MotoGP, Lorenzo e Forcada: la coppia perfetta per un team Yamaha nel 2019

L’autentico caos che sta investendo Marc VDS e il giubilato Bartholemy rischia di far saltare l’affare Jorge Lorenzo, che potrebbe provvedere da solo in MotoGP

Lo scenario del mercato piloti 2019 sembrava già sufficientemente complicato senza interventi “esterni”, ma in questo momento sembra ci sia un vero caos attorno alla figura di Jorge Lorenzo. Lo spagnolo ha ormai entrambi i piedi fuori dalla Ducati, che non ha alcun interessa a confermarlo e per ora non ha avanzato alcuna proposta. Non si tratta di un ingaggio ridotto, bensì della totale mancanza di interesse a continuare assieme. Le opzioni rimaste sono ben note, e dopo aver assimilato che Suzuki non vuole mettersi in casa un mostro sacro della MotoGP, nonostante la dote dello sponsor Monster, le chance di Jorge Lorenzo di restare in una squadra Factory sembrano sempre meno.

Quasi impossibile immaginarlo in Honda al fianco di Marquez, che probabilmente porrebbe il proprio veto personale all’operazione, altrettanto difficile vederlo su un’Aprilia, per un’altra sfida impossibile in salsa italiana. L’ipotesi più seria e concreta resta dunque quella targata Yamaha e Marc VDS, che però ha trovato un ostacolo davvero imponente con cui confrontarsi. La bega legale che sta coinvolgendo Marc VDS e l’ormai ex Team Manager Michael Bartholemy non è ancora stata risolta e il ricco belga Van Der Straten sta cercando un accordo extragiudiziale. Perché è così importante trovare un accordo, se si tratta semplicemente di un licenziamento per malversazione di capitale? Perché la situazione di tutta l’attività sportiva del Marc VDS è quanto meno ingarbugliata.

Bartholemy è infatti titolare dell’azienda che risulta titolare sia dei contratti dei piloti, che dei bilici del team, che di tutti i contratti dei tecnici. Anche la squadra iscritta in Moto2 risulta riconducibile alla persona di Bartholemy. Di fatto, Marc Van Der Straten ci metteva “solo” i soldi, mentre Bartholemy tutto il resto. Detto ciò, è ovvio che in un contenzioso legale sia davvero complessa la matassa da sbrogliare per qualsiasi giudice. Difficile determinare cosa sia corretto fare, per quanto risulta palese che tutto il flusso di cassa deriva direttamente da Marc Van Der Straten.

Michael Bartholemy
Michael Bartholemy – Team Marc VDS

Ma come sembra chiaro, per quanto questa cosa è palese, dal punto di vista giuridico la faccenda è molto più complicata. Bartholemy teoricamente potrebbe fermare totalmente le attività dei team tra Moto2 e MotoGP, e secondo alcuni c’è anche un forte rischio che si saltino alcuni round della stagione se non si dovesse trovare l’accordo tra le parti. Probabilmente si tratta di un braccio di ferro tra manager e proprietario, con il primo che ha in un certo modo il coltello dalla parte del manico.

Tutta questa situazione sta ovviamente ritardando la definizione dei progetti legati al futuro della squadra, destinata, secondo quanto dichiarato dallo stesso Van Der Straten, a restare in pista almeno fino a tutto il 2021. Sembrava palese che ci fosse una candidatura molto seria al ruolo di erede di Tech3 per la gestione delle M1 in pista, ma per ora la priorità resta quella di garantire continuità alla squadra, e solo in seguito sarà possibile definire i programmi sportivi e tutti i partner.

In questo clima, l’ipotesi che vedeva Jorge Lorenzo nel ruolo di candidato ideale per avere una Yamaha M1 ufficiale nel box di Marc VDS potrebbe vacillare e creare i presupposti per un altro scenario, inedito e forse ancora più affascinante. Lo spagnolo ha dalla sua l’appoggio incondizionato della Dorna, che non può rischiare di perdere né due moto in griglia, se i problemi Marc VDS dovessero diventare molto gravi, né un campione del suo calibro. C’è poi da considerare che la Monster, orfana del Team Tech3 e da tempo partner di Lorenzo, potrebbe diventare main sponsor dell’operazione. Dulcis in fundo, c’è un retroscena tecnico da non sottovalutare che nelle ultime settimane sta prendendo forma: Maverick Vinales non è contento delle prestazioni della sua M1 e sta spesso lanciando messaggi fin troppo chiari di non essere felice della gestione tecnica della sua moto. Una gestione che è affidata a Ramon Forcada, ovvero il tecnico che quando Lorenzo passò in Ducati scelse di non seguirlo, nonostante le tante vittorie raccolte assieme in tanti anni di Yamaha. Forcada potrebbe dunque essere il cardine tecnico attorno a cui costruire la squadra di Lorenzo. Se tutti questi tasselli dovessero andare al proprio posto, è plausibile uno scenario in cui Jorge Lorenzo iscrive un proprio team al mondiale 2019 e 2020.

La Dorna gli spalancherebbe le porte, la Yamaha gli affiderebbe senza dubbio una moto ufficiale e con Forcada a formare una squadra di tecnici, c’è da scommettere che si potrà mettere in pista un progetto serio. Con una mossa del genere, Jorge Lorenzo investirebbe tantissimo su sé stesso, ma potrebbe anche riuscire a risollevare la propria immagine in un modo assolutamente affascinante, con una sfida dal sapore davvero speciale. Lo spagnolo è senza dubbio il più grande interprete della Yamaha M1 della storia recente, e ad Iwata sono consapevoli del suo potenziale. Il puzzle conta migliaia di pezzi, ma il tempo per comporlo in questo momento c’è ancora.