MotoGP, come sarà lo scacchiere del mondiale 2019/2020

motogp

Le tessere che compongono il mosaico stanno trovando la propria collocazione e sempre meno selle sono libere. Ecco lo scenario del mercato piloti 2019/2020 prima del Mugello

Continuano i colpi di mercato e prima del Mugello potrebbero concretizzarsi le ultime firme che andranno a comporre lo scenario del campionato 2019 e 2020. Grandissima attenzione per Jorge Lorenzo e la sua prossima squadra. Analizziamo la situazione squadra per squadra:

HONDA – Messo in cassaforte il contratto con Marc Marquez, vero artefice del dominio Honda degli ultimi anni, tante attenzioni da parte di HRC si sono spostate per il secondo pilota, la spalla da affiancare al campione spagnolo. Sfumate le ipotesi di Zarco e Dovizioso, si era fatta strada la chance di vedere Joan Mir in squadra con Marquez, ma sembra che lo spagnolo abbia preferito prendere altre strade piuttosto che farsi stritolare da un confronto con il Cabroncito destinato a finire in un solo modo. Nonostante la freddezza di Alberto Puig nei confronti del suo ex pupillo Dani Pedrosa, sembra che lo spagnolo sia destinato a continuare. Molto difficile immaginare spazio per Jorge Lorenzo in questa squadra, con Marquez che probabilmente porrebbe il proprio veto all’operazione. Sembrava anche possibile un avvicendamento con Cal Crutchlow, che però si dice felicissimo di restare in LCR. Honda perderà probabilmente le moto di Marc VDS, e forse è destinata a ritrovarsi con sole tre moto in pista, tutte ufficiali, nel 2019.

YAMAHA – La Yamaha ha messo sotto contratto Rossi e Vinales fino al 2020, e sembrava prima dell’inizio di stagione il Costruttore messo meglio da questo punto di vista. In realtà l’esito della prima fase di stagione 2018 non è andato assolutamente secondo i piani, con la M1 ufficiale spesso in difficoltà e i due piloti Factory battuti troppo spesso dal “privato” Zarco. Soprattutto Maverick Vinales era atteso nel ruolo di grande antagonista di Marquez per il titolo, e per il momento sembra un pilota molto diverso dallo schiacciasassi visto ad inizio 2017. Nelle ultime dichiarazioni, il pilota spagnolo ha anche sentenziato in modo molto severo nei confronti del suo box. Valentino Rossi non è più un ragazzino, e la sua esperienza basta nella maggior parte dei casi a compensare altri problemi. Ultimamente però non riesce quasi mai ad essere velocissimo, e dopo un ottimo podio in Qatar, sembra leggermente spento. Lin Jarvis si è fatto scappare sia Tech3 che Zarco, e l’occasione per rimediare si chiamano Jorge Lorenzo e Marc VDS. Il divorzio tra VDS e Honda sembra ormai certo e l’opzione Yamaha è la migliore sul tavolo. Tutti i problemi interni del team legati all’autentico caos scatenato dall’affair Bartholemy, stanno rallentando le operazioni, ma lo scenario più plausibile in questo momento è che la squadra erediti il posto di Team satellite Yamaha da Tech3, con la differenza di avere una moto ufficiale destinata a Jorge Lorenzo. Siamo stati i primi a fornire questa ipotesi quando nessuno pensava fosse possibile trovare Lorenzo in una squadra non ufficiale al 100%. Adesso appare l’ipotesi più plausibile.

DUCATI – Firmato il tanto atteso contratto con Andrea Dovizioso, appare chiaro che in Ducati si stia preparando l’addio a Jorge Lorenzo, che rappresenta il secondo grande fallimento per il Costruttore bolognese dopo quello vissuto con l’esperienza Rossi. C’è da sottolineare che mentre nel suo periodo in Rosso Valentino Rossi è stato costantemente il pilota più veloce per Ducati, la situazione di Jorge Lorenzo appare oggi profondamente diversa e rappresenta un flop forse anche peggiore. La speranza è che la stagione finisca nel migliore dei modi e attualmente il primo candidato a sostituire lo spagnolo sembra poter essere Danilo Petrucci. Il ternano è stato spesso elogiato dallo stesso Dovizioso e con il senno di poi, si potrebbe sospettare che tra i famosi dettagli mancanti per firmare il contratto con Ducati, ci fosse anche il nome del secondo pilota. Domenicali ha affermato che il compagno di Dovizioso permetterà di lavorare con grande armonia, quindi è più che probabile che sia proprio l’italiano a godersi la promozione in prima squadra. Lo Junior Team Ducati, ovvero il Pramac, avrà una coppia davvero interessante per il 2019. Da un lato ci sarà l’esordiente Pecco Bagnaia, che sembra destinato a diventare un vero schiacciasassi dopo quanto di buono mostrato tra Moto3 e Moto2. Bagnaia avrà a disposizione la moto con specifica della stagione precedente, quindi avrà probabilmente una GP18 tra le mani. Sarà il suo compagno ad avere la moto ufficiale, con le stesse specifiche del team interno ed il primo candidato è Jack Miller, l’australiano che sta andando molto forte nella stagione d’esordio in sella alla Desmosedici ed incarna con il suo modo di guidare il DNA del perfetto pilota Ducati.

SUZUKI – Anche la Suzuki ha scelto di firmare abbastanza presto con Alex Rins, che dopo la magnifica performance in Argentina sembrava in netto crescendo, salvo poi subire una netta inversione di tendenza nelle ultime gare. Per quanto riguarda il secondo nome, c’è da ammettere che la GSX-RR libera rappresenta un boccone piuttosto gustoso per molti piloti. Lo stesso Andrea Iannone ha più volte affermato che restare in Suzuki è la sua prima scelta, ma sembra che la sua posizione sia stata fortemente messa in dubbio dai vertici di Hamamatsu. Davide Brivio sta cercando di fare un colpo sul mercato simile a quello fatto con Vinales nel 2015, e vuole mettere in squadra Joan Mir, una grande promessa del motociclismo. Si formerebbe una coppia giovanissima, eppure mancherebbe il nome di “peso”. L’idea Jorge Lorenzo sembrava ovviamente la più allettante, ma pare che in Suzuki si voglia tenere ancora un profilo basso per i prossimi anni, e avere in squadra Lorenzo esporrebbe il team a troppa pressione.

APRILIA – Aleix Espargarò ha firmato un altro biennale e la Casa di Noale sembra destinata ad accogliere in squadra un pilota italiano. I nomi sul piatto sono quelli di Iannone e Petrucci, ma è più che probabile che sia il pilota di Vasto a firmare. Petrucci dovrebbe essere l’uomo perfetto per andare in Ducati Factory, mentre Iannone potrebbe trovare l’ambiente per risorgere dopo un’esperienza in Suzuki non felicissima. Scott Redding non riesce a trovare il feeling con la moto italiana, e a questo punto il britannico dovrà letteralmente calare l’asso per trovare una moto buona per il 2019. La RS-GP non riesce a trovare continuità, ma sono in tanti nel paddock ad indicarla come una delle più interessanti presenti in pista e dotate del potenziale più elevato.

KTM – La Casa austriaca punta in alto ed ha ingaggiato Johann Zarco per andare ad insidiare le zone nobili della classifica. Il francese sarà la punta di diamante, e avrà in squadra il confermato Pol Espargarò, il  pilota che fino ad ora ha raccolto i migliori risultati in pista con la RC16. KTM dovrà fare un grande salto in avanti per consentire al francese di lottare per la top five ad ogni gara, ma gli appassionati sanno bene cosa sia in grado di fare la Casa di Mattinghoffen quando decide di spingere forte. L’arrivo di Tech3 darà sicuramente una nuova linfa allo sviluppo e dopo aver firmato con Oliveira, resta da assegnare la seconda moto. Visti i proclami, questa moto dovrebbe essere destinata ad un giovane interessante del panorama internazionale, ma al momento il più accreditato sembra essere il malese Syarhin, chiamato a sostituire in extremis Jonas Folger nel 2018.