MotoGP, Valentino Rossi: «Credevo di poter lottare per il podio»

valentino rossi
Valentino Rossi - Movistar Yamaha MotoGP

Rossi ha ottenuto il massimo di cui poteva ambire ad Austin ma non è del tutto soddisfatto del quarto tempo della terza gara stagionale

A differenza degli altri due GP del 2018, la gara di Austin non è stata particolarmente spumeggiante e ricca di colpi di scena. Infatti, già dalle prime battute, era chiaro a tutti l’egemonia di Marc Marquez in questa disputa. Nessuno, a eccezione fatta per un tentativo coraggioso andato a salve di Iannone, ha dato fastidio all’attuale campione del mondo.

Seconda piazza per Maverick Vinales, autore di una signora rimonta sin dai primi giri. Terzo posto anche Andrea Iannone (al primo podio iridato con la Suzuki), che esattamente come il secondo classificato, è stato molto scaltro ed attento a controllare la gara senza strafare e cadere nell’errore. Questo risultato ambizioso potrebbe, non solo essere determinate per la sua stagione, ma anche per il suo futuro con la casa nipponica.

Medaglia di legno dunque per Rossi, che non è riuscito ad ottenere il giusto passo per recuperare il distacco con i dominatori della corsa. Non esaltante di certo la sua prestazione, ma neanche cosi negativa visto che comunque è riuscito a tenersi dietro piloti come Dovizioso e Zarco.

Queste sono state le prime parole dichiarate dal pilota di Tavullia dopo l’ultimo Gran Premio disputato: «E’ stato un weekend positivo perché sono sempre stato nella tra i primi cinque, ma in gara mi immaginavo di essere più veloce. Credevo di poter provare a lottare per il podio, ma sapevo che Marquez e Vinales erano più performanti di me. Speravo di essere abbastanza veloce per combattere con Iannone per la terza posizione, ma Andrea è stato anche lui più in forma di me. Non ero nelle condizioni per riuscire a recuperarlo, e di conseguenza non potevo lottare con lui. Ho faticato maggiormente nelle condizioni più calde di oggi, anche perché l’anteriore mi ha dato più fastidi rispetto alle prove libere. Dobbiamo continuare a lavorare a testa bassa e ora abbiamo una decina di giorni per svilupparci. La prossima gara sarà a Jerez, e lì la situazione sarà ben differente».