Danilo Petrucci è l'uomo giusto per la Ducati
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MotoGP, Danilo Petrucci è l’uomo giusto per la Ducati

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Danilo Petrucci è pronto a diventare pilota ufficiale Ducati nel 2019: un lungo cammino iniziato come tester delle moto di produzione. Entrerà nel cuore dei Ducatisti?

Difficile definire quale sia l’identikit perfetto del pilota Ducati. Indubbiamente la Casa bolognese ha un appeal e un fascino particolari, è in grado di animare passione pura. Quindi gli appassionati delle Rosse sono esigenti, hanno dei gusti particolari. Basta pensare che quando arrivò Valentino Rossi in Ducati, non fu di certo accolto a braccia aperte dalle schiere di tifosi Ducatisti in giro per il mondo, come sarebbe invece accaduto se fosse andato a correre per qualsiasi altra Casa. Ma la Ducati e soprattutto i Ducatisti, sono particolari. Hanno amato ed amano ancora alla follia Giancarlo Falappa, uno che ha vinto molto meno di quello che avrebbe potuto. Lo fanno perché quando era in moto gettava il cuore oltre l’ostacolo, andava sempre e solo al limite. Un po’ come Carl Fogarty, un altro mastino incapace di ragionare troppo ma perfettamente in grado di spalancare il gas quando serviva.  Anche Troy Bayliss è un’autentica icona per Ducati, per tutta la sua meravigliosa storia di vittorie in SBK e per l’impresa di Valencia nel 2006. Poi ovviamente c’è Stoner, il predestinato. Colui che è stato in grado di fare cose in sella alla Desmosedici che “voi umani non potreste neanche immaginare”.

Con la sua magnifica stagione 2017, anche Andrea Dovizioso si è guadagnato un posto nel cuore dei Ducatisti, lottando all’arma bianca con un certo Marc Marquez. Ma adesso si è ad una sorta di bivio, una sliding doors molto pericolosa che coinvolge due nomi: Jorge Lorenzo e Danilo Petrucci.

Sono due piloti molto diversi, con due storie alle spalle che più diverse non potrebbero essere. Lo spagnolo in sella fin troppo giovane, con il dono di essere fisicamente minuto e con una capacità impressionante di sfruttare la velocità in curva di qualsiasi mezzo gli si metta a disposizione. L’italiano invece è sempre stato fuori media per le misure da fantino necessarie per correre con le due tempi, e in pratica ha sempre girato in pista tra le 600 e le 1000, senza mai affacciarsi al patinato Paddock del motomondiale. Due percorsi formativi diversi e anche due storie molto diverse dal punto di vista economico. Lorenzo è diventato presto un punto di riferimento per il movimento motociclistico spagnolo che aveva già sfornato da poco Dani Pedrosa e si preparava a vivere un’epoca d’oro. Petrucci costretto a mettere assieme il budget per correre con mille sacrifici e costretto a stare in sella molto più del dovuto, ma non per correre, bensì per fare il tester di moto di serie.

Così infatti inizia la sua avventura con Ducati, ed è un’avventura bellissima che lo ha poi condotto fino alla firma con il team Factory MotoGP. Una storia semplicemente da sogno, che avrebbe dovuto proiettarlo di colpo nell’immaginario dei tifosi Ducatisti di tutto il mondo. Questo ragazzone di Terni, troppo grosso fisicamente per imparare a pilotare le 250 come Lorenzo, è partito praticamente da zero e gradino dopo gradino è salito fino al punto più alto dell’Olimpo del motociclismo. Sembrerebbe quasi la trama di un film, eppure c’è qualcosa che sta disturbando la storia apparentemente perfetta e questo qualcosa è proprio quel Jorge Lorenzo che a Petrucci sta rubando la scena e sta anche creando non poca pressione.

Un cinque volte campione del mondo che guadagna 12 milioni e mezzo a stagione e che vince per due volte di seguito in modo sontuoso, farebbe innamorare qualsiasi tifoso. Sarebbe in grado di far cambiare idea anche a quei tifosi che fino al Qatar pensavano che “l’affare” Lorenzo fosse il più grosso sbaglio di Ducati dal punto di vista sportivo. Con le vittorie di Mugello e Barcellona, Jorge Lorenzo ha sovvertito i ruoli ed è diventato una sorta di idolo per i tifosi Ducati, che già sono proiettati al futuro e pensano a quando questo spagnolo a volte talmente sincero da risultare antipatico, correrà per la rivale Honda.

Ma come? Proprio i tifosi Ducatisti che vogliono i piloti duri e crudi, che non vogliono fronzoli che non gradiscono i piloti che parlano troppo, si schierano dalla parte di Lorenzo e non da quella di Petrucci, che ha la “sfortuna” di essere l’uomo designato a rilevarne la sella?

Danilo Petrucci non merita questo. Danilo Petrucci merita entusiasmo, merita passione. Danilo Petrucci è uno che ce l’ha fatta e ce l’ha fatta da solo. Ha passato probabilmente giornate intere in sella a qualche carciofo a forma di moto per fare km su km in pista sempre allo stesso ritmo, come si fa con i prodotti di serie. Ha corso in CRT e spesso si è guadagnato l’Hat Trick al contrario, centrando un ultimo posto dalla prima sessione di libere alla fine della gara. Ma non ha mai smesso di crederci, non ha mai smesso di dare il massimo. E in Ducati questo l’hanno visto e l’hanno capito. Gli hanno dato la prima moto in Pramac, ed era la più vecchia Desmosedici presente in pista.

Danilo però con quella moto ci andava forte e l’anno scorso si è guadagnato la GP17 ufficiale. Ha fatto podi ed ha sfiorato la vittoria e quest’anno sta correndo benissimo. Ma il tifoso medio, sembra essersene dimenticato. Dovrebbe essere felice questo tifoso medio, felice perché sulla Desmosedici l’anno prossimo salirà uno che guadagnerà una frazione di Lorenzo e che probabilmente sarà anche criticato ferocemente se dovesse commettere un errore nelle prime gare. Avrà un’enorme pressione addosso, mentre meriterebbe solo rispetto e soprattutto supporto.

Jorge Lorenzo è un grande campione e su questo non ci piove. Ma alzi la mano chi se lo immagina tornare a casa dopo una lunga giornata di test su una moto di serie, oppure chi se lo immagina mangiare un piatto di pasta magari al volo nel box senza neanche togliersi la tuta perché entro sera si devono mettere assieme altri 500 chilometri in moto. Il tutto ripetuto giorno dopo giorno per mesi. Probabilmente, quando Petrucci lo faceva non immaginava che questo percorso l’avrebbe portato dove poi arriverà presto.

I tifosi Ducati non dovrebbero cadere nel tranello di Lorenzo, che lo sta senza dubbio tirando senza volontà. E’ un campione, vuole vincere ed è normale. Ma quando andrà via, sarà solo un avversario, mentre Danilo Petrucci sarà il pilota ufficiale della Ducati e per arrivare lì avrà compiuto un percorso molto più impervio e scosceso. Va bene tifare per Jorge Lorenzo fino a Valencia, ma quello che ci auguriamo è che dal lunedì successivo, si inizi a tifare alla grande Danilo Petrucci. Vuole diventare come Stoner o Bayliss nel cuore dei ducatisti. Secondo noi è già ad un buon punto del cammino. Lasciate che faccia gli altri passi senza avere troppa pressione addosso.

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