F1, nasce la Hall of Fame della FIA

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E’ stata inaugurata a Parigi la galleria dei campioni della Federazione Internazionale: i primi ad essere introdotti sono stati i campioni del mondo di Formula 1

Anche l’automobilismo finalmente ha una sua galleria dei campioni. E’ nata a Parigi la Hall of Fame della FIA, la Federazione Internazionale dell’Automobile, e, come era prevedibile, la prima ‘classe’ di piloti introdotti è stata quella dei campioni del mondo di Formula 1, il campionato considerato il più prestigioso nel mondo della quattro ruote: trentatré nomi leggendari che hanno fatto la storia del motorsport. Ad aprire ufficialmente la serata di festa è stato il presidente della Federazione, Jean Todt, uno che di titoli mondiali se ne intende visti i suoi trionfi da Direttore Sportivo prima nei rally e nell’endurance con Peugeot e poi con la Ferrari in F1, dove ha portato il Cavallino Rampante a conquistare 8 titoli mondiali costruttori e 6 titoli piloti, 5 con Michael Schumacher e uno con Kimi Raikkonen«La FIA Hall of Fame è stata creata per mettere in evidenza i valori che attraversano il motorsport e i campioni che sono stati e che sono ancora degli esempi per i valori di impegno, integrità, rispetto e sportività promossi dalla FIA» ha detto Todt.

Dei trentarè piloti in grado di laurearsi campioni del mondo nella storia, venti sono ancora in vita e nove di loro erano presenti ieri all’inaugurazione della Hall of Fame: Sir Jackie Stewart, Mario Andretti, Alain Prost, Nigel Mansell, Damon Hill, Jacques Villeneuve, Fernando Alonso, Sebastian Vettel e Nico Rosberg hanno fatto la loro apparizione sul palco, descrivendo le loro sensazioni ed emozioni in questa serata di festa. L’ultimo pilota della serata ad essere introdotto nella galleria dei campioni è stato Michael Schumacher, il pilota più vincente della storia di questo sport, con 7 titoli mondiali e 91 vittorie in carriera. Il tedesco sta ancora faticosamente lottando per riprendersi dall’incidente sugli sci che lo vide protagonista il 29 dicembre 2013 sulle nevi di Meribel e che lo ha costretto in coma per circa 6 mesi e all’evento era presente la sua storica portavoce, Sabine Kehm, che ha accettato per Michael il riconoscimento: «Tutti sappiamo che Michael dovrebbe essere qui e io sono sicura che a lui sarebbe piaciuto moltissimo partecipare a questa serata. Ha sempre avuto il massimo rispetto per tutte le persone presenti oggi in questa sala e sarebbe molto onorato di ricevere questo riconoscimento. Ciò che ha reso Michael così speciale e così vincente è stata, come per tutti quelli che sono qui, la sua passione e il suo amore per questo sport».

Le prossime classi di piloti introdotti dalla FIA dovrebbero essere i campioni del mondo rally, nel 2018, e poi nel 2019 i migliori piloti del mondo Endurance. A riguardo è stata divertente una dichiarazione rilasciata al momento della sua premiazione da Fernando Alonso, che è tornato a parlare del suo desiderio di conquistare la cosiddetta “Tripla Corona”«Adesso mi sto cimentando anche in altre serie, cercando di imitare alcuni degli idoli che avevo da ragazzo. Ho provato la 500 miglia di Indianapolis quest’anno e in futuro mi piacerebbe correre a Le Mans. Il presidente Todt ha detto che l’Hall of Fame introdurrà i piloti di Endurance nel 2019, quindi ho ancora due anni di tempo per provarci!». La cerimonia si è tenuta nella sala principale dell’Automobile Club de France a Parigi: a dare il benvenuto agli invitati, all’ingresso dell’edificio, anche alcune delle vetture che hanno fatto la storia della F1 come la Renault R25 che diede il titolo ad Alonso nel 2005, Alfa Romeo 158 di Nino Farina, la Ferrari 156 di Phil Hill, la Lotus Climax 25 di Jim Clark, la McLaren MP4/5 di Ayrton Senna e la Ferrari F1-2000 di Michael Schumacher.