Le nuove promesse del motociclismo italiano

Fenati, Bagnaia, Bastianini, Antonelli, Corsi e Morbidelli: le promesse del futuro della scuola italiana

Autodromo del Mugello, tre gare incredibili! Iniziamo dalla Moto3. La volata finale pazzesca di gruppo questa volta ha beffato gli italiani e il solo Fenati ha consolato quello che poteva essere un trionfo come quella di Le Mans tutto tricolore. Qui purtroppo davanti al pubblico di casa non c’è stato. C’è da dire che Oliveira, il portoghese, qui aveva un motore speciale perché non si è mai visto nella storia del Mugello uscire per primi dalla Bucine e arrivare per primi al traguardo. Però evidentemente se l’è meritato.

La nota molto molto positiva è che in Moto3, la vera palestra del motociclismo, è arrivato un Fenati sul podio, che si conferma uno dei più brillanti ma dietro c’era Bagnaia ancora e poi un fenomenale Enea Bastianini, un grandissimo Antonelli. Quattro talenti scoperti da Gresini e da Valentino Rossi. Insomma iniziamo a fare anche noi gli spagnoli e ad avere dei grandi manager di grandi talenti, ex piloti che stanno cercando nel vivaio di mantenere viva la scuola italiana. Gli italiani latitano un po’ in Moto2. Infatti c’era un grandissimo Simone Corsi falciato da Lowes e in direzione gara gli hanno anche dato torto, quando era nettamente davanti e ha chiuso la traiettoria alla San Donato.

È stata una bellissima vittoria con un Rabat che sta risorgendo però mancano gli italiani. In Moto2 con il solo Simone Corsi, Morbidelli ancora acerbo e un Pasini che ci ha fatto rivivere le emozioni dei duelli fantastici della 250 quando correva insieme a Marco Simoncelli. Nelle due cilindrate minori il nostro motociclismo grazie al team Gresini, grazie a Valentino Rossi e al team SkyVR46 e non certo la nostra federazione, siamo riusciti a risollevare una situazione che vedeva latitare i giovani talenti che invece stanno arrivando nelle zone alte delle classifiche.