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MotoGP, promossi e bocciati dei test prestagionali

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Si sono conclusi i test invernali per i piloti della MotoGP, che ora si preparano all’esordio stagionale. Molto bene Honda, Yamaha da rivedere

È tempo di bilanci: dopo cinque sessioni di test ufficiali su due diverse piste è il momento di tirare un po’ le somme di quanto visto in questi test invernali riservati ai piloti e alle squadre di MotoGP. Ventuno piloti, da Pol Espargaro fino a Fabio Di Giannantonio, racchiusi in soli 8 decimi al termine dei tre giorni di test.

Passi avanti importanti per piloti come Luca Marini e per squadre come Honda, un po’ meno netti i progressi di Yamaha e Ducati, che ancora non sembrano aver trovato la quadra. C’è ancora da fare, ma sembrano sulla strada giusta in casa Suzuki.

I promossi e i bocciati dopo i test.

PROMOSSI

Luca Marini – Passo avanti netto e convincente per Luca Marini che dopo un anno nelle retrovie sembra aver preso le misure alla sua Ducati e nonostante le condizioni al limite della pista è riuscito a fare un ottimo tempo che gli è valso il terzo posto nella classifica combinata. Quest’anno sarà importante dimostrare di aver imparato tutto quello che c’era da imparare e metterlo in pratica.

Honda – Probabilmente la vera rivelazione di questi test: il primo posto di Pol Espargaro alla fine dei tre giorni in Indonesia sono solo la ciliegina sulla torta di un miglioramento continuo che la moto e i piloti hanno dimostrato. Forse nessuno si aspettava che i giapponesi riuscissero a risolvere così in fretta i problemi della moto, ma pare che i piloti (anche i due del team clienti) sono assolutamente soddisfatti del nuovo mezzo.

Aprilia – La casa di Noale ha ripreso il suo lavoro esattamente dove lo aveva interrotto: i due piloti ufficiali hanno sfruttato a pieno il vantaggio dato dalle concessioni che gli hanno permesso di iniziare a girare già durante lo shakedown e nei test ufficiali hanno dimostrato un buon passo.

BOCCIATI

Yamaha – Nonostante le piste fossero piuttosto favorevoli a Yamaha, non si sono visti i passi avanti che si sperava: il motore è ancora un nodo cruciale e Quartararo si è detto piuttosto insoddisfatto di quello che ha provato. La casa dei tre diapason deve mettere una pezza a questo gap, altrimenti nelle piste dove un motore importante può fare la differenza i propri piloti fanno solo fatica.

Jack Miller – C’è tanto da fare. Se Pecco ha messo una toppa e alla fine ha portato su la sua Desmosedici, Jack non ha brillato particolarmente durante questi test, chiudendo a metà classifica e lasciando un enorme punto di domanda sul suo futuro.

KTM – Sicuramente ci si aspettava tanto sia da Binder che da Oliveira, ma probabilmente è proprio la moto che è un passo indietro rispetto a tutte le altre. Sembra quasi che si sia rimasti sulle specifiche dello scorso anno (che tutto sommato avevano funzionato bene) mentre gli altri hanno cambiato tante cose. La casa austriaca deve correre ai ripari prima dell’inizio della nuova stagione se vuole essere competitiva.

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