Intervista al dottor Pascarella: «L’eta di Rossi non sarà un ostacolo per il suo rientro»

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Il chirurgo che ha operato Valentino Rossi in quest’intervista esclusiva ci racconta l’intervento e le sue impressioni: «E’ pronto ad affrontare il periodo riabilitativo con grande forza d’animo»

La notizia dell’infortunio di Valentino Rossi in allenamento sulla moto da Enduro è stata una doccia gelata piovuta addosso a tutti gli appassionati di motociclismo e ai tifosi del Dottore, a maggior ragione nella fase cruciale di un campionato molto equilibrato e alla vigilia della gara più attesa dell’anno dai tifosi di Rossi, quella di Misano. Per capire meglio la reale portata dell’infortunio patito da Valentino e le reali tempistiche del suo rientro abbiamo contattato direttamente il dottor Raffaele Pascarella, Direttore dell’Unità Operativa di Ortopedia e Traumatologia degli Ospedali Riuniti di Ancona, che ha operato nella notte tra giovedì e venerdì scorso il nove volte campione del mondo.

Buongiorno professor Pascarella e grazie della disponibilità: quali erano le condizioni di Valentino all’arrivo in ospedale e che tipo di paziente si è dimostrato nei giorni in cui è rimasto con voi?

«Le condizioni di Valentino sono sempre state buone. Era chiaramente addolorato per la frattura. Dopo l’intervento, durante la degenza post-operatoria, è sempre stato sereno, pronto ad affrontare il periodo riabilitativo con grande forza d’animo».

Come si è svolto l’intervento e quali sono state le difficoltà principali?

«L’intervento è consistito nella introduzione nella tibia di un chiodo endomidollare bloccato in titanio. Le difficoltà sono state correlate al precedente intervento. La via d’accesso non era quella che normalmente utilizzo in questi interventi, nella tibia vi erano ancora i fori nell’osso, esito del precedente intervento, che avrebbero potuto interferire con il nuovo impianto endomidollare». 

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Ci sarà una seconda operazione per rimuovere tutto? Avete già una data ipotetica?

«Lo decideremo insieme. Normalmente il chiodo non deve essere rimosso prima della completa consolidazione, a distanza di un anno-un anno e mezzo dal suo inserimento».

Il precedente infortunio del Mugello, alla stessa gamba, ha in qualche modo influito indebolendo la gamba destra di Valentino?

«Difficile poterlo affermare. Comunque la frattura era praticamente allo stesso livello della precedente».

Nella sua carriera lavorativa le era già capitato di operare sportivi del livello di Valentino e nel caso ha trovato delle differenze rispetto agli altri casi?

«No. Ho operato un pilota della Superbike, Marchetti, diversi anni fa quando ancora lavoravo all’ospedale Maggiore di Bologna. In quel caso il paziente aveva avuto una frattura di bacino».

Quanto rischia Valentino se dovesse cadere in MotoGP avendo ancora la placca inserita per ricomporre la frattura?

«Non cadrà!»

L’età di Valentino può essere un ostacolo per una completa guarigione oppure sarebbe stata la stessa cosa 15 anni fa?

«Valentino è una persona giovane e sana. Nessun ostacolo».

Si è parlato di un possibile rientro di Rossi alle competizioni già a fine settembre ad Aragon: ritiene che sia uno scenario possibile?

«Questa è la domanda che tutti i giornalisti mi hanno rivolto, cercando di “estorcermi” una data. Non lo so. Per poter essere competitivi è necessario avere un buon controllo del proprio corpo per potersi muovere agilmente e spostare continuamente il peso da una parte all’altra nelle curve. Mi piacerebbe e lo spero vivamente ma non lo so».

Ritiene che rientrare a Motegi, la prima di tre gare consecutive con Philip Island e Sepang, possa essere un ulteriore problema per Valentino? Affrontare il trittico asiatico nelle sue condizioni non è eccessivamente rischioso?

«Questa domanda dovreste farla a lui, ma peraltro non credo che saprebbe rispondervi. E’ necessario vedere quali saranno le condizioni fisiche dei prossimi giorni, delle prossime settimane, quindi decidere».

Un ultima domanda, più che altro da appassionato: come si immagina lei l’ultima parte della carriera di Valentino Rossi?

«Spero che continui a farci sognare».