Yamaha conquista la 8 Ore di Suzuka 2015

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La 8 Ore di Suzuka 2015, edizione 38, si chiude con la vittoria di Espargaro, Smith e Nakasuga del Yamaha Factory Racing Team. Casey Stoner cade dopo un’ora e abbandona la gara

La 8 ore di Suzuka inizia con un problema per Watanabe, il pilota del Team Green che aveva stupito nella Superpole, conquistando una spettacolare seconda piazza in griglia di partenza. Ma la partenza è regolare per tutti e la nota dolente viene dalla Yamaha n°21 autrice della Pole Position. Nagasuka non fa un grande start e al termine del primo giro è solo quindicesimo. In testa alla gara è Alex Lowes a dettare il ritmo all’inizio, forzando da subito e cercando di prendere un po’ di vantaggio sul gruppo di inseguitori. Ma la moto più veloce in pista si conferma la Yamaha del Team Factory, che giro veloce su giro veloce recupera sulla testa della corsa fino ad accodarsi alle Honda del Harc ed Fcc.

I primi problemi tecnici tra le moto davanti li accusa la Yamaha del Team Yart di Broc Parkes che all’undicesimo giro rientra al box e sembra in grossa difficoltà. La squadra è putroppo costretta a gettare la spugna, poiché il motore della R1 fa i capricci e ripartire è impossibile.

Verso la fine della prima ora di gara, ai box si preparano i piloti del secondo turno, e le attenzioni della regia sono tutte per Stoner che sta per entrare in pista al posto di Takahashi. Entrano in sequenza il Team Harc, lo Yoshimura che guida la gara. Appena entrato in pista, Stoner passa Tsuda all’esterno  e mette in chiaro la propria attitudine per la corsa.

Passano altri tre giri prima che rientri Nagasuka per farsi dare il cambio da Bradley Smith, che rientra in pista in terza posizione.

Allo scadere della prima ora la classifica vede Stoner in testa davanti a Tsuda dello Yoshimura e Smith con la R1 Factory. Seguono la Honda FCC TSR, il Team Moriwaki di Elias e la Suzuki del Kagayama. Delude per il momento la sedicesima posizione del Team Green, che dista circa 20 secondi dalla vetta.

La seconda ora di gara inizia con un brivido per la Suzuka Yoshimura che alla 130r rischia di tamponare Stoner ed esce di pista a velocità sostenuta. Per fortuna il giapponese riesce a non cadere nella ghiaia e perde solo qualche secondo, rientrando in pista in quarta posizione.

Ma il vero colpo di scena succede dopo un’ora e dieci minuti di gara. Stoner che conduce la gara arriva all’Hairpin, dove nelle prove Espargaro si era reso protagonista di un bruttissimo volo e al momento di staccare resta vittima di una chiusura di sterzo che lo proietta nella via di fuga. La moto è distrutta e anche il pilota sembra subito infortunato in maniera abbastanza seria. Questa caduta richiede addirittura l’ingresso della Safety Car. L’australiano lancerà poi alcuni tweet dai box dove annuncia le fratture a clavicola e tibia, scusandosi con i compagni per l’incidente.

Alla ripartenza dopo l’uscita della Safety Car in testa si trova la Honda del Team FCC con Hook, davanti a Smith e Tsuda. Ma l’inglese rompe gli indugi e dopo poco prende la testa della gara. Alle sue spalle, lo spettacolo viene da un duello serrato tra Elias e Kagayama che si affrontano in un bel duello all’arma bianca. Proprio  il giapponese si rende però protagonista di una scivolata all’ingresso della variante prima del traguardo. Ma la moto non riporta danni e Yukio continua senza rientrare ai box.

Verso la fine della prima ora un’altra caduta obbliga un nuovo ingresso della safety car rimescolando le carte. Al termine delle due ore di gara la classifica vede in testa la Honda del FCC con Hook, davanti a Smith, Tsuda ed Elias con la Moriwaki. Segue Kagayama con la sua Suzuki e sorprende il distacco della Kawasaki di Yanagawa, che ha già accumulato un giro di ritardo dai leader.

La terza ora di gara inizia con Tsuda che passa Smith, e poi cede il testimone nuovamente a Lowes. Nel Team Yoshimura la strategia è di tenere un ritmo alto con i due piloti più veloci in squadra. Stessa strategia tenuta dall’FCC che fa rientrare Aegerter in pista. La Yamaha Factory conferma degli stint leggermente più lunghi della concorrenza e Smith resta in pista durante il cambio pilota degli avversari.

Finalmente arriva il momento di Pol Espargarò, autore della Pole Position e del nuovo record del tracciato. Polyccio sostituisce Smith e rientra in pista molto vicino a Lowes, che nel frattempo aveva passato Aegerter, portandosi in seconda posizione. Alex approfitta di avere le gomme calde e passa subito la Yamaha, riportando la sua GSX-R Yoshimura in testa.  Ma Pol non ci sta, ed approfitta di un gruppo di doppiati per ripassare la Suzuki e tornare a dettare il ritmo.

Allo scadere della terza ora di gara, la classifica inizia a delinearsi abbastanza chiaramente, e la Yamaha di Espargarò conduce con dieci secondi di vantaggio sulla Suzuki di Lowes seguito ad altri dieci secondi dalla Honda FCC di Aegerter. Più staccato Haga con la Suzuki Kagayama, ultimo dei non doppiati ma già a quasi due minuti.

L’inizio della quarta ora vede la caduta della Kawasaki del Team Green. La ZX-10r già staccata di oltre un giro dice addio a qualsiasi velleità di raggiungere un buon risultato. La moto viene riparata, ma il tempo perso è troppo ed il ritardo accumulato incolmabile.  Durante la Safety Car entrata in pista a causa di questa caduta, la Yamaha rientra ai box e Nagasuka perde molto tempo all’ingresso della pista trovandosi il semaforo rosso che lo blocca.

L’R1 è costretta ad accodarsi al gruppone perdendola testa della gara ed anche la seconda posizione mortificando il vantaggio accumulato nella prima parte di gara.

Ma la festa per il TSR dura poco, perché Aegerter è costretto a rientrare al box cedendo la moto a Smith. Subito dopo un altro colpo di scena coinvolge la testa della gara, con Tsuda che si stende all’ingresso della variante prima del rettilineo perdendo contatto con la testa della corsa. Il giapponese riparte subito, ma il distacco dalla Yamaha che conduce è superiore ai quaranta secondi.

La quarta ora di gara si conclude sotto il regime di safety car a causa di una brutta caduta di Inoue ela classifica vede in testa la Yamaha R1 Factory con Nagasuka, seguito a quasi due minuti dalla Suzuki Yoshimura e dalla Honda FCC, appaiate. Ancora quarta la Suzuki Kagayama con Haga ormai distaccata di un giro.  Molto attardata la Honda Moriwaki di Elias.

La Suzuki di Tsuda perde un po’ di tempo per le riparazioni della scivolata accusata ma verso la fine della quarta ora la Yamaha è penalizzata con uno Stop&Go, permettendo alla Honda FCC di Hook di avvicinarsi nuovamente ed addirittura passare l’R1 con Smith in sella.

Al termine della quinta ora di gara la classifica vede in testa la Honda FCC con Aegerter, seguita ad appena tre secondi dalla Yamaha Factory con Bradley Smith. Sale in tesra posizione il Team Kagayama che rientra anche nel giro del Leader. Seguono il GMT 94, vecchia conoscenza del Mondiale Endurance e compagine Yamaha e l’altra protagonista del Mondiale Endurance, vale a dire la GSX-R del Suzuki Endurance R.T. La Yoshimura ha purtroppo accumulato due giri di distacco e si trova in ottava posizione.

Durante la sesta ora di gara, iniziano ad allungarsi le ombre e ci si avvicina agli spettacolari giri in notturna di questa bellissima gara. Bradley Smith ha ripreso in mano la testa dellla gara, accumulando nuovamente dieci secondi di vantaggio sulla FCC Honda.

L’inglese rientra ai box, e per qualche minuto torna Leader la Honda FCC. Ma al successivo cambio moto, la classifica torna quella precedente. Allo scadere della sesta ora, c’è ancora in testa il Factory Yamaha ed in pista c’è un veloce Pol Espargarò. Segue la Honda FCC a circa quaranta secondi ed il Kagayama, doppiato di un giro. Immutate le posizioni di classifica anche immediatamente alle spalle dei battistrada.

La sesta ora di gara passa in modo molto fluido, senza problemi per i battistrada né alcun incidente che necessiti l’intervento della Safety Car. Ormai la classifica assume contorni abbastanza stabili, anche se la Yamaha non può assolutamente rilassarsi, visto che la Honda FCC resta a distanza di tiro, ed un minimo errore potrebbe compromettere il risultato. All’inizio dell’ultima ora di gara la luce inizia a sparire e diventano protagonisti i fari delle moto che lasciano scie luminose in giro per la pista.

La Yamaha si ferma per l’ultima sosta quando manca meno di mezz’ora al traguardo. E’ di Bradely Smith l’onore di finire la corsa per la Casa di Iwata. Subito dopo entra la sesta Safety Car della gara. Sembra sia accaduto un brutto incidente ad una Suzuki di un Team europeo.

La Safety Car rientra e ci regala gli ultimi dieci minuti di gara libera. Smith conduce con margine sulla Honda FCC  e conquista questa bellissima e meritatissima vittoria per la Yamaha. Un successo che mancava dal 1996.

Suzuka 2015 – Partenza e caduta di Casey Stoner [VIDEO]

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