Andrea Dovizioso racconta la vita lontano dai circuiti MotoGP

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Il rider Ducati Andrea Dovizioso racconta gli inizi della sua carriera e le sue passioni quando stacca dal mondo delle corse

Il 2017 è senza dubbio un anno magico per Andrea Dovizioso, che ha già trionfato due volte in MotoGP ed è diventato di diritto l’uomo su cui puntare per Ducati, in attesa che Jorge Lorenzo impari a gestire la Desmosedici. Il pilota ha rilasciato una intervista a GQ, raccontando la sua carriera dagli esordi e soprattutto parlando della sua vita fuori dalle piste. La maturazione come uomo e pilota e la soddisfazione per i traguardi che sta raggiungendo in questa stagione.

Quanto è cambiato Andrea Dovizioso in questo 2017?
«Credo di essere più forte rispetto al passato. Sono veloce come prima, ma ho più esperienza, e riesco a gestire meglio i weekend di gara. Quando si vince, la sensazione è indescrivibile. Quello che si prova dopo aver vinto una gara o addirittura un titolo mondiale, com’è capitato a me nel 2004, è grandioso e non c’è nient’altro che possa dare lo stesso brivido».

Qual’è stato il momento in cui hai capito per la prima volta che le gare motociclistiche sarebbero diventate la tua professione?
«E’ difficile rispondere, perché io come quasi tutti i piloti professionisti ho cominciato ad andare in moto da piccolissimo, avevo 4 anni, e quando si comincia lo si fa solo con passione. si arriva a uscire in moto, magari, anche quattro volte alla settimana solo perché se ne ha voglia, perché ci si diverte. Dopo sette anni si comincia a correre davvero perché è è a quell’età che si può prendere il primo patentino per scendere in pista».

La passione ti è stata trasmessa dai tuoi genitori?
«Si da mio padre, lui correva e aveva già deciso prima ancora che io nascessi. Andava in giro a dire che sarei diventato campione del mondo! Quando si coltiva un grande sogno tutto poi procede in quella direzione».

Sapresti scegliere un momento delle tue battaglie in pista, una gara davvero speciale?
«Certo, potrei fare un lungo elenco. Ho partecipato a tantissime gare nella mia carriera, in tutte le categorie. L’anno in cui vinsi il titolo ci fu da combattere tantissimo con piloti come Jorge Lorenzo, che ora è il mio compagno di squadra in Ducati, con Locatelli, Barbera, Casey Stoner. Nella classe 250 per due anni, Lorenzo e io ci siamo contesi il titolo ed è stato davvero molto bello».

Quando sei in pista, durante una gara, che cosa pensi quando devi sorpassare un avversario?
«Bisogna per prima cosa considerare chi è l’avversario da superare, perché ogni pilota ha caratteristiche diverse e una moto particolare, perciò bisogna analizzare tanti aspetti prima di tentare il sorpasso».

Che cosa ti piace fare quando sei lontano dalle piste?
«Devo prima di tutto rilassarmi, perché durante la stagione di MotoGP si viaggia molto e nei weekend di gara si è sottoposti a un grande stress. Le corse richiedono uno sforzo fisico e mentale enorme. Quindi per me è molto importante tornare in un posto tranquillo dove potermi rilassare con la famiglia, la mia ragazza, mia figlia e mia madre. Un’altra mia grande passione è il motocross. Ne pratico molto qui d’inverno, ma anche durante la stagione delle corse perché il numero di test che si possono effettuare con i mezzi della MotoGP sono limitati. il motocross è piuttosto pericoloso e alla Ducati infatti non sono tanto contenti ma è l’unico modo che ho per tenermi in allenamento con la moto».