MotoGP, Dani Pedrosa al bivio: ritirarsi o tentare la rinascita

Dani Pedrosa sta decidendo sul proprio futuro e l’ipotesi di un ritiro si fa sempre più concreta. L’ancora di salvezza si chiama Yamaha Petronas

Difficile capire quando è il momento di fermarsi per i piloti MotoGP. Sei un grande pilota, sei abituato a viaggiare oltre i 300 km/h e dopo quasi vent’anni devi cambiare vita, cambiare ritmo, abitudini. Tutto. Nel caso di Dani Pedrosa poi, la situazione è resa ancora più antipatica dal modo in cui è finita, o almeno sta finendo, la lunga storia d’amore con Honda HRC. Un matrimonio durato tanto. Forse addirittura troppo secondo alcuni. Pedrosa è sempre stato un uomo Repsol, e ha legato la propria carriera alla Casa di Tokyo e alle alterne fortune della RCV 213.

Ma tra poco sarà costretto ad uscire da quel box e lasciare quella moto a Jorge Lorenzo. Non ha praticamente nulla da dimostrare Pedrosa, un pilota che ha vinto moltissimo ed è un tre volte campione del mondo. Un palmares di tutto rispetto, condito da una professionalità più unica che rara. E’ passato attraverso ogni genere di infortunio ed è sempre tornato al top. E’ stata la spalla perfetta di Stoner e poi di Marquez. E’ stata spalla persino di Hayden, campione nel 2006 nonostante la sportellata fratricida HRC ad Estoril, anno di debutto di Pedrosa in MotoGP.

Però qualcosa forse lo deve ancora dimostrare, e deve farlo proprio a quella HRC che l’ha messo alla porta in modo così poco gentile. Pedrosa può accettare di appendere il casco al chiodo e dire basta ad un mondo che gli ha procurato un numero imprecisato di fratture, oppure può rimettersi in gioco e dimostrare che la classe è perfettamente intatta. Perché qualcuno ha forse dimenticato che Dani Pedrosa è un pilota di gran classe, che ha dato vita ad alcune gare semplicemente memorabili nella sua carriera. Ha sempre fatto parte del gruppo ristretto definito “I Fantastici 4 della MotoGP” dal 2006 al 2012, ossia quel gruppo di campioni formato da Valentino Rossi, Casey Stoner, Jorge Lorenzo e Dani Pedrosa. Solo che l’ha sempre fatto in sella ad una Honda. Lui che è così piccolo di corporatura, ha sempre dovuto lottare con una moto che non è mai apparsa “facile” per le sue misure da fantino.

Sarebbe interessante scoprire cosa potrebbe fare in sella ad altre moto, magari più adatte alla sua corporatura. Viene naturale pensare alla Yamaha M1, che da tutti viene definita come la moto più facile del Paddock. Se dovesse concretizzarsi l’operazione Petronas-Yamaha, sarebbe davvero interessante scoprire cosa potrebbe fare Pedrosa con la moto che è stata una sorta di incubo sportivo per tutta la sua carriera, l’avversaria per antonomasia della sua RCV.

Probabilmente le sirene di una serena pensione d’oro sono molto affascinanti per Pedrosa, che ha passato moltissimi giorni tra cliniche, terapie e interventi vista la lista impressionante di infortuni vissuti in MotoGP. Ha guadagnato molto, non deve dimostrare niente ed è stato pilota ufficiale dal primo all’ultimo giorno della sua carriera. Ma ritirarsi oggi, saprebbe di incompiuto. La sfida di correre con una moto diversa dalla Honda è intrigante, e potrebbe scacciare gli spettri del ritiro. Noi crediamo fermamente che per un grande pilota come Dani Pedrosa, ci sia ancora posto in questa MotoGP. Resta da capire se vuole raccogliere l’ennesima sfida oppure appendere definitivamente il casco al chiodo. Vederlo partire ventesimo al Mugello e poi cadere alla prima curva è stato molto triste. Aveva già saputo che non avrebbe corso per Honda nel 2019, ed era plausibilmente demoralizzato.

Forse sapere di essere ancora in partita per il futuro potrebbe restituirgli serenità. Salire sulla M1 e scoprire di essere in grado di portarla al limite come Rossi e Vinales, potrebbe anche restituirgli il sorriso. E soprattutto può restituire un campione a questo sport