MotoGP, a Silverstone abbiamo visto la miglior Ducati di sempre

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La Ducati ha raccolto a Silverstone la quarta affermazione stagionale con Andrea Dovizioso. Una gara che attesta definitivamente la maturazione del progetto Desmosedici

Vincere a Mugello con la Ducati, era quasi una tappa “obbligata” per Andrea Dovizioso. La pista dove la Desmosedici ha girato di più, il luogo dove i tester hanno spremuto la moto in ogni modo. Vittoria che poi è stata ripetuta a Barcellona, nel trionfo personale del pilota più intelligente del paddock. Andrea Dovizioso in quella gara ha sfruttato la sua capacità più unica che rara di gestire le gomme per vincere la seconda gara consecutiva e lanciarsi definitivamente nel ruolo di grande pretendente per il titolo. Poi è arrivata l’Austria, ed era scontato aspettarsi il colpo grosso della Ducati sul tracciato del Red Bull Ring dopo il dominio targato 2016. Una vittoria arrivata dopo un confronto durissimo con Marc Marquez, vinto da Dovizioso con grandissima classe e di nuovo grandissima intelligenza.

Ma la vittoria migliore, quella che davvero può segnare la svolta, è quella ottenuta a Silverstone. Andrea Dovizioso in questo weekend in salsa britannica non sembrava affatto poter essere considerato uno dei papabili per la vittoria. Sembrava che le Honda fossero superiori. Sembrava che anche le Yamaha avessero un passo migliorE. Eppure in questa folle stagione 2017 della MotoGP, ognuno di noi dovrebbe ormai aver capito che le apparenze ingannano e che quando si spegne il semaforo per la gara, la verità emerge in tutta la sua forza.

Dalla mitica Silverstone, la verità che è emersa scintillando sotto gli occhi di tutti, è che la Ducati edizione 2017 è la migliore di sempre. Un’affermazione forte, ma supportata da alcuni dati incontrovertibili. Nessuno potrà mai dimenticare l’epoca di Casey Stoner in MotoGP sulla Rossa di Borgo Panigale, ed è chiaro che quelle vittorie nel 2007, quella velocità incredibile, furono figlie di una serie di circostanze forse irripetibili. Il pilota più veloce, la moto che gli dava il feeling perfetto e delle gomme incredibili. Il tutto aiutato dal motore senza dubbio più potente del paddock. Stoner sulla GP7 ha dominato in un modo in cui sarà difficile rivedere in futuro.

Eppure siamo convinti che dieci anni dopo, nel 2017, questa Desmosedici e questa Ducati siano molto più forti di quella vista nel 2007. Non si tratta solo di vittorie, pole e giri veloci. Non si tratta di duelli vinti con Rossi, Marquez o Vinales. Il vero elemento che fa riflettere su questa affermazione e che supporta questa teoria, non sono le vittorie di Dovizioso, bensì i risultati di Jorge Lorenzo. Nella tappa austriaca, Jorge Lorenzo ha raccolto un quarto posto, ripetendo l’ottimo risultato a Silverstone dove è arrivato quinto, ma vicinissimo. Il distacco rispetto a Dovizioso è stato di oltre sei secondi in Austria, ed è sceso a poco più di tre secondi e mezzo a Silverstone. A condire queste prestazioni, le ottime qualifiche in entrambe le gare, con Jorge velocissimo ed addirittura davanti rispetto a Dovizioso a Silverstone.

All’epoca di Casey Stoner, i compagni di squadra del Canguro Mannaro incassavano sconfitte pesantissime ed il solo Loris Capirossi riuscì in alcune gare a reggere il ritmo e battere anche Stoner. Dopo, da Melandri ad Hayden, è sempre stata una faccenda decisamente complicata reggere il passo di Casey. Il suo valore aggiunto era talmente grande, da far riflettere sul talento di ognuno dei suoi compagni di team.

Oggi la situazione è diversa e questa Ducati è diversa. Quando in Ducati arrivò Valentino Rossi, Filippo Preziosi dichiarò più volte che voleva l’aiuto di Valentino per rendere la Desmosedici una moto veloce con chiunque. Purtroppo, quella moto non solo non diventò veloce per chiunque, ma si dimostrò anche lentissima per tutti. La cause sono tantissime, ma il vero punto di svolta è stato l’arrivo di Gigi Dall’Igna, il vero uomo della provvidenza. Quando l’ingegnere veneto è arrivato in Ducati, si fece portare in ufficio una GP13, una delle moto più “difficili” della storia Ducati in MotoGP, una moto che nessuno voleva e che fece soffrire tantissimo Andrea Dovizioso nel suo anno di debutto in Rosso. Affermò di averlo fatto perchè doveva ricordarsi ogni giorno degli errori commessi in passato per non ripeterli. Non sappiamo se quella moto sia ancora nell’ufficio di Dall’Igna, ma sappiamo che a partire dalla GP15 le cose sono cambiate in Ducati. Cambiate moltissimo.

Oggi la GP17 è senza dubbio una moto che compete alla pari con le rivali. Lo fa con Dovizioso, lo fa con Lorenzo e anche con Danilo Petrucci, che in questo periodo non raccoglie quanto potrebbe, ma resta un pilota capace di fare podio e conquistare prime file in qualifica. Per tutte queste ragioni la Ducati di oggi è infinitamente più forte della Ducati che vinse con Casey Stoner nel 2007. Quella moto, senza l’australiano in sella, avrebbe raccolto molto meno del bottino messo assieme a fine stagione nei quattro anni dal 2007 al 2010. Mentre siamo certi che questa Ducati, costruita anche con i sacrifici di Dovizioso negli anni bui, stia diventando competitiva con chiunque. L’idea era nata in Filippo Preziosi e sarebbe dovuta essere realizzata da un pilota che aveva già vinto nove mondiali. La sta realizzando Gigi Dall’Igna, e lo sta facendo con l’aiuto di un pilota che merita ampiamente di vincere il primo titolo MotoGP in questa stagione, perchè sta dimostrando di averne tutte le capacità ed è supportato da una grande moto. I dubbi sono pochi ormai: questa è la Ducati più forte di sempre.