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Formula 1

F1, Verstappen, dalla Spagna ad Abu Dhabi: un campione del mondo annunciato

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Dalla prima vittoria in Red Bull al primo titolo mondiale in F1: Max Verstappen, la storia di un fenomeno annunciato

Quando Lewis Hamilton vinse il suo primo titolo mondiale – nel lontano 2008 -, Max Verstappen era ancora un giovanissimo sognatore che faceva la differenza nei kart e sperava, un giorno, di eguagliare quel traguardo. Da quella data di 13 anni fa, però, l’olandese non c’ha messo tanto ad arrivare in Formula 1, facendo anche un percorso inusuale: Max ha infatti corso solamente in Formula 3 e, da lì, ha fatto il grande salto senza passare come fanno praticamente tutti dalla Formula 2.

Un chiaro segnale della precocità del figlio di Jos – pilota decisamente meno talentuoso del figlio dal 1994 al 2003 -. Precoce è il termine giusto per indicare Verstappen, che dal suo esordio ufficiale nel 2015 ha stabilito record su record. A oggi, infatti, il pilota della Red Bull detiene ne detiene ben otto: pilota più giovane al via di un Gran Premio e pilota più giovane a punti ottenuti nel 2015; vincitore più giovane, più giovane a podio, più giovane a condurre un Gran Premio e più giovane a far segnare un giro veloce nel 2016; più giovane a firmare un Grand Chelem e più alto numeri di podi nel 2021.

Dagli esordi in Toro Rosso alle imprese in Red Bull, Verstappen ha sempre fatto parlare di sé, nel bene e nel male, per le sue doti da pilota e per le sue dichiarazioni spesso pungenti. La sua carriera in F1 ha vissuto fiammate senza precedenti. Dalla prima gara in Toro Rosso – nel 2015 -, si è trovato sul sedile della Red Bull in poco più di un anno. Era il 5 maggio del 2016 quando la notizia sconvolse il circuit: dopo appena 4 Gran Premi, infatti, Christian Horner decise di retrocedere Daniil Kvjat e sostituirlo proprio con Verstappen. Dieci giorno dopo, a sorpresa, l’olandese vinse il Gran Premio di Spagna davanti a Raikkonen, confermando il talento immenso dimostrato già con la precedente scuderia. Un esordio coi fiocchi, che giustificava a pieno la scelta del team di Milton Keynes.

Max Verstappen vince in Spagna. Foto da Red Bull content pool

GLI INCIDENTI E LE DICHIARAZIONI: LA MATURAZIONE DI MAX

Complice la giovanissima età e l’immediata competitività della vettura in cui si trovava, il processo di maturazione di Max Verstappen ha richiesto un po’ più di tempo. I primi anni in F1, il neo campione del mondo ha spesso commesso errori evitabili in pista. Gli incidenti a Montecarlo nel 2015 e nel 2018 ne sono un esempio. E proprio nel 2018, il 33 della Red Bull fu protagonista nelle prime 6 gare di almeno un testacoda, un incidente contro le barriere o una collisione. Un ruolino di marcia non certo promettente e sicuramente non da chi vorrebbe lottare per la vittoria finale.

Da questo punto di vista, però, la sua trasformazione è ampiamente completata. Il 2021 è la massima espressione di questa maturità. Nelle 22 gare stagionali, solamente in 4 occasioni non è riuscito a chiudere al 1° o 2° posto: a Baku – quando era comodamente in testa alla gara -, e la foratura di una gomma lo ha mandato contro il muro; a Silverstone, dove è stato Hamilton a costringerlo al ritiro; in Ungheria, dove è rimasto coinvolto nell’incidente di Bottas e a Monza, dove, però, si è rivisto per un istante il vecchio Verstappen, che pur di non concedere il sorpasso è andato ruota a ruota con l’inglese, finendo con la sua vettura addirittura sopra quella del sette volte campione del mondo.

Incidente Verstappen Hamilton. Foto Imago/Image Sport

La sua guida è ormai diventata al limite della perfezione. Bravissimo nella difesa, superbo nell’attacco, preciso nelle partenze. Max è cresciuto esponenzialmente nel corso della sua carriera. Ha capito che per conquistare il Mondiale e non solo la singola vittoria c’è bisogno di gestire i momenti. Ha preso coscienza che a volte un 2° posto può valere tanto. Ha assunto quella consapevolezza tale che gli ha permesso di entrare nell’olimpo e che, con ogni probabilità, gli regalerà molte altre gioie.

Ciò che lo ha contraddistinto nel corso dei suoi 7 anni in F1, però, sono anche le dichiarazioni spesso pungenti e senza freni. Nel 2018, dopo l’ennesima domanda sui suoi incidenti, rispose in maniera seccata al giornalista: «Sono davvero stufo di tutte queste domande. Credo che se ne dovessi ricevere qualcun’altra, potrei prendere a testate qualcuno…». 

Ma il repertorio è vasto. Si passa dalle frecciate a Hamilton: «Non è nulla di speciale, dipende sempre dalla macchina che hai», fino alle accuse alla Ferrari: «Questo è quello che succede se smetti di barare questo è proprio quello che abbiamo visto, quindi bisogna tenerli d’occhio». 

Un carattere duro, forte, ma sicuramente vero. Max Verstappen è questo ed è quello che lo rende ancora più interessante e più iconico. Difficilmente cambierà sotto questo aspetto, ma è altrettanto evidente come il miglioramento sia stato anche da questo punto di vista. Il dover lottare punto a punto per il mondiale ha costretto l’olandese a concentrare le forze e le energie mentali quasi esclusivamente sulla guida, con ottimi risultati. Le polemiche le ha lasciate agli altri, fuori pista. Lui ha abbassato la visiera e ha guidato da fenomeno, come mai prima d’ora.

IL MONDIALE 2021: UN TITOLO MERITATO

Come già sottolineato, la maturità di Verstappen ha raggiunto il suo apice in questa stagione, culminata con la conquista di un meritatissimo titolo mondiale. E se sulle sue doti da pilota c’erano ormai pochissimi dubbi, quello che ha dimostrato quest’anno è una forza mentale di assoluto livello. Lottare punto su punto, a 24 anni, contro un sette volte campione del mondo non è facile, soprattutto se è la prima volta che ci si trova in una situazione simile.

Resistere alla pressione della stampa, non cedere di un metro alle dichiarazioni di Toto Wolff, rialzarsi dopo gare come Baku o Budapest e, soprattutto, mantenere il sangue freddo in quel fantastico ultimo giro di domenica, mette in evidenza una personalità che pochi possono vantare di avere. Ha dimostrato che anche sotto questo aspetto non ha nulla da invidiare a Hamilton. Lo disse poco tempo fa Rosberg – campione del mondo 2016 -: «Hamilton per batterlo devi entrare nella sua testa». Verstappen lo ha battuto anche grazie a questo.

Anche se in molti erano consapevoli dal suo esordio in Red Bull che, prima o poi, avrebbe vinto un titolo mondiale, non era scontato lo facesse. Se si pensa ai suoi primi errori sembrava quasi impossibile potesse giocarsi un campionato del mondo. Troppi punti buttati al vento anche quando non era necessario.

Verstappen però, dal primo giorno che è salito in macchina sapeva cosa serviva per vincere. Quegli errori – spesso anche banali -, erano fatti per oltrepassare il limite della vettura. Sapeva che con la macchina giusta non sarebbe stato necessario oltrepassare quel confine e la stagione praticamente perfetta di quest’anno l’ha dimostrato. Dieci vittorie, otto 2° posti, un 9° posto e solamente due ritiri sono la spiegazione più chiara per ciò che ha fatto. Non ha più bisogno di superare il limite perché è lui il limite massimo.

In poco tempo, “Super Max” ha regalato agli appassionati – insieme ad Hamilton – il più bel mondiale degli ultimi anni e uno dei più appassionanti della storia. Non solo. L’olandese ha probabilmente dimostrato che quanto detto nel 2019 era vero: «Se guidassi l’auto di Hamilton sarei più veloce».

In una stagione in cui le due vetture si sono praticamente equiparate, Verstappen ha dimostrato di essere il più veloce e, a vederlo bene, sembra solo l’inizio.

Verstappen festeggia la vittoria del Mondiale