’uomo più veloce a Sepang, almeno in moto, e di confermare con i fatti le ottime sensazioni che già dal primo giorno accompagnavano questa sessione. Unico a scendere sotto il muro del 1’59, Jorge ha aspettato il miglior momento per sferrare l’attacco. Ha anche girato molto spesso sul passo del 59.5, che a Sepang rappresenta un riferimento da vittoria. Tutti questi segnali messi assieme, dimostrano che il lavoro svolto è stato proficuo e che in Ducati hanno saputo fare quei passi in avanti necessari per consegnare a Lorenzo una moto che il campione spagnolo potesse sfruttare al 100%.

A sottolineare la bontà del progetto c’è anche l’ottimo Andrea Dovizioso, quarto al termine della sessione di test e veloce nella simulazione di gara. L’italiano affronta il 2018 con un’attitudine decisamente diversa da quella con cui ha iniziato il 2017. Adesso sa di poter lottare costantemente per la vittoria e questa consapevolezza potrà essere l’arma in più per tentare di battere tutti.

Questi test di Sepang hanno anche confermato che la Honda è fortissima, e che i tre piloti HRC avranno a disposizione una moto molto evoluta nel 2018, una moto che forse potrebbe essere diventata più facile da sfruttare anche per Pedrosa e Crutchlow. Sono proprio questi due piloti ad incunearsi tra le due Ducati ufficiali, prendendosi il secondo e terzo tempo della classifica combinata delle due sessioni. Anche Marc Marquez è in top ten, con la settima posizione in classifica e con un distacco di 5 decimi da Lorenzo. Sepang non è mai stata la pista preferita dal campione del mondo, quindi non c’è assolutamente nessun campanello d’allarme in Honda. Marquez e la sua RCV restano probabilmente il binomio da battere anche nel 2018, solo che il livello degli avversari sembra essere cambiato molto.

Le Yamaha M1 ufficiali hanno conquistato con Vinales e Rossi, rispettivamente il settimo e nono tempo dei test, ma più che la prestazione pura ha colpito la tranquillità di entrambi. Ad Iwata hanno rivoltato come un calzino la M1 2017, tornando ad una evoluzione più lineare della moto 2016. Adesso che l’ha spremuta per tre giorni, anche Zarco ha confermato che la M1 2017 non è una moto facile e che non è riuscito ad essere veloce quanto avrebbe potuto. Se in Yamaha sono riusciti a consegnare nelle mani di Vinales e Rossi la moto equilibrata e competitiva che hanno promesso, facile immaginarsi per questi due piloti una stagione molto diversa dalla scorsa.

Valentino Rossi ha ritrovato il sorriso, e al momento la sua conferma in Yamaha per i prossimi due anni sembra una formalità. Vinales, che ha da poco firmato, ha avuto la conferma di aver fatto la scelta giusta decidendo di restare altri due anni. La Yamaha nel 2018 vuole riprendersi il suo ruolo e non lasciare Marquez e le Ducati a lottare da soli per il titolo.

Sono andati molto forte anche gli altri italiani, con Danilo Petrucci undicesimo, Iannone tredicesimo e Franco Morbidelli ventesimo. Mentre per il pilota Pramac è solo una conferma di avere il potenziale per lottare al top, nel caso di Iannone la situazione è relativamente diversa. La nuova Suzuki dovrebbe consentire all’italiano e Rins di lottare costantemente per il podio, e la sesta posizione dello spagnolo suggerisce che l’obiettivo non è lontano. Iannone deve ancora fare quel piccolo step che gli consenta di essere competitivo sulla moto di Hamamatsu.

Per Franco Morbidelli la ventesima posizione al secondo test in MotoGP è un buon risultato, soprattutto se si considera che ha girato a 1,6 secondi da Lorenzo, ed ha preso appena 1 secondo da Marc Marquez. Un debutto che lascia ben sperare in vista della sua stagione da rookie in MotoGP.

Questa la classifica combinata dei tre giorni di test MotoGP a Sepang:

1 LORENZO, Jorge Ducati Team 1:58.830
2 PEDROSA, Dani Repsol Honda Team 1:59.009 0.179
3 CRUTCHLOW, Cal LCR Honda CASTROL 1:59.052 0.222
4 DOVIZIOSO, Andrea Ducati Team 1:59.169 0.339
5 MILLER, Jack Alma Pramac Racing 1:59.346 0.516
6 RINS, Alex Team SUZUKI ECSTAR 1:59.348 0.518
7 VIÑALES, Maverick Movistar Yamaha MotoGP 1:59.355 0.525
8 MARQUEZ, Marc Repsol Honda Team 1:59.382 0.552
9 ROSSI, Valentino Movistar Yamaha MotoGP 1:59.449 0.619
10 ZARCO, Johann Monster Yamaha Tech 3 1:59.511 0.681