MotoGP, Petrucci: «La Ducati è come la Ferrari delle due ruote»

PETRUCCI MUGELLO
@PRAMAC

Danilo Petrucci sarà un pilota Ducati ufficiale a partire dal 2019: ecco i suoi propositi per la prossima stagione

Finalmente un sogno si è avverato: il prossimo anno in Ducati vedremo di nuovo due piloti italiani. Il sogno si è avverato anche per Danilo Petrucci, che non ha mai nascosto il suo amore per la rossa di Borgo Panigale. In un’intervista alla Gazzetta dello Sport racconta la trattativa: «Domenica dopo la gara del Mugello mi sono trovato nel camion con Ciabatti, Vergani e Dall’Igna e la prima parola di Gigi è stata “benvenuto”. Ho capito di avercela fatta. Era un sogno, ho fatto di tutto perché diventasse realtà. La Ducati potevo guadagnarmela solo con i risultati».

L’intervista continua con il ternano che racconta il suo amore per la Ducati: «La Ducati è per me la Ferrari delle due ruote, ogni italiano da piccolo sogna di guidarla. Per me è un grande onore e un onere. E’ la storia della moto, i miei nonni ne avevano una, papà, i miei amici… Papà lavorava con Pileri che era sponsorizzato Phillip Morris: ho sempre sognato il rosso».

Il ternano ripercorre tutta la sua carriera: «Nel 2011 correvo l’italiano e la coppa del mondo Superstock con il team Barni. C’era da sviluppare la 1199 Superbike e la Superstock e lo chiesero a me. Un bagaglio di esperienza incredibile. A volte giravo assieme alle MotoGP, iniziai a farmi conoscere. Poi nel 2012 l’ingegner Preziosi organizzò un test con me, Iannone, Pirro e Redding, si parlava dello junior team Pramac, invece presero Iannone e Spies che era a piedi e spinto dalla Dorna. Mi proposero il ruolo di collaudatore, dissi no, avevo 21 anni e volevo fare il pilota. E iniziaI con le Crt. Poi nel 2014 la Pramac tornò a cercarmi, pensavano pure a Zarco che però preferì restare in Moto2. Avevo due offerte Superbike, ma a settembre Francesco Guidotti mi chiamò e, anche se non mi davano niente, accettai».