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MotoGP

KTM, an Orange side story

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Scopriamo la storia della KTM nei GP. Una Casa che ha saputo fare del proprio DNA Racing un vero credo da seguire e portare avanti in tutte le categorie in cui è impegnata. Sarà una rivale pronta a battere le grandi della MotoGP?

Una delle novità più attese della Stagione 2017 della MotoGP è di sicuro il debutto della KTM nella classe regina. In sella alle due moto ci saranno Pol Espargarò e Bradley Smith, entrambi attualmente in Yamaha Tech3. Tuttavia il primo rider a far girare la moto austriaca in una gara ufficiale sarà Mika Kallio, che correrà come wild card a Valencia, l’ultima gara della stagione 2016.

In questi mesi la KTM sta svolgendo molti test per arrivare preparata al debutto e i risultati ottenuti fino ad ora si stanno rivelando promettenti. La livrea definitiva della KTM RC16 verrà presentata ufficialmente nel weekend del 12-14 agosto, quando prenderà il via il GP d’Austria e in attesa di vedere la nuova creazione nei colori definitivi ripercorriamo la storia della Casa austriaca nel Motomondiale.

La KTM è stata fondata nel 1934 dall’ingegnere Hans Trunkenpolz a Mattighofen, in Austria. Negli anni le moto prodotte dalla vivace azienda austriaca hanno preso parte alle competizioni più svariate: dall’Enduro al Motorally, fino al Campionato Mondiale di Motocross diventando un’eccellenza nel campo delle due ruote e portando i propri piloti al successo.

Nel Motomondiale ha debuttato nel 2003 in classe 125 con un progetto ambizioso volto a farsi strada a livello globale nella più importante vetrina internazionale delle corse su pista. Già nel 2005 grazie alle vittorie dei tre piloti Mika Kallio, Gabor Tasmacsi e Julian Simon la KTM si è aggiudicata il Mondiale Costruttori in 125. Nello stesso anno la casa austriaca ha preso parte anche al Mondiale 250 con Anthony West anche se con risultati meno entusiasmanti rispetto alla 125.

@KTM RACING

Il 2005 è stato un anno importante anche perchè la casa austriaca ha preso i primi contatti con la MotoGP grazie alla collaborazione col team di Kenny Roberts, il campione americano vincitore di tre Titoli Mondiali.  La partnership tra KTM e Team KR arrivò dopo anni di collaborazione tra Kenny Roberts e la Yamaha, ma la Protor KR con motore KTM  sembrava una prospettiva allettante e vincente.

@KTM RACING

L’esperimento poteva rivelarsi un tentativo fruttuoso per entrambe le parti di ottenere risultati importanti in classe regina. In primi risultati dei test furono soddisfacenti per tutti, il motore V4 risultò molto potente e faceva registrare ottimi tempi.  La Stagione non andò altrettanto bene e prima della fine del campionato la KTM annunciò la cessazione della collaborazione per l’anno successivo. Se in MotoGP l’esperimento è stato un insuccesso lo stesso non si può dire per la 125 prima e soprattutto per la Moto3 dopo, categoria in cui la KTM si sta dimostrando competitiva e in poco tempo è riuscita a diventare il punto di riferimento. Le moto austriache hanno vinto il titolo piloti nel 2012 con Sandro Cortese in sella alla KTM M32 e nel 2013 con Maverick Vinàles sulla KTM RC250GP.

Inoltre sono stati portati a casa i titoli costruttori dal 2012 al 2014. Anche la Stagione 2016 sembra essere trionfale per la Casa austriaca con Brad Binder leader del Mondiale Moto3. L’impegno per il 2017 della KTM non si fermerà a Moto3 e MotoGP, infatti la casa austriaca punta a frenare l’egemonia Kalex in Moto2 grazie al progetto WP-KTM. L’impegno in questa categoria si fermerà ovviamente alla sola fornitura del telaio, visto che i motori  sono bloccati e marcati Honda fino al 2019. Ma c’è da scommettere che per il futuro la KTM voglia competere con i giapponesi anche in questo ambito.

 

@KTM RACING – PH Platzer Philip

Ambiziosi quindi i progetti della Casa austriaca nel Motomondiale, figli sia dei risultati precedenti sia della mentalità KTM, impegnata nelle competizioni e nella produzione, con uno sviluppo che negli anni l’ha portata dall’essere un’officina di auto e moto al diventare uno dei maggiori costruttori a livello europeo. Una Casa che è passata attraverso alti e bassi durante la sua storia, come il crollo negli anni 80′ e la ripresa nel decennio successivo che ha riportato la casa alle vittoria dopo una riforma interna e un grande impegno nello sviluppo, concentrato in maniera particolare sull’immagine racing e agonistica dell’azienda.

@KTM RACING – PIT BEIRER – KTM RACING MANAGER

Un punto cruciale della ripresa della Casa austriaca è stato quello di aver puntato sul brand, il così detto Orange Power la cui filosofia punta sempre al top, sia nelle competizioni che nel materiale da fornire ai clienti. Infatti la KTM fornisce ai consumatori, considerati una parte integrante dell’azienda, un’ampia gamma di articoli dall’aspetto racing ed accattivante e contraddistinti dall’immancabile colore arancione. Questa filosofia punta a creare quasi un senso di aggregazione che non si riscontra in altri brand, anche più vincenti o conosciuti a livello globale rispetto alla KTM. L’impegno nel Motomondiale sembra volto a portare la KTM in alto come già fatto in categorie come l’enduro, il cross e nel Rally, campionati in cui la Casa austriaca domina da anni.

Chissà se già a Valencia questa nuova moto riuscirà a conquistare gli appassionati e soprattutto se saprà fermare il binomio Yamaha-Honda nella classe regina, imponendosi come in Moto3 dove negli anni ha saputo surclassare rivali storiche e molto più blasonate. La KTM sembra essere l’esempio di una filosofia pronta a mettersi in discussione e rinnovarsi rimanendo fedele a se stessa e questo concetto è risultato sempre vincente.