La Superbike sbarca in Malesia

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Dopo il trionfo targato Davies a Imola, il circus SBK sbarca nella terra di Sandokan per la sesta tappa di questo mondiale. Rea ha appena incassato il rinnovo in Kawasaki per altri due anni e vuole confermarsi il re indiscusso in pista

Sepang è un circuito speciale, caratterizzato da lunghi rettilinei ed alcuni curvoni in appoggio da pelo sullo stomaco. Un contesto che esalta il talento del pilota come pochi altri al mondo e che nel 2015 ha regalato la grande impresa di Max Biaggi, capace di salire sul podio della prima manche. Il grande campione romano aveva già incantato a Misano, nel round italiano del mondiale che aveva registrato il suo ritorno in sella part time. La tappa malese doveva essere quella per segnare il colpo, magari graffiare con una vittoria. Purtroppo una caduta avvenuta durante i test precedenti la gara, tenuta nascosta dallo stesso Max e da tutto il suo entourage, hanno reso le condizioni fisiche del romano non perfette in vista della gara. Altrimenti è plausibile che ci saremmo goduti una vittoria di Max, ad un’età imbarazzante da ricordare per i compagni di team dell’epoca.

Oltre all’elemento Biaggi, gli ingredienti che resero esplosivo il weekend malese furono gli stessi che stanno animando la stagione 2016 fino a questo punto del campionato. Chaz Davies colse infatti una strepitosa vittoria in gara 1 con un attacco magnifico all’ultima staccata ai danni di Johnny Rea, che si stava avviando a conquistare il primo titolo mondiale della sua carriera in SBK.

I due britannici si dividono la vetta del mondiale con il pilota Kawasaki leader e forte di una conferma nel ruolo di ufficiale punta di diamante per la Casa di Akashi fino al 2018. Ma il gallese della Ducati è l’uomo del dominio totale a tinte rosse nel week end imolese. La Panigale ha finalmente prestazioni simili a quelle delle Kawasaki in rettilineo ed è assolutamente plausibile che la vittoria sia un affare privato tra questi due piloti esattamente come stato nella passata edizione di questa gara.

Alle loro spalle, c’è una muta di piloti che hanno tutti bisogno di emergere dal gruppone, ognuno per motivazioni diverse. Davide Giugliano non corse nel 2015 a Sepang, dopo aver subito il secondo brutto incidente a Laguna Seca, ed in questo momento ha un bisogno incredibile di ottenere un grande risultato. C’è da ricostruire il morale e da ristabilire il feeling perduto con la Panigale. Una volta erano grandi amici, ma da un po’ sembra che le comunicazioni tra la moto rossa e Davide siano difficoltose.

Tom Sykes nel 2015 fece la classica gara del gambero nella prima frazione e fu abbattuto da Biaggi nella seconda. La conferma in Kawasaki di Rea per i prossimi due anni allontana Tom dal box verde, perché la convivenza tra i due appare già molto forzata. Sykes è uno dei piloti più veloci del paddock e ci sono tante selle interessanti da conquistare. Gli tocca dimostrare di essere sempre Mr Superpole, e di essere pilota in grado di vincere mondiali.

Le Honda devono decisamente rialzare la testa e tornare ai livelli di Assen, quando Van Der MarkHayden lottarono al vertice in entrambe le manches. La tappa di Imola è stata decisamente nera per il team Ten Kate, e c’è grandissima voglia di rivincita. Guintoli nel 2015 portò in alto la CBR, e la nuova gestione elettronica potrebbe aiutare per evitare di distruggere presto le gomme. Anche la Yamaha deve far cambiare verso alla stagione, ed è anche orfana di Sylvain Guintoli dopo l’infortunio di Imola. Toccherà ad Alex Lowes mostrare che la R1 sta crescendo bene, e che sono ingiustificate tutte le voci che vogliono la Casa di Iwata pronta ad una clamorosa rottura con Crescent per la gestione delle R1. I risultati per ora non arrivano, e la cosa preoccupante per Yamaha è che non si vedono reali e concreti segnali di crescita della moto.

Ci si attende tantissimo anche dalle BMW di Althea e soprattutto dalle Aprilia RSV4 di Ioda Racing. La potenza della BMW del team di Genesio Bevilacqua potrebbe regalare una grande occasione a Torres e Reitemberger sul tracciato malese, mentre la RSV4 ha dimostrato di gradire tantissimo Sepang ogni anno in cui si è corso qui.