MotoGP, Meregalli: «Piccoli miglioramenti potrebbero fare la differenza»

meregalli
@Yamaha

Il team manager della Yamaha spiega gli obbiettivi e le modifiche per la seconda parte della stagione

La stagione della Yamaha non si può definire del tutto positiva. Specialmente all’inizio, il prodotto della casa di Iwata non riusciva ad essere competitivo per le prime posizioni, per la frustrazione dei loro due piloti ufficiali. Inoltre, il fatto che non riescono a vincere da più di un anno, risulta una pesantissima zavorra a livello mentale sia per i tecnici della casa giapponese che per i propri piloti, abituati a ben altre performance.

Nelle ultime gare bisogna sottolineare un miglioramento delle prestazioni della casa dei tre diapason, specialmente per quanto riguarda la costanza in gara di Vinales, il suo tallone d’Achille dei primi Gran Premi iridati della stagione. La casa nipponica deve sfruttare questa iniezione di fiducia ed adrenalina, ricavata da questi miglioramenti in pista, per cercare di essere ancora più performante nelle prossime tappe.

Ecco le dichiarazioni ufficiali di Meregalli: «Se diamo uno sguardo al campionato, possiamo essere soddisfatti, anche se non abbiamo ancora un trionfo iridato nella nostra bacheca e non siamo riusciti a essere veloci regolarmente in ogni GP. Tuttavia, abbiamo sempre lavorato dando tutto, anche in evenienze particolari. Alcuni piccoli miglioramenti potrebbero fare una grande differenza, ma penso anche che con i 250 punti rimasti da distribuire, ci potrebbero essere alcune sorprese. Riuscire a mettere un po’ di pressione su Marquez sarebbe l’ideale. I risultati di Rossi sono il frutto del suo desiderio di essere sempre competitivo, della sua passione e del suo lavoro pragmatico. Uno dei suoi più grandi pregi è quello di ottenere il 100% dalle persone che collaborano con lui. Per quanto riguarda Vinales è normale per un ragazzo così giovane e con poca esperienza che a volte si faccia prendere dalla frenesia e che non riesca a mantenere la pazienza nei momenti di maggior pressione. Nelle prime gare non riusciva ad essere competitivo nei primi giri, ma ora fortunatamente la situazione è cambiata. È il risultato di un buon lavoro di squadra. Maverick è un pilota molto performante quando è in buone condizioni. Sta a noi dargliele. Non è mai facile risolvere alcuni problemi tecnici. Ci vuole tempo. Dovremmo ricevere un piccolo miglioramento a Brno, ma non sarà una rivoluzione»