Vettel-Ferrari: storia di 5 anni di vittorie e tanti rimpianti

Ferrari pronta ad effettuare un test privato

Ripercorriamo le cinque stagioni corse da Sebastian Vettel al volante della Ferrari con parecchi sorrisi ma senza il titolo Mondiale

La storia di Sebastian Vettel con la Ferrari inizia nell’estate del 2014 quando il quattro volte Campione del Mondo decide di lasciare la Red Bull, non più così competitiva con l’introduzione delle power unit ibride e con un compagno di squadra ingombrante come l’emergente Daniel Ricciardo.

I tifosi della Ferrari da subito iniziano a sognare uno Schumacher-bis, del resto le analogie sono parecchie: entrambi tedeschi, uno cresciuto idolatrando l’altro, entrambi arrivati da Campioni del Mondo, entrambi estremamenti precoci e capaci di prove di guida esaltanti in qualsiasi condizione.

Dopo il ‘fallimento’ di Alonso (più per cause Ferrari che del pilota spagnolo ad onor del vero, ndr), Vettel era visto come l’uomo che avrebbe riportato il titolo a Maranello dopo l’ultimo successo di Raikkonen nel 2007. In effetti i primi segnali già ad inizio 2015 sono stati più che incoraggianti; dopo un 2014 all’asciutto per la Rossa, Vettel ottiene la prima vittoria al 2° appuntamento, in Malesia, scatenando la passione di tutti i tifosi Ferrari in Italia e nel Mondo. Il 2015 però è un anno di transizione, la Mercedes è ancora distante ma le 3 vittorie e i 13 podi conquistati al primo anno fanno ben sperare. Il 2016 rappresenta un passo indietro, zero vittorie e battuto anche da Ricciardo che finirà davanti in classifica generale ma l’impressione è che la Ferrari e Vettel siano destinati a puntare in alto.

Ed in effetti l’avvio del 2017 è sfavillante: successo subito in Australia, uno score di 3 vittorie e 3 secondi posti nella prime sei gare della stagione e primato solido in classifica. Sembra andare tutto alla grande finché non arriva la pista di Baku e quella ruotata con Hamilton in regime di safety car. Da lì il mondiale gira in favore del pilota inglese, Vettel vincerà solo più in Ungheria e in Brasile ma l’impressione è che nei duelli corpo a corpo il tedesco soffra troppo la pressione. Emblematico il patatrac al via a Singapore quando stringe troppo Verstappen per paura di essere sorpassato e innesca una carambola che non solo porta al ritiro i due più l’altra Ferrari di Raikkonen ma consegna un successo insperato ad Hamilton che partiva 5° e sembrava in grande difficoltà.

Il 2018 inizia sulla falsa riga del 2017; subito le vittorie in Australia e Bahrain ma in Cina sbaglia strategia e viene tamponato da Verstappen, chiudendo 8°. A Baku altro errore, un attacco sconsiderato nel tentativo di sopravanzare Bottas in testa che lo fa scivolare 4°, superato anche da Hamilton. Tornerà al successo in Canada e poi a Silverstone con quel famoso “a casa loro” che rimarrà storico ma andrà di traverso a distanza di un solo Gp. Infatti ad Hockenheim, a casa sua, finisce a muro sotto la pioggia mentre era in testa con Hamilton che partiva dalle retrovie. Quell’errore segnerà definitivamente la stagione; l’inglese vincerà quella gara e quelle successive (ad eccezione del Belgio, ndr) fino agli Usa dove arriverà terzo ma comunque davanti a Vettel che nel frattempo ha iniziato il periodo dei testacoda nei corpo a corpo: Monza, Suzuka e Austin sono tutte occasioni mancate che simboleggiano come sotto pressione il tedesco vada in grande difficoltà.

Il 2019 è forse l’anno peggiore; i test invernali mostrano una Ferrari apparentemente imbattibile ma la pista dirà tutt’altro. Un altro testacoda in Bahrain, sempre in un corpo a corpo con Hamilton, l’errore in Canada e la conseguente penalità con tanto di polemiche. Al netto di come la si pensi su quella decisione, rimane comunque l’ennesimo errore commesso sotto pressione e l’arrivo ingombrante di Leclerc che scala gerarchie acuisce il problema. Sarà il monegasco a vincere in Belgio e in Italia dove Seb finirà ancora una volta in testacoda. Vettel vincerà sì a Singapore ma solo grazie ad una gentile concessione Ferrari che penalizza fortemente Leclerc, saldamente al comando e cristallizzerà le posizioni nel finale. Con una pressione sempre più crescente, si arriverà fino all’incidente fratricida con Leclerc sulla Reta Oposta di Interlagos; probabilmente è lì che si è capito che le strade di Ferrari e Vettel erano destinate a dividersi…