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Multe fino a 18.000 euro: il decreto che spaventa chi è alla guida

Christian Camberini 16 Settembre 2025
Multa 18.000 euro

Multa pesantissima per chi trasgredisce questa norma (www.motorinews24.com)

Dal 9 agosto è entrato in vigore il Decreto-Legge n. 116/2025, che introduce una stretta senza precedenti per gli automobilisti.

Dal 9 agosto è entrato in vigore il Decreto-Legge n. 116/2025, che introduce una stretta senza precedenti contro chi abbandona rifiuti dall’auto. La norma prevede sanzioni pecuniarie fino a 18 mila euro, oltre a pene detentive e misure accessorie come la sospensione della patente e la confisca del veicolo. Questa nuova regolamentazione rappresenta un deciso cambio di passo nel contrasto all’inquinamento e ai comportamenti incivili sulle strade italiane.

Le nuove sanzioni per chi getta rifiuti dall’auto

Il Decreto-Legge n. 116/2025 si propone di fermare un fenomeno molto diffuso e pericoloso: il lancio di rifiuti dai finestrini. Fino a oggi spesso considerato un gesto di scarsa educazione ma poco rilevante, ora diventa un illecito con conseguenze gravi. Le multe variano da un minimo di 1.188 euro fino a 18.000 euro, a seconda della tipologia e della quantità di rifiuti abbandonati.

Per esempio, gettare un mozzicone di sigaretta o un fazzoletto può costare fino a 1.188 euro di sanzione, mentre abbandonare bottiglie, lattine o sacchetti di immondizia può portare a multe molto più salate, fino a 18.000 euro. In caso di infrazioni particolarmente gravi, la normativa prevede anche la segnalazione diretta alla Procura della Repubblica, con potenziali conseguenze penali.

Un ulteriore elemento di novità riguarda l’uso della tecnologia. Grazie all’installazione di telecamere di sorveglianza e sistemi di videosorveglianza, sarà possibile identificare il veicolo responsabile senza necessità di fermare immediatamente il conducente, velocizzando così le procedure di sanzione e aumentando l’efficacia del controllo.

 

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La normativa si mostra ancora più severa quando si tratta di rifiuti abbandonati in aree particolarmente vulnerabili, come fiumi, laghi, parchi naturali o zone già contaminate. Qui il lancio di rifiuti comporta non solo una multa ma anche il rischio di arresto, con pene che possono arrivare fino a sette anni di reclusione.

In particolare, l’abbandono di rifiuti pericolosi – come sostanze tossiche o materiali che minacciano l’ecosistema – può essere punito con la reclusione da uno a cinque anni, con aggravanti che possono estendere ulteriormente la pena. Lo scopo principale è proteggere la biodiversità e preservare gli ecosistemi fragili da danni irreversibili, ma anche tutelare la salute pubblica, oggi minacciata dall’inquinamento diffuso.

Non solo multe e carcere, ma anche sanzioni dirette per chi guida. Nei casi in cui l’abbandono dei rifiuti costituisca un reato penale, è prevista la sospensione della patente di guida fino a sei mesi. Una misura che mira a responsabilizzare maggiormente gli automobilisti e scoraggiare comportamenti irrispettosi verso l’ambiente.

Inoltre, se il mezzo coinvolto nell’infrazione è di proprietà aziendale, il decreto prevede la possibilità della confisca del veicolo, salvo che il proprietario riesca a dimostrare la propria estraneità al fatto. Anche in questo caso, la tecnologia gioca un ruolo chiave: telecamere e sistemi di controllo permettono di attribuire con precisione la responsabilità.

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