MotoGP, Rossi chiede ulteriori progressi a Yamaha, ma Meregalli frena: «Nulla di nuovo»

Valentino Rossi ammette gli ultimi progressi della Yamaha, dopo i test a Valencia, ma non è ancora soddisfatto. A smorzare l’entusiasmo, però, è Meregalli

I test di Valencia sono stati decisamente esaurienti e significativi per la Yamaha, in grado di confermare le ottime sensazioni degli ultimi mesi della stagione. In particolare, a brillare, sono stati Maverick Vinales e i due piloti della scuderia satellite della Petronas, Franco Morbidelli e Fabio Quartararo. Non è andato come sperato, o comunque meno bene dei colleghi, invece, per Valentino Rossi che ha concluso la due giorni di test con un 10° posto nella classifica combinata e un ritardo di nove decimi dal miglior giro di Vinales, a causa di un problema legato all’elettronica. Ma a interessare, e “preoccupare” allo stesso tempo, di più è il motore.

Le migliorie in top speed non hanno sufficientemente convinto i piloti, ancora assillati dall’inferiorità rispetto a Honda e Ducati. Il potenziale è alto, riconosciuto anche dallo stesso Vinales, ma è necessario trovare il modo per sfruttarlo al meglio. In linea con il pensiero dello spagnolo, ma più pessimista è lo stesso Dottore: «Stiamo lavorando per essere più veloci sui rettilinei. Questo rende la moto migliore, ma la strada è ancora lunga. Speriamo che la Yamaha non si arrenda, perché dobbiamo fare un altro passo e per me il motore è l’area in cui dobbiamo ancora migliorare di più».

A smorzare sul nascere ogni ulteriore spinta innovativa, ci ha però pensato il team manager Maio Meregalli: «Non credo che avremo qualcosa di nuovo, perché questa è già la terza fase. Il gap è già diminuito». A quanto pare, dunque, nessuna nuova fase di sviluppo per il quattro cilindri della M1, come prospettato e auspicato dallo stesso Valentino Rossi al termine della due giorni di test Valencia.