Superbike, le pagelle di Buriram

Rea si può battere, oppure ieri ci ha allegramente preso per i fondelli? Le pagelle pazze della tappa in Thailandia

Jonathan Rea 9 – Le tenta tutte pur di tornare a divertirsi come faceva quando ai tempi della cara vecchia CBR rischiava la vita ad ogni curva. Arriva persino a tirare una staccata in pieno rettilineo per far fare la Pole a Van Der Mark. Partire così vicino alla Fireblade gli ha ricordato i tempi d’oro in cui giocava con le infermiere in giro per i paddock di mezzo mondo. Dice di aver avuto paura quando ha visto Sykes ondeggiare a 280 all’ora davanti a lui. Si e non ci pensa a tutti i piloti che hanno gli incubi con la moto verde e il n°1 sul cupolino? Egoista!

Tom Sykes 9 – Il buon vecchio Tom per una volta riesce a completare la gara senza fare gli ultimi giri ad un ritmo da ritiro licenza pilota SBK. In gara 1 deve sottostare allo strapotere di Rea, ma in gara 2 si ricorda di avere un paio di oggetti tondi piuttosto consistenti nelle parti basse, e non molla un cm. Quando è davanti sembra che la sua Ninja sia larga come una GS1200 di un tedesco in vacanza, tanto è lo spazio che occupa in pista nelle staccate di traverso. Blocca Rea alla grande in difesa della vittoria, degno del miglior Franco Baresi.

Micheal Van Der Mark 8 – Continua a sorprendere con le sue prestazioni ma in realtà sono in pochi ad aver capito che sotto le vetuste carene dalla CBR si cela in realtà un motore RCV. Altrimenti non si spiega, davvero. Facile che durante una pausa pranzo in HRC si siano incasinati ed abbiano messo il motore V4 nel telaio della CBR. E’ plausibile, in Giappone le mense sono free bar. Se vi interessa cercano personale addetto al montaggio acceleratori.

Chaz Davies 7 – Dopo gara 1 dichiara di aver trovato la soluzione ai problemi e di essere pronto a divertirsi in gara 2 contro chiunque. In realtà i meccanici del team Aruba si sono limitati a fargli notare che la Panigale ha anche la sesta marcia e lui inizia ad usarla. Attratto dalla possibilità di fare uno strike verde verso il finale di gara, si trattiene ed evita incidenti diplomatici tra Italia e Giappone. I proprietari di ristoranti Sushi a Milano ringraziano.

Davide Giugliano 4 – Dispiace dargli un voto così basso ma se avesse almeno fatto una pinna decente a fine gara si sarebbe meritato un paio di voti in più. Voci di corridoio affermano di averlo visto la sera prima della gara verso Pat Pong. E sappiamo tutti come va a finire in un quartiere malfamato di Bangkok se hai meno di trent’anni. Stremato dalle notti brave, si limita a portare la Panigale al traguardo passando anche per una visitina delle vie di fuga. Con tanto di selfie.

Nicky Hayden 6 – Prende un secondo in qualifica dal giovincello olandese. Poi in gara 1 gli si ferma la CBR, cosa che non accadeva da un paio di decenni. Alla fine di gara 2, dopo un’onesta ma poco gratificante quinta piazza, lo inquadrano nel box mentre con chiarissimo labiale pronuncia una serie di parole precedute tutte da “fucking”. Inizia a pensare che l’abbiano fregato in Honda quando gli hanno detto che vincere in SBK sarebbe stata una passeggiata. Il titolo mondiale MotoGP 2006 assume contorni sempre più mitici.

Kawasaki 10 – Poco da dire, hanno preso una moto ottima e l’hanno resa una moto super. Tra una portaerei ed un treno da 400 km/h, ad Akashi ogni tanto si ricordano che fanno pure le moto. E quando lo fanno, gli ingegneri delle altre sorelle giapponesi si mettono in fila per un Harakiri di massa.

Ducati 8 – La Panigale passa l’esame dei lunghissimi rettilinei del Buriram incassando appena 20 km/h di gap. Sono tutti contenti, poi arriva Davies ai box che ha le mani incollate ai manubri tanto ha dovuto frenare forte per tenere il passo degli altri e si pongono qualche domanda. Bastava un pò di colla per fare andare più forte anche gli altri piloti Ducati?

Yamaha 5 – La R1 continua a non andare proprio alla grande. Eppure è strano, hanno due piloti forti, una moto che in versione di serie fa impressione e che nei campionati nazionali va come un missile. Sarà che il Crescent non vinceva con Suzuki non solo per colpa della moto? Ma no! In MotoGP facevano andare la Suzuki come un missile! Tanto vincevano che ad Hamamatsu hanno pure deciso di ritirarsi per godersi la pensione.

Menzioni Speciali

MV Agusta F3 10 – La moto più bella del paddock diventa un oggettino piuttosto pericoloso nelle mani di Jules Cluzel, un francesino che quando s’incazza fa paura a tutti. Piega anche Sofoglou, che di solito preferisce lanciare la moto in tribuna piuttosto che perdere.

Lorenzo Savadori , Alex De Angelis, Matteo Baiocco 10 – Quando c’è da fare sul serio, gli italiani ci sono sempre. Tre storie diverse, tre piloti che hanno rischiato di rimanere a piedi per motivi diversi. Lorenzo ha vinto il campionato Stock 1000 e dimostra ad ogni gara di essere un talento incredibile. Alex ha rischiato grosso a Motegi e vederlo in top ten è stato emozionante. Il Baiox si è fatto trovare pronto quando si è verificata l’opportunità e ha dimostrato di meritare una moto nel mondiale! Grazie a tutti ragazzi.