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Moto2, una categoria sempre più simile alla MotoGP

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Dall’anno della sua introduzione ad oggi la Moto2 sta crescendo in competitività e tecnologia e adesso i suoi piloti migliori vanno più forti degli ultimi in MotoGP

Per la prima volta dal 2010, anno di nascita della categoria Moto2 in sostituzione della tradizionale 250cc, al GP di Germania, sulla pista più piccola del Motomondiale, è accaduto che alcuni piloti della classe intermedia abbiano girato più veloci degli ultimi in graduatoria della MotoGP. Questo dato, unitamente al minimo distacco di un solo secondo nel giro veloce personale in gara tra Scott Redding, il più lento della ‘top-class’ al Sachsenring, e Miguel Oliveira, il più veloce della Moto2, rende bene l’idea dell’impressionante sviluppo di competitività compiuto da una categoria che era stata ideata per abbattere i costi in periodo di crisi e non era mai riuscita a far innamorare gli appassionati a causa del monomarca Honda e di una competizione tra i team esclusivamente telaistica. In sette anni però di acqua sotto i ponti ne è passata, e la musica sta cambiando: il campionato di mezzo non è solo più garanzia di spettacolo e sorpassi che esaltano il talento dei suoi partecipanti e basta, o un valido apprendistato per imparare ad avere una guida da “classe regina” per chi viene dalle piccole Moto3, ma anche una categoria che sta accrescendo la sua competitività motoristica e tecnologica, affinando i propri prototipi.

Moto2 sempre più simile alla MotoGP: dal 2019 motori Triumph e nuove centraline elettroniche Magneti-Marelli

Come conferma Hervè Poncharal, team manager di Tech 3 che ha una squadra anche in Moto2, dal 2019 Triumph fornirà motori per questa classe e la Magneti-Marelli porterà una nuova elettronica per le centraline: «L’arrivo di Triumph è una notizia incredibilmente buona: non solo avremo un nuovo produttore, un marchio famoso, che entrerà a far parte della classe, ma insieme a questo motore più grande e potente ci sarà la nuova elettronica di Magneti-Marelli, che sarà un grande passo in avanti rispetto a quello che abbiamo. Quindi chiaramente la classe Moto2, che è già a volte vicina ai tempi sul giro di MotoGP, sarà molto più vicina». Un aumento di qualità cui dovrà adeguatamente corrispondere anche un ulteriore miglioramento degli pneumatici, che in Moto2 e Moto3 sono marchiati Dunlop, per poter far sì che la Moto2 diventi sempre più simile ad un secondo campionato della MotoGP «Penso che sia anche una grande sfida per Dunlop, per sviluppare diversi pneumatici e sfidare i ragazzi di MotoGP più lenti in alcuni circuiti» ha detto Poncharal.

Moto2 sempre più simile alla MotoGP: una scommessa vinta dopo l’addio alla 250cc

Il Motomondiale dopo un periodo di buio, durante il quale avevamo assistito alla soppressione delle tanto adorate 125cc e 250cc, pare essere riuscito a risollevarsi per ‘appeal’ e partecipazione delle case, che anno dopo anno stanno facendo i loro ritorni: IRTA spera che l’ultimo impegno preso da Triumph possa poi trasformarsi in presenza stabile, allargando magari il suo raggio di azione nel paddock «Al momento sono fornitori di motori per Moto2, ma non si sa mai, si potrebbe dire: ‘questo campionato sta portando tanta attenzione, perché non entrare come produttore di MotoGP in pochi anni?‘. Non sto dicendo che succederà, ma saranno nel nostro paddock, il che è veramente eccitante» è sempre l’opinione del manager di lunga esperienza Poncharal, ben capace di guardare a futuri risvolti di più ampio respiro per tutto il movimento.

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