MotoGP Aragon, polemica Rossi: «Se Pedrosa si è arrabbiato, che corra da solo» – VIDEO

valentino rossi
@Yamaha Racing

Rossi risponde alle polemiche anche da infortunato e dopo l’impresa del rientro record: «Alcuni piloti pensano di essere i padroni. Quella manovra la fanno anche a me»

Valentino Rossi ce l’ha fatta: rientro a pieno regime nella MotoGP a sole tre settimane dall’infortunio di tibia e perone, prestazioni competitive, tutte le sessioni completate e in più, come se non bastasse questo, risultati in linea con i rivali di classifica! 3° tempo e prima fila in qualifica al sabato ad Aragon a pochissimo dalla pole, 5° posto e 11 punti preziosissimi per il campionato alla domenica in gara, passandola tutta in lotta con i primi nonché ‘top-rider’ dello schieramento. Un’impresa sportiva di grande coraggio, determinazione e passione, che ne consacrano ulteriormente il mito vivente e fanno entrare Valentino in una di quelle poche ‘hall of fame’ esclusive del quale ancora aveva avuto la fortuna di non fare parte: quella degli stoici corridori che come lui in passato risalirono in sella ad una moto seppur fratturati. E come ogni campione che si rispetti, assieme allo stupore e all’ammirazione di tifosi, sportivi e media, attira su di sé anche le invidie e le cattiverie.

«GIUSTA SCELTA TORNARE AD ARAGON, SAPEVO CHE AVREI SOFFERTO NEL FINALE» – Così nel post-gara Rossi ha dovuto difendersi dalle ennesime polemiche sollevate dai giornalisti spagnoli, i quali gli hanno riportato i virgolettati di Dani Pedrosa che lo rimproverava di aver fatto una manovra scorretta e pericolosa per non permettergli di sorpassarlo: «Se non sei contento, io credo che debba correre da solo. Questo è quello che penso, perché tutti mi hanno fatto la stessa cosa a me quando volevo sorpassare, soprattutto nell’ultimo giro, ma onestamente…scendendo dalla 14 si va sempre a sinistra. Forse questi piloti pensano di possedere il circuito (ride, ndr)». Sulla mano alzata dal numero 26 subito dopo averlo sopravanzato, che aveva fatto pensare ad un gesto di stizza (in realtà si stava togliendo una pellicola della visiera), Valentino spiega che aveva pensato addirittura a delle sue scuse per averlo passato troppo vicino, confermando di restare fermo nella sua opinione e ribadendo: «Se Dani non era incazzato, ritiro quanto detto, ma se era molto arrabbiato ripeto che corra da solo».

Questo nonostante la convalescenza da cui era reduce ed una corsa leggendaria che avrebbero dovuto passare in primo piano: «Sono molto orgoglioso, molto felice, perché una settimana fa non sapevo se sarei stato in grado di competere. Lavorando bene, abbiamo fatto la scelta giusta. Ho avuto una buona partenza, nei primi giri ero forte e potevo lottare per la vittoria con Lorenzo e Marquez, ma nella seconda parte di gara sapevo che avrei dovuto soffrire».

«QUANDO HO VISTO CHE AVEVO QUATTRO PILOTI DIETRO MI SONO DETTO DI NON MOLLARE O ARRIVAVO DECIMO!» – Una sofferenza che puntuale è arrivata proprio sul più bello nel finale, quando Rossi ha perso il podio: «Ero più stanco del normale, e si sentiva un po’ di dolore. In ogni caso, è stata una bella lotta. Sinceramente non mi aspettavo la ‘top five’. 23 giri sono difficili fisicamente, anche se si è molto in forma. Negli ultimi sette o otto giri ho faticato un po’, ma ho cercato di non mollare perché sulla tabella e sugli schermi ho visto che avevo quattro piloti dietro, così ho detto, “se mi arrendo ora, arriverò decimo”». Adesso altre due settimane di pausa prima di ritornare in pista a Motegi, il Gran Premio che aprirà il ‘trittico’ asiatico di ottobre per cui era inizialmente prevista la guarigione totale della gamba destra del 46 e alla quale vuole arrivare in piene forze: «Ho due settimane che saranno molto importanti per la mia gamba perché voglio arrivare a Motegi abbastanza bene. Naturalmente, non al massimo, ma credo di poter arrivare in buone condizioni. La corsa è un grande stress per il mio corpo, quindi devo raggiungere un buon livello». Il 31 agosto il ‘Dottore’ si ammalò, ma la cura ad Aragon trovò. La sua corsa di domenica è già storia del motociclismo.