Jan Witteveen, il volto nuovo di Althea

Jan Witteveen Althea

Jan Witteveen ha iniziato una nuova avventura con Althea andando ad incontrare questo mondo della Superbike con un Team che ha cambiato casacca quest’anno e che sta iniziando una nuova avventura con la BMW

L’ingegnere olandese Jan Witteveen è una vera istituzione del Motorsport: ha scritto pagine e pagine del Racing. Dall’epopea Aprilia in 250, passando per i successi di tantissimi piloti tra cui Biaggi e Rossi, alle prime esperienze in MotoGP con l’avveniristica RS Cube.

Qual è stato il primo approccio con queste moto che sono così diverse da quelle che fanno parte della sua storia nel racing?

Siamo partiti quando è stato firmato il contratto l’anno scorso verso Novembre, ed abbiamo cominciato subito a preparare la moto partendo dalla versione base in configurazione Stock della S1000rr. Le prime moto che sono state ultimate sono le due di Markus e Jordi che hanno fatto i test di Jerez e Vallelunga. Prima dell’Australia completeremo altre due moto con ancora qualche sviluppo che verrà applicato, e ci saranno alcune componenti che probabilmente saranno diverse. Affronteremo i test a Phillip Island con quattro moto complete.

Come giudica la scelta di Althea per quanto riguarda i piloti che correranno il mondiale? Torres ha fatto una grande stagione di esordio in SBK con risultati sorprendenti, mentre Markus Reitemberger viene da una lunghissima storia d’amore con la BMW S1000rr, dimostrandosi un grande campione in Germania contro piloti del livello di Lorenzo Lanzi e Xavi Fores. Quali sono le prime sensazioni dopo i test condotti in pista da questi piloti?

Non conoscevo questi piloti. Jordi Torres ha fatto una carriera incentrata più sulle Moto2, ha vinto qualche gara lì ma non è riuscito ad essere molto costante. Quando invece è andato in Aprilia l’anno scorso è migliorato fino agli ottimi risultati di fine campionato. Con lui mi trovo molto bene, è un pilota latino che va molto forte e poi non è giovanissimo ed ha una buona esperienza ormai. Dopo aver sistemato la moto per lui, tra quello che va bene e quello che funziona meno con lui, i risultati arriveranno sicuramente. Markus è più giovane ma ha anche lui molta esperienza perché ha iniziato con questo tipo di moto già da quando aveva 16 anni, ha fatto la Stock in Germania ed ha vinto due volte il titolo IDM. L’anno scorso ha fatto anche qualche wild card. Ho iniziato a lavorare con lui a Jerez, nei primi test e devo dire che sono molto contento di lui perché è un pilota che mi ricorda da vicino campioni come Rossi e Biaggi come impostazione. E’ abbastanza chiaro nel raccontare le sensazioni in sella alla moto, nello spiegare quello che serve per migliorarla. E’ molto bello collaborare con lui sotto l’aspetto tecnico, proprio perché lui ha una buona preparazione sotto quest’aspetto.

Quale pensa che possa essere l’obiettivo più realistico della prima stagione di collaborazione tra Althea e BMW? È plausibile puntare da subito alla vittoria di manche, e magari alla lotta per il titolo?

Puntare da subito alla vittoria non è ancora un obiettivo realistico. Partiamo con una moto che noi non conosciamo e siamo solo ai primi test. Abbiamo alle spalle una Casa grande come BMW ed un Team come l’Althea che ha avuto molte esperienze nel mondo delle corse, che sa come organizzare la logistica, come preparare le moto e come gestire lo sviluppo e tutta una stagione. Hanno anche vinto un mondiale con Carlos Checa e con queste premesse è giusto pensare a fare una bella stagione. Il team da battere è la Kawasaki che l’anno scorso è andata fortissimo, ha ancora la moto migliore, la struttura migliore ed ha anche omologato un modello nuovo per la stagione. Hanno anche fatto molti test, e sono davvero preparati. Sarà molto difficile arrivare presto proprio a questo livello. Il nostro obiettivo è arrivare tecnicamente a questo livello, però non credo che durante il 2016 possiamo essere così vicini a loro se tutto va normalmente. Senza dimenticare che poi ci sono anche gli altri, come Ducati ed anche la Yamaha con la nuova moto che ha vinto all’esordio il BSB in Inghilterra. Anche loro sono della partita per la vittoria. Noi secondo me possiamo fare bene, anche se il primo obiettivo è crescere tecnicamente durante la stagione assieme ai piloti, che anche loro puntano a crescere ancora. I risultati veri, quelli davvero importanti, verranno l’anno dopo.

Quest’anno nella WSBK ci sarà un altro Team che utilizzerà la BMW, e stiamo parlando del Milwaukee che sbarca dal BSB portandosi in dote Josh Brookes. Pensi che sia possibile durante la stagione uno scambio di informazioni tra loro ed Althea per far crescere più velocemente la moto?

Onestamente non credo, perché noi siamo strutturati per fare quello che dobbiamo fare. Il percorso di Milwaukee sarà uno, e noi faremo a nostra volta il nostro. Il materiale di base è praticamente identico, ma ognuno di noi farà la messa a punto e lo sviluppo personalizzato per i piloti presenti nel team. Il nostro obiettivo è trovare qualcosa che può fare la differenza in pista non solo con Milwaukee ma anche con tutti gli altri team. Noi faremo la nostra strada, poi se per un motivo o un altro dovesse esserci la possibilità di cooperare, vedremo. In questo momento stiamo lavorando sulla moto in modo che diventi perfettamente funzionale, e solo dopo potremo capire dove possiamo davvero migliorare. Quando usciranno fuori i primi problemi, che quando corri ci sono sempre, allora dovremo intervenire per risolverli e migliorare la moto complessivamente. In ogni caso se dovessero esserci situazioni in cui può essere importante collaborare, siamo aperti anche a quello.

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