MotoGP, Valentino Rossi, i rivali e il decimo titolo: «Possiamo fare meglio del 2017»

Valentino Rossi ha rilasciato un’intervista a Gazzetta dello Sport e ha parlato dei rivali, dell’elettronica e del tanto desiderato decimo titolo

Nell’intervista di Gazzetta dello Sport, il nove volte campione del mondo Valentino Rossi ha parlato di pista, vita e passione per questo sport. Rossi ha paragonato la sua carriera con un’altra leggenda sportiva italiana, Gigi Buffon, che è un anno più vecchio del pilota della Yamaha ma anche Roger Federer, che a 36 anni continua a vincere e riscrivere i record nel tennis: «Dovrebbe continuare se vuole. Penso che sappia se può ancora essere al top», dice il pilota di Tavullia su Buffon. Spesso gli sportivi di esperienza ricevono dure critiche dopo prestazioni non ad alto livello. In questo il Dottore si rivede e commenta: «Secondo me, è più facile dire che qualcuno è finito piuttosto che riconoscere che ha le palle per essere ancora lì e provare».

Tante le chiacchiere su Rossi e la sua età, dopo aver firmato di recente un altro contratto biennale: le sue parole suonano più vere di un semplice commento su un connazionale. Rossi ha poi parlato dei suoi tifosi. Anche in Argentina, i suoi fan saranno tantissimi e per questo GP è stata installata una secondo tribuna dedicata al popolo giallo: «Avere così tanti fan mi rende felice. Le persone si sono affezionate a me. Con il Fan Club, facciamo un buon lavoro e con Flavio facciamo molte cose per i bambini, andiamo agli ospedali, li portiamo alle gare, è importante per me, un fan club dovrebbe fare cose del genere». Leggi anche: Flavio Fratesi, Fan Club Valentino Rossi: «L’importante è che Vale continui a divertirsi».

Entrando nel discorso sulla stagione 2018, chi pensa che sarà il più forte, l’uomo da battere? «Per me, i piloti da battere sono Dovizioso e Marquez, forse più Dovizioso ma li ho messi sullo stesso livello perché Marquez ha sempre la capacità di essere forte. Sono contento della mia prima gara, ma non siamo ancora al loro livello».

Rossi sottolinea poi il problema che è stato una sfida per il marchio Iwata per qualche tempo: «Ci saranno piste in cui soffriremo un po’ con il grip al posteriore, dove saremo un passo indietro e dovremo lavorare sodo. Ma spero e penso che con la moto 2018, dove soffriremo, non sarà più di tanto». Una cosa fondamentale è l’elettronica, qualcosa in cui il Dottore sostiene che altre marche hanno guadagnato. «Quello che penso che Ducati e Honda abbiano fatto meglio è avere più tempo, più soldi e più persone che lavorano sul lato elettronico. Yamaha deve capirlo e lavorarci, penso che lo sapessero ma siamo un po’ indietro con un gruppo che lavora per cercare di fare il massimo».

Un altro argomento chiave all’ordine del giorno è Andrea Dovizioso, connazionale di Rossi e qualcuno a cui il numero 46 non è vicino ma hanno molto rispetto e un buon rapporto, spiega il pilota di Tavullia: «Quel che mi è piaciuto davvero tanto di Dovi è stata la sua grinta e la voglia di non mollare mai. Prima del Mugello 2017 aveva fatto non so quanti anni in MotoGP™ e sembrava fosse uno che non riusciva a vincere. Questa è una cosa che ti schianta psicologicamente. Invece non ha mollato e a 31 anni è diventato supervincente».

Poi l’argomento passa alla crisi di Lorenzo che dovrà fare qualche cosa di importante per convincere, soprattutto in vista del rinnovo. Mentre il proprio compagno di box, Vinales, è in crisi di risultati ma resta comunque un avversario altamente temibile. Poi la fatidica domanda sulla possibilità di un decimo titolo«Sarebbe bello, mi piacerebbe e non ci manca niente. L’anno scorso abbiamo perso il buono della nostra moto, siamo rimasti con i difetti, ora abbiamo ancora alcuni difetti ma abbiamo trovato i lati positivi: nel 2017 Maverick ed io abbiamo concluso terzo e quinto, possiamo fare di più, possiamo almeno provare a lottare».

Il secondo round del 2018 ci dirà di più quando la MotoGP ritornerà al luogo in cui Maverick Vinales ha vinto la scorsa stagione, precedendo Rossi in seconda posizione. Ma il Dottore ha vinto anche lui lì. Appuntamento dunque domenica 8 aprile con il tango argentino a Termas de Rio Hondo.