MotoGP, Iannone: le controanalisi confermano positività ma con quantitativo esiguo

I risultati delle controanalisi incoraggiano la tesi difensiva dell’assunzione inconsapevole di drostanolone nel cibo da parte di Andrea Iannone

Nella giornata di ieri si è diffusa una notizia relativamente rassicurante per Andrea Iannone e la sua presunta positività dopo il controllo antidoping. Infatti, le controbanalisi hanno sì confermato e accertato la positività al drostanolone, ma allo stesso tempo è risultato che i valori emersi sembrano bassi al punto da sostenere la tesi difensiva dell’assunzione inconsapevole per contaminazione alimentare. Lo steroide esogeno anabolizzante contenuto in un farmaco antitumorale, usato spesso per accrescere la massa muscolare senza incidere sul peso, riscontrato dal laboratorio della Wada di Kreischa è stato, infatti, la causa della sua immediata sospensione da ogni attività.

«Le controanalisi dovrebbero attestare la presenza di metaboliti pari a 1,150 nanogrammi per millilitro, quantitativo esiguo, considerando anche che il pilota era da oltre un mese di in Asia e che il test, eseguito subito dopo il GP, era relativo a un campione di urina molto densa, pari a 1,024, per la forte disidratazione della corsa. È un dato che ci conforta verso la tesi della contaminazione alimentare, anche perché gli steroidi sono assunti con cicli lunghi, non occasionali. Alla prima comunicazione ufficiale avvieremo le nostre attività per mostrare l’estraneità di Iannone e riconsegnarlo all’Aprilia, di cui apprezzo l’atteggiamento garantista».

Queste le dichiarazioni del legale del pilota, che da subito hanno provato ad optare per la tesi dell’assunzione involontaria e che, insieme al suo collegio difensivo, tenterà di dimostrarlo davanti ai giudici, sebbene l’iter non sembra dei più semplici. Per ora il campo delle conseguenze possibili è vasto e spazia dal proscioglimento ad un massimo di quattro anni di squalifica.