Ducati a Misano col tridente

TEAM DUCATI a Misano

Ducati all’attacco: Pirro in pista con Dovizioso e Iannone a Misano. Dopo aver sfiorato la vittoria a Mugello con Iannone, le Rosse inseguiranno nuovamente la prima vittoria stagionale con tre bomber

Se il Mugello è il circuito di casa per la Ducati, Misano è praticamente la casa della Ducati anche senza circuito. La pista è a pochi chilometri dalla sede di Borgo Panigale e soprattutto sorge nella terra del mutor, un luogo che a causa di una serie di congiunture spaziotemporali ha regalato alla storia dei motori nomi come Ferrari, Lamborghini, Ducati e Bimota. Misano ospita da anni il World Ducati Week, meglio noto con l’acronimo WDW. Un evento che negli anni ha accolto migliaia di ducatisti provenienti da ogni angolo del globo accorsi per festeggiare il Marchio di Borgo Panigale e far rombare i bicilindrici in un concerto Desmodromico tanto potente quanto deliziosamente delicato.

Durante i giorni del WDW Misano e tutta la zona circostante si tingono di Rosso Ducati, con moto che invadono letteralmente ogni angolo di strada prendendo possesso completo del territorio. Bastano queste considerazioni per comprendere quanto sia importante per la Ducati fare un ottimo risultato nel GP di domenica ed onorare al meglio i tifosi che verranno a sostenere Dovizioso e Iannone.

Come già successo in occasione del round della SBK corso in giugno sul circuito romagnolo, anche in questa circostanza la Ducati schiererà una terza moto ufficiale portata in pista dal collaudatore. Il pilota che avrà l’onore di portare in pista la terza GP15 è nuovamente Michele Pirro, che fece lo stesso con la Panigale SBK inizialmente destinata all’infortunato Scassa. Pirro porta avanti lo sviluppo della Desmosedici ed ha più volte dimostrato di essere perfettamente all’altezza di girare su tempi paragonabili ai piloti top di categoria, costituendo un vero problema in più per gli avversari della Ducati presenti in pista.

Un’altra importantissima freccia all’arco degli uomini di Borgo Panigale sarà costituita da Danilo Petrucci, galvanizzato dal magnifico podio di Silverstone e pronto dare battaglia potendo contare finalmente su una moto aggiornata al livello di quella del compagno di Team, Hernandez. A Misano infatti Danilo riceverà una GP 14.2 che sostituirà l’attuale GP 14.1 in dotazione al ternano della Pramac.

Non stiamo parlando di una particolare rivoluzione dal punto di vista prestazionale, bensì di un mezzo maggiormente sviluppato che a detta dei tecnici permette un range di regolazioni più ampio risolvendo almeno in parte il celebre problema della coperta corta. Questo piccolo step evolutivo potrebbe permettere a Petrux e Romagnoli di fare un ulteriore passo in avanti e prendere stabilmente possesso delle zone più nobili della classifica, arrivando ad infastidire con maggiore regolarità le due Yamaha Tech3 di Smith ed Espargarò.

La Ducati ha svolto dei test assieme alla Honda sul circuito romagnolo permettendo ai piloti di trovare le giuste regolazione ed un buon feeling, che permetteranno ai Riders di farsi trovare abbondantemente preparati sabato in qualifica, quando le cose si faranno dannatamente serie ed arriverà il momento di andare all’attacco di una Pole Position che faccia da viatico alla prima affermazione stagionale, vero obiettivo dell’anno dalle parti di Panigale.

Domenica sarà anche il primo GP corso da Redding in Italia dopo aver firmato il contratto che lo lega alla Pramac per il 2016, e l’accoglienza che lo attenderà sarà sostanzialmente diversa da parte dei tifosi. Scott ha il compito per l’anno prossimo di far dimenticare i capricci di Cal Crutchlow e riportare alla memoria dei tifosi Ducati il ricordo di altri piloti inglesi che hanno fatto sognare, legando l’immagine di un pilota in tuta rossa sul gradino più alto del podio mentre una Union Jack sventolava al centro e God Save The Queen risuonava immediatamente prima dell’Inno di Mameli. Fogarty, Hogdson e Toseland sono alcuni dei nomi che vengono in mente pensando a questo binomio italo-britannico.

Paolo Campinoti, patron della Pramac, ha visto del talento puro in Scott. La strada per Redding è lunga e piena di difficoltà, ma nulla impedisce di sognare un futuro non troppo lontano in cui ci sarà di nuovo un inglese in tuta rossa su quel podio, che imparerà ad amare i tortellini e ripeterà tante parolacce in dialetto bolognese apprese dai sapienti meccanici. Visti gli illustri precedenti, è praticamente un predestinato.