Ducati, la storia delle mitiche bicilindriche di Borgo Panigale

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Ducati correrà in SBK con un quattro cilindri e questo cambiamento sarà epocale. Ecco tutta la storia delle mitiche bicilindriche di Borgo Panigale

La notizia è stata annunciata con grande naturalezza dall’AD della Ducati, Domenicali, a Laguna Seca ma la sua portata e le sue conseguenze sono davvero storiche ed epocali. Nel 2019 la Ducati sulle sue ipersportive smetterà di adottare il mitico bicilindrico ad L di 90° per passare ad un evolutissimo V4 Desmosedici. La notizia è davvero storica perché chiude un’era iniziata nel 1971 e diventata leggenda delle competizioni il 30 aprile 1988. Una storia lunga quasi trent’anni che arriva fino alla vittoria di Chaz Davies in California.

Innamorato delle orchidee e dei motori, l’ingegnere Fabio Taglioni nel 1971, decise di contrastare l’arrivo delle prime pluricilindriche nipponiche con una bicilindrica 750 con uno schema inedito e geniale. I cilindri erano disposti ad L, uno orizzontale e l’altro incassato sotto il serbatoio così da avere una larghezza della moto esattamente come fosse una monocilindrica. Questo motore ben presto mostrò la sua indole sportiva con il modello che vinse la 200 miglia di Imola con Paul Smart. La vera rivoluzione avviene con l’ingegner Bordi che sulla base del bicilindrico di Taglioni decide di aggiungere raffreddamento a liquido, iniezione elettronica distribuzione Desmo e portare la cilindrata a quota 851.

Quella 851 vinse con Marco Lucchinelli la prima gara della storia del mondiale SBK a Donington dando vita alla più lunga serie di successi mai vista prima nelle due ruote. Due anni dopo arrivò il primo Mondiale con Roche e subito dopo altri due con Doug Polen e la 888. Nel 1994 arriva Miss Mondo, ovvero la moto più bella rivoluzionaria e avveniristica di tutta la storia, la Ducati 916 disegnata da Massimo Tamburini. Una storia di 8 anni di successi assoluti in pista e sui mercati mondiali con le sue evoluzioni 996 e 998. Prematuramente sostituita nel 2003 dalla esteticamente discutibile 999 di Pierre Terblanche, la storia del bicilindrico ritorna alle origini con la 1098 fino al 2011 quando ad Eicma viene presentata un’altra incredibile creatura rivoluzionaria e avveniristica come la 916: la Ducati Panigale.

La prima moto ipersportiva della storia senza telaio come la MotoGP disegnata da Filippo Preziosi. Con Chaz Davies e Marco Melandri, anche la Panigale prosegue la tradizione vittoriosa delle Ducati bicilindriche ad L senza però riuscire a contrastare la ZX-10 Ninja Kawasaki. Per questo arriva la storica decisione di sfruttare l’incredibile know-how accumulata in anni di successi in MotoGP e passare ad uno schema V4 anche per le derivate di serie. Il leggendario bicilindrico rimarrà saldamente in produzione con le Multistrada e su altri modelli non hypersport. La nuova V4 sta già girando su strada e su pista ma la SBK sicuramente perderà una sua caratteristica legata alla storia dei fantastici duelli tra tutte le giapponesi che in 30 anni hanno sempre sfidato il fantastico due cilindri di Borgo Panigale.