GP di Motegi subito orfano di Pedrosa

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Ennesimo infortunio per Dani Pedrosa, un pilota che paga ancora dazio alla sorte. Frattura alla clavicola e rientro in Spagna per operarsi. Sarà sostituito da Hiroshi Ayoama

C’è chi non vuole credere alla sfortuna, chi reputa che ognuno sia padrone del proprio destino. Eppure Dani Pedrosa continua ad essere la prova vivente che anche in moto, la fortuna conta. E pure tanto. Lo spagnolo di HRC è incappato durante le FP2 di Motegi nell’ennesima rovinosa caduta sulla spalla, che si è tradotta in una frattura alla clavicola. Pedrosa non è certamente un colosso, e il suo fisico minuto sembra non sopportare facilmente gli impatti con quell’asfalto che troppo spesso ha assaggiato.

La mano a mantenere il braccio, la tuta gonfia per l’airbag scattato immediatamente a prevenire infortuni più gravi. Un’immagine che spesso è l’anticamera per una diagnosi quasi scontata. L’high side di cui è stato protagonista lo spagnolo è stato davvero spaventoso, con le gomme fredde che hanno tradito il rider lanciandolo letteralmente in aria dopo aver di colpo perso e ripreso grip in una piega a destra. La dinamica più pericolosa di tutte, che in passato è costata anche infortuni ben più gravi ad altri altrettanto sfortunati piloti.

Le Michelin non sembravano avere le stesse problematiche di Bridgestone nell’andare in temperatura, ed in questa stagione hanno più spesso tradito il pilota per problemi all’anteriore in ingresso curva. Era una prerogativa delle gomme giapponesi quella di necessitare una fase di riscaldamento lunga e delicata, senza la quale diventavano spesso pericolose. Ne sa qualcosa Valentino Rossi, che nel 2010 cadde al Mugello fratturandosi la gamba proprio con una dinamica di questo tipo.

In un comunicato stampa, il team Repsol HRC ha reso noto che Dani Pedrosa sta già tornando in Spagna per farsi operare alla clavicola, nel tentativo di non perdere tutte le gare del “trittico”. Ci sono stati in passato episodi celebri di piloti che sono tornati in sella molto velocemente dopo infortuni di questo tipo, e tutti ricordano l’impresa di Jorge Lorenzo nel 2013 ad Assen. Tuttavia, Dani Pedrosa non è in lizza per il mondiale, ed affrettare i tempi di rientro non è probabilmente la migliore strategia per la Honda. Meglio forse permettere allo spagnolo di tornare al 100% per Valencia dove si continuerà a lavorare anche sulla moto 2017 nei test post gara.

Il venerdì di Motegi ha intanto regalato un Jorge Lorenzo in forma smagliante, davanti ad Andrea Dovizioso. Con questa dimostrazione di forza, l’italiano conferma che il tracciato giapponese si adatta molto bene alla moto italiana. I distacchi al top della classifica sono stati molto ridotti, con Maverick Vinales a chiudere la prima fila e staccato di meno di un decimo dalla vetta. Quarto Marc Marquez, incappato anche in una scivolata innocua in FP2, mentre Valentino Rossi è settimo, alle spalle di Curtchlow ed Aleix Espargaro.

Nonostante la posizione non esaltante in classifica, l’italiano è distante solo tre decimi dal compagno di team Lorenzo, e sul passo è apparso chiaro che i top rider sono tutti molto vicini. Quattordicesima posizione per Hector Barbera, al debutto sulla Desmosedici GP16 in sostituzione di Andrea Iannone. Qualche difficoltà per Bradley Smith al rientro in gara sulla M1 del Tech3, solo ventunesimo e davanti al solo Mike Jones, il pupillo di Troy Bayliss nel campionato australiano SBK che ha raccolto la possibilità di fare questa wild card in Giappone sulla Ducati del Team Avintia orfana di Barbera. L’impatto con la MotoGP è sempre molto duro, ma il pilota avrà modo di progredire e mettere in mostra tutto il proprio talento.

Questa la classifica della FP2 a Motegi:

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