Il Partito dei Motociclisti Incazzati

Motociclisti

Come superare la crisi economica. Motociclisti Incazzati? Sì, un Partito politico come rimedio

Pur non essendo geni o maghi non ci vuole molto per capire che la fine del mondo motociclistico non è poi così lontana. Ormai sono davvero almeno cinque anni che tutto il settore delle due ruote è in gravissima sofferenza a causa della maledetta crisi economica che sta massacrando tutta la popolazione europea e in particolare quella italiana. Nessuno ne parla ma le cifre sono terribili e inesorabili. Meno 50 per cento delle immatricolazioni, meno 60 per cento nel settore degli accessori e quasi mezzo milione di moto che mancano all’appello. Ormai noi motociclisti siamo diventati una razza in via di estinzione. Ebbene sì in via di estinzione ma certamente non protetta. Anzi massacrata! Dai soliti imbecilli che abbiamo scelto per rappresentarci in Parlamento. Eppure quello delle due ruote è un settore fondamentale della nostra economia e non bisogna essere dei Nobel per capire che la Motocicletta italiana è un’eccellenza che ci fa guadagnare nel mondo prestigio e immagine.

Oltre che vantare migliaia di veri posti di lavoro in fabbriche come Ducati, Piaggio, Guzzi e Aprilia ma anche nel settore dell’eccellenza degli accessori come Dainese, TCX AlpineStars, Marchesini, Suomy, Ahiro e Brembo. Il tutto in un settore che dovrebbe essere incentivato e protetto perché anche un politico italiano capirebbe che una moto crea inquinamento e consumi infinitamente inferiori rispetto ad una normale vettura. Ora io non sono un politico, ma penso che ci vorrebbe davvero poco per far ripartire un settore importante e strategico come quello delle moto. Non certo con l’idiozia degli incentivi che servono solo a drogare il mercato mascherando la crisi per qualche mese. Bastano davvero poche leggi che aboliscano assurde protezioni lobbystiche e retaggi medioevali per far ripartire tutto il settore delle due ruote.

La prima riguarda la patetica e ridicola serie di accise presenti su ogni litro di benzina, dove nel 2013 noi co…ioni paghiamo ancora l’alluvione di Firenze o il disastro del Vayont e altre amenità. Basterebbe cancellare il ridicolo carrozzone del PRA e semplificare i passaggi di proprietà come nei paesi democratici e moderni dove con 10 euro ogni proprietario effettua da solo la trascrizione sul libretto di circolazione. Poi si cancella per altri quattro anni la tassa di possesso perché è inutile spremere un settore che ormai non rende più un euro, visto il crollo verticale del parco circolante. Ma non basta. Bisogna anche sconfiggere le lobby delle assicurazioni e delle autostrade. Non è tollerabile che la metà del parco circolante sia vessato da un assurdo premio assicurativo che è sempre più alto del costo stesso del veicolo assicurato.

Così come non è tollerabile che il pedaggio autostradale sia follemente elevato e identico a quello delle auto oltre che incostituzionale visto che non va a finanziare altre strade ma solo nelle tasche del sig. Benetton. Così come andrebbe immediatamente chiusa Equitalia e ogni tipo di società di esazione di tributi ottenuti come rapine e non come richiesta normale di tasse evase. Altresì ogni tipo di apparecchio fisso o mobile di rilevamento delle infrazioni stradali deve essere abolito all’istante perché in Italia viene solo usato come schifoso strumento di vessazione indiscriminata invece di vera prevenzione rispetto alla sicurezza stradale. Le multe devono essere elevate solo da persone fisiche e immediatamente contestate al diretto interessato che così evita di vedersi arrivare cartelle pazze dopo mesi per infrazioni impossibili da contestare.

Insomma se trasformassimo questa serie di assurde e antidemocratiche norme vessatorie in una riforma democratica e normalizzante, potremmo salvare davvero migliaia di posti di lavoro oltre che incentivare una circolazione più snella ed ecologica. Ma tanto non accadrà mai. Perché nessun politico presente o futuro, nel suo programma elettorale, ha mai inserito una sola parola che riguardi la normalizzazione del settore delle due ruote. Allora bisogna rimboccarsi le maniche e pensare a qualche manifestazione che faccia capire che noi motociclisti non siamo dei pecoroni senza dignità o spirito civile. Anzi siamo molto fantasiosi e pieni di energie tanto da fondare il partito dei Motociclisti Incazzati. Quindi basterebbe invadere pacificamente la piazza del Parlamento con migliaia di moto e fare un Burn Out globale ogni ora fino a quando non riceviamo udienza dalla commissione trasporti e industria.

Oppure iniziare a viaggiare in colonne di migliaia di moto semplicemente rispettando alla lettera ogni ridicolo limite di velocità e quindi andare sul passo della Futa nella A1 davvero a 80 all’ora, oppure in città nei viali davvero a 50 o 40 e quando è scritto 30 andare davvero a trenta. Oppure ancora meglio. Iniziamo a bloccare ogni domenica tutte le vie di accesso agli stadi impedendo l’accesso ai tifosi e alle squadre per impedire quello che è il vero rito di rincoglionimento delle coscienze di ogni Italiano, ovvero il pallone! Dopo una sola settimana di questa serie di ingorghi creati dai “Motociclisti Incazzati” tutti i media inizierebbero ad accorgersi della gravità assurda di questa crisi per tutto il settore delle due ruote.

Noi “Motociclisti Incazzati” siamo anche dei cittadini che votano e quindi possono davvero fondare un nuovo partito politico che almeno garantisca la sopravvivenza della nostra “razza” visto che nessuna forza politica ha in programma nessuna vera riforma che cerchi lontanamente di avvicinare l’Italia all’Europa, allontanandoci da questa triste situazione da vero terzo o quarto mondo in cui siamo finiti. Dare il voto a questo o quello schieramento non cambierà mai la terribile situazione in cui siamo finiti, quindi bisognerebbe davvero creare il partito politico dei Motociclisti Incazzati, almeno per avere garantiti i minimi rimedi che sicuramente farebbero ripartire tutto il nostro settore. Altrimenti siamo davvero destinati a sparire!

Non dico a tornare ai vecchi tempi in cui eravamo considerati degli anormali o degli originali. Qui si tratta di sparire per davvero. Ormai nessun giovane nei suoi obiettivi primari ha il motorino o lo scooter. Troppo onerosi e costosi per una generazione senza lavoro e senza futuro. Quei pochi che sono riusciti a convincere i genitori a comprare un normale SH o Scarabeo lo hanno poi rottamato alla prima maximulta arrivata a tradimento dopo mesi, per un criminale passaggio a 74 Kmh davanti a una macchinetta messa apposta per inchiappettare i cretini come noi.

Insomma la razza dei motociclisti è ormai composta in grande maggioranza da arzilli vecchietti nostalgici come me e Ringo che come dei “Carbonari” cerchiamo di rimanere fedeli a questa magnifica passione nonostante tutte le follie legislative. Ma dietro ai quaranta-cinquantenni, non abbiamo più nessun giovane appassionato che non vede l’ora di avere 16 anni per guidare una 125. Non ci pensano nemmeno. E se noi vecchietti non li mettiamo in grado di nuovo di sognare una moto e di poter godere della libertà e indipendenza che solo una moto dà, allora siamo spacciati! Quindi pensiamo davvero a questo benedetto partito politico dei Motociclisti Incazzati, altrimenti dovremo emigrare all’estero per poter rimanere motociclisti praticanti senza essere evirati dalle tasse e dalle vessazioni.

Pensate che bello sarebbe se questo Partito ricevesse anche dei voti veri e quindi dovremmo mettere in Parlamento dei nostri rappresentanti come Giacomo Agostini candidato a presidente del Consiglio. Il dott. Costa come Ministro della Sanità oppure Capirossi come senatore a vita. Vabbè ci scherzo sopra ma sono davvero preoccupato per la terribile crisi che colpisce tutta la nostra economia e in particolare il nostro settore delle moto dove tutto è colpito in modo pesante. Fabbriche, concessionari, officine, tv e giornali, team e piloti e ogni cosa legata alle due ruote sta vivendo un periodo durissimo e come sempre nessun collega si sogna di lanciare qualche piccolo segnale che possa distrarre da Valentino Rossi o da Marquez. Vabbè se pensate che sia davvero l’ora di fondare il Partito Dei Motociclisti Incazzati, sappiate che io, Ringo e Paolo Beltramo siamo pronti. Ciao a tutti quei pochi rimasti.

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