MotoGP, ecco perchè Valentino Rossi rischia grosso ad Aragon

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La scelta di correre ad Aragon nasconde un rischio molto grande per Valentino Rossi, che ha accettato il prezzo del biglietto particolarmente pericoloso ad Aragon

Quando hai una placca e due viti nella gamba ed una frattura non perfettamente guarita, i rischi sono grossi, specialmente se fai uno sport in cui la caduta è dietro l’angolo. Le moderne MotoGP sono degli autentici mostri, capaci di riscrivere alcuni parametri della guida in pista. Il limite è altissimo e molto sottile e la capacità di tenere la guida entro quel limite, o appena oltre, costituisce la differenza tra un buon pilota e l’autentico campione. Parlando di Valentino Rossi, pare ovvio che ci si trova al cospetto di un campionissimo, uno che conosce perfettamente il limite e che raramente l’ha superato. Rossi nella sua carriera ha commesso pochissimi errori, ma alcuni li ha pagati davvero molto cari. Uno è quello del Mugello nel 2010, quando fece raffreddare le gomme della sua M1 e si procurò la brutta frattura scomposta ed esposta che lo mise fuori da quella corsa al titolo di quella stagione. Il secondo molto grave, l’ha commesso in Enduro il 31 agosto di questa stagione, ed anche in questo caso ha pagato con una doppia frattura alla gamba, seppur meno grave dell’episodio precedente.

Il recupero è stato senza dubbio veloce, ma quando ci si opera e si inseriscono nelle ossa viti e placche, c’è un rischio residuo abbastanza forte. Basta ricordare l’episodio che riguarda Jorge Lorenzo e la celebre Assen nel 2013. Lo spagnolo cadde nelle libere, volò in Spagna dove si fece operare, e disputò la gara nello stupore generale ad appena due giorni dall’operazione. Poi due settimane dopo, al Sachsenring, Lorenzo cadde rovinosamente sulla clavicola già fratturata e dovette operarsi nuovamente e saltare due GP. Adesso di giorni tra l’intervento e il rientro in pista del pilota, parlando di Valentino Rossi, ne sono passati 23. Non è un record dunque, ma è pur sempre un numero di tutto rispetto.

Ed è un numero che fa riflettere. Abbiamo consultato il medico chirurgo Pascarella (Leggi qui l’intervista), che ha eseguito l’intervento su Rossi ed a precisa domanda su eventuali conseguenze per una caduta ad Aragon, la sua risposta è stata questa: «Non pensiamoci, non cadrà!». Sarebbe davvero meraviglioso vivere in un mondo in cui basta desiderare che una cosa non accada perchè questa non lo faccia. Ma siamo sulla terra, e certe cose capitano e basta, che lo si voglia o no. Uno può desiderare di non cadere, e comportarsi perchè questo non succeda. Ma se invece il soggetto in questione, che non dovrebbe cadere, si lancia a 300 km/h su un mezzo che si tiene in equilibrio precario su pochi cm quadrati, le probabilità di non cadere calano drasticamente.

La caduta quando si corre in moto, fa parte del gioco. Nel caso di Marc Marquez, è quasi una pratica quotidiana nei giorni precedenti la gara, che Marquez sfrutta per sperimentare il limite di tenuta dell’asfalto in determinate condizioni. Lo spagnolo afferma sempre che: «cadere è l’unico modo per capire il limite». Con questo, non diamo per scontato che Valentino debba cadere durante il fine settimana. Ma è chiaro che la possibilità non si deve scartare a priori ed il rischio che corre è molto alto, molto più alto di quello che correva Jorge Lorenzo nel 2013 ad Assen. Perchè? Non siamo medici, ma qualche studio di matematica e fisica l’abbiamo svolto. Ed è chiaro che la leva potenziale costituita da una gamba è decisamente superiore a qualsiasi angolo di impatto con una spalla. Questo significa che una caduta in cui il peso dovesse cadere sulla gamba di Valentino, sottoporrebbe la frattura ancora non perfettamente saldata ad un peso potenzialmente troppo elevato per essere sostenuto da una placca in titanio e due viti. Le conseguenze quali sarebbero, dunque?

Sarebbero davvero catastrofiche, il peggior scenario immaginabile per qualsiasi chirurgo. Una frattura non completamente saldata, due viti, una placca in titanio e una caduta su un mostro da 260 cv. Questi elementi messi assieme, sembrano la sceneggiatura di un horror movie, più che la descrizione di un infortunio avvenuto in un evento sportivo. Cosa resta da fare dunque? Nulla. Valentino Rossi questi rischi li conosce bene e se ha deciso di correre ad Aragon, evidentemente sa che tenterà in tutti i modi di tenersi alla larga dai guai. Certo non tutte le cadute in pista avvengono per proprie responsabilità e potrà confermarlo chiunque abbia incrociato le proprie traiettorie con Iannone negli ultimi due anni. Ma Valentino Rossi ad Aragon probabilmente si terrà lontanissimo dai guai, perchè sa benissimo che un errore qui, potrebbe presentare un conto davvero troppo salato da pagare per chiunque.