Il monogomma è ancora la soluzione giusta in MotoGP e F1?

gomme pirelli
Pirelli, fornitore ufficiale di pneumatici in Formula 1

Il monogomma regna sovrano in MotoGP e F1: se da un lato regala incertezza sul risultato finale, dall’altro rischia di alterare la percezione delle cose

Con la gara di F1 di Silverstone i due massimi campionati vanno in pausa estiva prima di iniziare il girone finale autunnale. E sinceramente mai nelle ultime stagioni abbiamo avuto un tale spettacolare equilibrio con gare sempre tirate e combattute. Bei duelli, arrivi in volata e tanti sorpassi. Nella MotoGP in soli 10 punti abbiamo i primi quattro piloti dei quali due sono italiani e due spagnoli, con Valentino Rossi e Dovizioso a contenersi la corona con Marquez e Vinales. In F1 la lotta è ancora più incerta e ravvicinata. Ora un solo punto divide i due grandi duellanti Lewis Hamilton e Sebastian Vettel. Quindi grande soddisfazione per tutti gli appassionati che non si possono certo lamentare di questa grande stagione 2017 dei motori, con un clima di incertezza che rende davvero imperativo seguire entrambi fino all’ultima curva.

Ma alla luce degli ultimi risultati sia in MotoGP che in F1 spesso tutta questa incertezza ed equilibrio è il risultato del rendimento dei pneumatici che sono diventati ormai il vero arbitro di ogni competizione. I pneumatici sono in grado di vanificare ogni miglioria telaistica e ogni sviluppo di motore diventando di fatto l’elemento più importante della delicata alchimia di un mezzo da competizione. La doppia foratura delle Ferrari a Silverstone o la continua altalenanza di risultati nella MotoGP sono la conferma di quanto troppo spesso gli pneumatici siano fondamentali ai fini del risultato finale.

Forse un pò troppo rispetto alla vecchia lotta e sfida tra costruttori di gomme. In effetti viene lecito da chiedersi se il “sistema monogomma” sia davvero la migliore e più sportiva soluzione per due campionati così importanti e competitivi come la F1 e la MotoGP. A parte il mero profitto dell’organizzatore, non si capisce per quale motivo i massimi campionati del Motorsport non debbano tornare alla più incerta e spettacolare lotta tra costruttori diversi di pneumatici che renderebbe più spettacolare e incerta la lotta per il titolo finale. Ma soprattutto toglierebbe ogni dubbio o sospetto di risultati pilotati o quantomeno influenzati da un solo fornitore. Questa non deve assolutamente essere recepita come una critica a Pirelli o Michelin ma solo come un richiamo ad una maggiore offerta e diversificazione di un particolare tecnico che ormai è diventato quasi un vero arbitro di ogni gara a due o quattro ruote.