MotoGP, Dovizioso: «Lorenzo? Nelle ultime gare poteva comportarsi meglio»

ANDREA DOVIZIOSO
@DUCATI

Il vice campione del mondo ha parlato a Sportweek, il settimanale de La Gazzetta dello Sport, spiegando la sua crescita ed il rapporto con il compagno di box

Alla fine qualche piccolo sassolino dalla scarpa Andrea Dovizioso ha voluto toglierselo. Nulla di eclatante, perché non sarebbe nel suo stile, ma il vice campione del mondo della MotoGP, intervistato dai colleghi di Sportweek, ha voluto fare qualche precisazione sull’ultima stagione, a partire proprio dal rapporto con il suo compagno di box, Jorge Lorenzo«E’ stato un ottimo compagno di squadra per tutto l’anno, non ha creato interferenze o problemi, era concentrato sul suo lavoro e sulla sua moto. Quanto è successo nelle ultime due gare però non è stato il massimo, poteva comportarsi meglio». Il rifermento di Andrea è agli ordini di squadra ignorati da Jorge a Sepang e a Valencia, quando lo spagnolo si trovava davanti al Dovi in pista, mentre questo si stava giocando il titolo con Marquez; la vicenda era stata comunque minimizzata all’epoca da tutti i protagonisti.

DUCATI JORGE LORENZO
@DUCATI

Sempre riguardo a Lorenzo, Dovizioso si è detto contento che il maiorchino sia arrivato in Ducati: «E’ andata esattamente come pensavo e il suo arrivo ha confermato ciò che sostenevo: in Ducati alcuni erano convinti che il livello della moto fosse migliore di quello che avevamo dimostrato io e Iannone e che portando in squadra un pilota già vincente altrove si sarebbe potuto puntare con lui al titolo. Non era così e adesso ho il 95% del team dalla mia parte». Il Dovi però al settimanale de La Gazzetta dello Sport ha raccontato anche della sua crescita, che gli ha permesso di diventare la vera sorpresa di questo mondiale 2017: «La svolta è arrivata dopo la gara di Aragon del 2016: fin lì in tanti pensavano che fossi un buon pilota, ma senza ‘palle’; che non fossi completo abbastanza per puntare al titolo. Quella era la percezione: ci ho lavorato molto, non era facile trovare la chiave giusta. Anche adesso qualcuno dice che il merito di questa stagione è della moto che è migliorata. La stessa moto però la guidavano in 8 e ci ho vinto solo io…E’ chiaro che la moto è migliorata, ma la vera differenza è stata la mia crescita, l’aver lavorato in modo splendido con la squadra». E adesso nel 2018 ci sarà da colmare quell’ultimo gradino che lo separa dal trionfo.