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Formula 1

F1, Gp Bahrain: i promossi e bocciati del weekend a Sakhir

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Hamilton dà l’ennesima prova del suo talento, bene anche il ritorno di Alonso e l’esordio di Tsunoda; malissimo invece Mazepin

Il primo weekend stagionale, quello del Gp Bahrain, ha dato un’ulteriore conferma sulla forza ed il talento di Lewis Hamilton, capace di vincere anche quando la sua monoposto non è la migliore in pista. Dall’altro canto abbiamo assistito all’esordio disastroso di Nikita Mazepin. Questi i promossi e i bocciati del Sakhir, prima prova del Mondiale di F1:

PROMOSSI

Hamilton Stavolta non gli si può dire che ha vinto perché guida la vettura migliore; la Red Bull si è dimostrata decisamente superiore alla sua Mercedes ma con una condotta di gara implacabile ha portato a casa il primo successo stagionale.

Verstappen Dominatore incontrastato del weekend almeno finché i suoi strateghi al box non hanno deciso per una strategia che lo ha portato a rincorrere e se davanti c’è uno come Hamilton, può finire che, anche se sei più veloce, alla fine non passi.

Tsunoda Gestione di gara magistrale con tanto di sorpassi a Campioni del Mondo quali Alonso, Vettel e Raikkonen. Vero, l’Alpha Tauri quest’anno va forte ma lui ha dimostrato di avere delle grandi potenzialità e l’arrivo in zona punti ne è il giusto e meritato premio.

Alonso Annichilisce Ocon in qualifica, in gara parte come un razzo e deve arrendersi solo ad una Alpine che non sembra ancora al livello per battagliare a centro gruppo.

Norris Prende un sonoro schiaffone dal nuovo arrivato Ricciardo in qualifica ma al via fa valere la legge del più vecchio (nel team, ndr) prendendo la posizione e portando a casa un meritatissimo 4° posto.

Leclerc Non ha il passo per tenere dietro Norris ma il 4° posto in qualifica e il 5° in gara sono un eccellente risultato visto anche da dove arrivava la Ferrari.

BOCCIATI

Bottas Alla fine si consola con il giro veloce però il distacco che prende da Hamilton non lascia scuse; arriva 3° solo perché comunque guida una Mercedes e Perez ha ancora dei problemi di ambientamento.

Vettel Sonoramente battuto da Stroll (avessi detto Pelé, ndr), finisce 18° in qualifica, penalizzato per non aver rispettato le bandiere gialle, in gara combina un disastro dopo l’altro fino al tamponamento nei confronti di Ocon, avendo peraltro l’ardire di accusare il francese di aver cambiato traiettoria quando quel poveretto non si è mai mosso dalla sua linea.

Mazepin Due testacoda in qualifica, un altro, quello definitivo, dopo tre curve. In partenza può capitare, si dirà; vero ma quando si è in bagarre, non se si è ultimi da soli. Se la Haas dovrà licenziarlo, non sarà certo per i comportamenti fuori pista ma per gli errori gravi in gara.

Muretto Red Bull Non è la prima volta che sbagliano totalmente strategia e stavolta il prezzo pagato è molto alto; subiscono l’undercut di Hamilton (primo grave errore, ndr) e per ovviare vanno più lunghi, troppo. A quel punto, tanto valeva montare la morbida per l’ultimo stint, invece mettono la dura ed la vittoria sfuma.