Loris Capirossi e la prima vittoria Ducati in MotoGP

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GP Catalunya, Barcellona 2003: Loris Capirossi e la Ducati GP3 colsero la prima vittoria per la Casa di Borgo Panigale nell’anno del debutto in MotoGP

L’avventura Ducati in MotoGP iniziò con un anno di ritardo rispetto alle altre Case che partirono da subito con i propri prototipi nel mondiale in salsa 4 tempi già nel 2002. Alcuni tifosi dall’indole particolarmente talebana presero anche come una sorta di affronto la decisione di Ducati di andare a battagliare nel paddock del Motomondiale. Proprio la Casa di Borgo Panigale, vero simbolo della SBK , sembrava quasi abbandonare il campionato che le aveva dato fama e gloria, sacrificando un retaggio così importante sull’altare del marketing e delle opportunità di visibilità offerte dalla neonata MotoGP. Per fortuna la storia ci insegna che non andò affatto così, con la Ducati che restò unica Casa impegnata ufficialmente nella WSBK e vera colonna portante di un campionato che vide sparire i reparti corse ufficiali delle sorelle giapponesi quasi all’unisono.

A Bologna progettarono la Ducati GP1, che portò in pista alcuni elementi chiave della filosofia della Casa. Telaio a traliccio, distribuzione Desmo e un motore V4 che replicava lo schema di scoppio di un bicilindrico. La moto risultò subito molto veloce e forte di un carattere unico. Troy Bayliss fu il primo ufficiale a farle fare una sgambata ed apparve subito che il mix fosse centrato. La Ducati GP3, prima evoluzione del progetto, era potentissima ed apparve immediatamente come un vero toro da prendere per le corna. Una moto con una personalità da vendere. Loris Capirossi fu scelto come pilota di punta per l’avventura in GP, dopo aver passato le ultime gare della stagione 2002 a tentare di battere il compagno di team Barros che aveva ricevuto in dotazione la RCV 211. Loris Capirossi non riuscì a digerire questa preferenza da parte della Honda e nelle ultime gare fece numeri folli con la NSR500 per dimostrare che avrebbe meritato anche lui di avere quella chance. Di fatto la prima MotoGP che Capirossi ebbe modo di provare fu rossa e bolognese e l’amore fu praticamente immediato. Nel primo test cronometrato che avvenne proprio sul tracciato di Barcellona nel marzo 2003, Capirossi strappò il miglior tempo della sessione, mostrando fin da subito il potenziale del pacchetto messo assieme dalla Ducati.

Capirex si tolse più di un sassolino dalla scarpa quando dichiarò subito dopo il test con tono leggermente sarcastico: “Questo giro è dedicato alla Honda! E’ il mio modo di ringraziare l’HRC per quanto ha fatto per me negli anni passati”. Il campionato non era ancora iniziato e Capirossi aveva già capito di aver fatto la scelta giusta, esattamente come i manager Ducati, felici di aver messo sotto contratto un pilota capace di dare l’anima per il progetto MotoGP made in Borgo Panigale. L’accoppiata visse un primo momento di gloria da subito, nella prima tappa della stagione a Suzuka. Capirossi colse un terzo posto magico alle spalle di Valentino Rossi e Max Biaggi, ma il bello sarebbe arrivato qualche gara dopo. Anche al Mugello Capirossi fece scalpore con un secondo posto sontuoso alle spalle di Valentino, che si rese protagonista della famosa gag sui lavori forzati.

Barcellona era la giusta occasione per tentare il colpaccio, la pista che in inverno aveva consacrato il binomio Loris-Ducati come uno dei più attesi per la stagione. Le qualifiche andarono bene, con il solo Valentino Rossi capace di stare davanti alla GP3 di Capirossi, che non riuscì a ripetere il riferimento fatto nei test. In gara, allo spegnimento del semaforo, apparve subito chiaro che la vittoria sarebbe stato un affare privato tra italiani, con Capirossi e Rossi ad alternarsi in vetta alla classifica. Loris sfruttava l’incredibile potenza del Desmo per passare Valentino sul dritto e Rossi restituiva colpo su colpo sfruttando la frenata e l’agilità della sua Honda RCV 211. Dietro di loro si davano battaglia Max Biaggi e Sete Gibernau, che però finirono per perdere sempre più terreno dal duo di testa.

Quando mancavano nove giri alla bandiera, il colpo di scena, il momento clou della gara. Nel tentativo di restituire un sorpasso a Capirossi, in quel momento leader, Valentino sbaglia una staccata e per poco non tampona la Ducati. Esce nella ghiaia e resta in piedi per miracolo, spalancando la strada per la vittoria a Capirossi ed alla velocissima Ducati GP3. Gli ultimi giri sono animati solo dall’incredibile recupero di Rossi, che riesce a risalire fino alla seconda posizione dopo essere sprofondato ai margini della top ten. Nell’uscita Valentino perse 8 secondi da Capirossi, ma riuscì ad offrire spettacolo ugualmente passando di forza tutti i rivali. Loris non fece altro che controllare le gomme negli ultimi passaggi, resistendo alla furiosa rimonta di Valentino che negli ultimi passaggi anche un secondo al giro. La Ducati passò in solitaria sul traguardo, con la rete che delimita i box assaltata da tutti i tecnici di Borgo Panigale in piedi a festeggiare ed urlare.

Quando Ducati annunciò di voler gareggiare in MotoGP, la notizia non fu presa molto sul serio dai vertici delle sorelle giapponesi. Per loro, Ducati poteva essere competitiva in SBK, forte di un regolamento che avvantaggiava le bicilindriche. Ma la MotoGP era un’altra cosa. Alla Ducati ci vollero appena sei gare per dimostrare che era perfettamente in grado di vincere in MotoGP, dopo aver dominato per anni in SBK. La Honda per batterla in SBK dovette costruire la VTR-SP, una moto nata solo per battere la rivale a parità di frazionamento. Il favore fu restituito velocemente e i giapponesi iniziarono a prendere tremendamente sul serio quella piccola Casa bolognese anche in MotoGP.

Sono arrivate tante altre vittorie per Ducati. C’è stato il titolo di Stoner, la promessa di una nuova avventura con Jorge Lorenzo per il futuro. Ma quella vittoria a Barcellona resterà probabilmente la più emozionante e desiderata di tutte.

FOTOGALLERY GP Catalunya 2003 by Andrea Imondi