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MotoGP, Miller: «Il Covid spaventa i piloti»

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Dopo aver contratto e superato il Covid, Jack Miller è tornato a parlare del tema Covid che condiziona la vita nel paddock della MotoGP

Quella che sta per partire sarà la stagione più lunga della storia per la MotoGP (21 GP in calendario), la terza in cui il paddock dovrà convivere col Covid e le restrizioni che comporta, per quanto i primi miglioramenti si sono già visti. Durante i test di Mandalika alcuni componenti delle squadre sono stati contagiati e hanno dovuto rispettare i tempi della quarantena.

Jack Miller è stato contagiato in Australia, prima di partire per i test, ed è convinto che il Covid costituisca ancora un fattore di rischio per i piloti: «In questo momento, nel mondo, la vita non è facile per nessuno. All’ultimo giorno di test, ho finito la simulazione di gara, mi sono tolto la tuta e portata in azienda perché il mio assistente è risultato positivo. È un incubo, siamo stati negli stessi posti, in hotel, in pista. Non abbiamo infranto il protocollo, non abbiamo fatto nulla che non avremmo dovuto, soprattutto lui. È una persona abbastanza tranquilla, non è venuto in spiaggia né ha fatto molte cose. È proprio che il mondo va così ora. Come sapete, io mi sono contagiato nella mia fattoria, non sono andato da nessuna parte, non faccio nulla, ma comunque l’ho preso. Quindi credo che sarà un problema anche quest’anno. Come pilota, è una cosa che spaventa, perché bisognerebbe saltare una gara e non sarebbe bello. Ci rende nervosi, ma è così. È bello avere un campionato che si muove e noi dobbiamo provare a stare il più sicuri possibile, ora più che mai».

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