Monza 1979: La consacrazione di Scheckter, la fedeltà di Villeneuve

MONZA 1979

Scopriamo la storia della stagione F1 1979 ed il Gran Premio di Monza, la ciliegina sul decennio dominato dalla Ferrari. La consacrazione di Jody Scheckter, la prova di fedeltà di Gilles Villeneuve

Nella storia della Ferrari il decennio che va dal 1970 al 1980 è stato ricco di soddisfazioni tra F1, Endurance e produzione di serie. Con Niki Lauda la Ferrari aveva ricominciato a dominare vincendo i Mondiali del 75 e del 77, ed arrivando anche a sfiorare il terzo del 76, sfuggito a causa del rogo nell’inferno verde del Nurburgring. Poi arrivò il 1979 e Monza.

Mauro Forghieri era  il simbolo della rinascita in pista delle Rosse di Maranello, con la sua incredibile capacità di ottimizzare le risorse disponibili ed inventarsi soluzioni innovative tali da far volare le Ferrari in qualsiasi ambito corressero. Ma la vera ciliegina sulla torta, il trionfo che più di tutti è rimasto nel cuore degli appassionati è quello del 1979, coronato da una ciliegina sulla torta che ha la conformazione del circuito di Monza, accompagnata dalle guest star Jody Scheckter e Gilles Villeneuve.

L’inizio della stagione 79’ vede balzare alla ribalta le francesi Ligier, che sembrano di un altro pianeta rispetto a tutte le altre vetture. Laffite e Depailler hanno a disposizione una vettura leggera e ben progettata, che conta su un Cosworth inaffondabile e sembra in perfetta forma da subito. Per le Ferrari il primo GP della stagione è davvero da incubo, con Scheckter al debutto in rosso che in Argentina si piazza quinto in griglia, ed in gara esce al primo giro. Villeneuve fa qualche giro in più, ma in qualifica prende due secondi dalla Ligier in pole e se il buongiorno si vede dal mattino, il 1979 sembra davvero una pessima giornata.

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Anche  la seconda trasferta della stagione, corsa nella fantastica e brasiliana Interlagos ancora in configurazione originale, vede le Ligier fare da lepre in qualifica e gara. Le Ferrari si piantano in quinta e sesta piazza in entrambe le circostanze, ed in gara subiscono anche l’onta del doppiaggio. La stagione sembra sempre di più a tinte blue, e Laffite pare destinato ad una stagione senza rivali. Ma dopo il Brasile, si va in Sudarica, a Kylami. Pista da pelo, con un rettilineo infinito, curve velocissime e motori in debito di ossigeno per l’altitudine. La Ferrari porta finalmente in pista la 312T4, e la musica cambia da subito.

Jody Schecker e Gilles Villeneuve vanno forte in qualifica, battuti solo dal Renault a disposizione di Jabouille, che fa la Pole e dimostra che l’era del Turbo in F1 sta per iniziare. Ma la gara è tutta un’altra storia, ed il canadesino Gilles sfodera gli artigli, battendo il compagno sul traguardo per tre secondi. Arriva così la prima vittoria dell’anno e sembra che la nuova vettura possa regalare soddisfazioni importanti a Maranello. La stagione continua con un altro trionfo in terra americana, con Villeneuve che si ripete negli States a Long Beach davanti al compagno di Team e le Ligier che nuovamente non sembrano più le invincibili vetture blue outsider di inizio stagione.

Ma in F1 non si deve mai dare nulla per scontato, ed al rientro in Europa con il circuito di Jarama le vetture francesi di Guy Ligier tornano a dettare legge in qualifica e gara, con la pole di Laffite e la vittoria per Depailler.  Scheckter salva l’onore con un quarto posto, mentre Villeneuve termina fuori dai punti.

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IL TRAGUARDO DI DIGIONE DOPO IL CELEBRE DUELLO TRA VILLENEUVE ED ARNOUX

Dopo la Spagna inizia una sequela di gare in cui le Ferrari e le Ligier si dividono vittorie e podi, e sembra sempre di più una stagione destinata a premiare la regolarità nei risultati. E la costanza nei risultati è esattamente quello che non manca a Jody Scheckter, un pilota che sa  ottenere il massimo dalla propria vettura in ogni circostanza ed è quasi sempre nei punti quando sventola la bandiera a scacchi. Le Ligier sono velocissime, ma iniziano anche a rompersi spesso mentre il compagno di team Villeneuve è semplicemente Villeneuve.

Un talento puro e cristallino, ma che non accetta il termine sconfitta. Pur velocissimo, Gilles va troppo spesso oltre  le righe e non raccoglie quanto potrebbe.

I Gran Premi passano tra le Pole delle Ligier e due vittorie targate Jody Scheckter a Zolder ed a Monaco. Il campionato sembra sempre più a favore della Ferrari e l’unico che potrebbe impensierire un ferrarista è Laffite ancora in corsa per il titolo quando si arriva a Monza, per la tredicesima tappa della stagione.

Monza è il tracciato perfetto per il Turbo della Renault, che infatti in qualifica domina con Jabouille ed Arnoux. Le vetture della Regiè hanno già raccolto la prima vittoria in stagione a Digione, ed il tracciato brianzolo sembra il palco ideale per la seconda affermazione di stagione.

Le Ferrari di difendono bene in qualifica con Jody terzo e Gilles quinto in griglia, e le premesse per una gara da ricordare ci sono tutte. Monza è semplicemente in delirio per i due alfieri di Maranello, che qui possono regalare il titolo piloti ed anche un meritatissimo costruttori.

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Allo start è il sudafricano a balzare in testa con uno stacco perfetto, ma i rettilinei di Monza sono per il Turbo Renault quello che un ottimo formaggio rappresenta per il topino Ratatouille. Sublimi.

Arnoux ci mette poco a ripassarlo sfruttando la potenza del motore francese, solo che per quanto potentissimi, i motori che hanno fatto risuonare la marsigliese a Digione, sono decisamente fragili. Al dodicesimo giro, il motore della Renault regala una spettacolare fumata con relativi frastuoni da fuoco d’artificio. Una vera goduria per i tifosi in rosso che gremiscono Monza, un mal di testa in più per gli ingegneri francesi alla ricerca della ricetta perfetta.

Jody Scheckter va quindi in testa al GP ed alle sue spalle ci sono gli altri due rivali nella corsa al titolo, il compagno di team Villeneuve e Laffite. Il francese della Ligier deve arrivare secondo per poter  impensierire ancora Jody e Gilles, e spinge forte per tenere testa alla Ferrari 312 T4 del canadese dal cuore immenso.

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Ma la sfortuna colpisce la Ligier di Laffite, che si ferma per un problema al quarantaduesimo giro regalando di fatto il mondiale ad uno dei due piloti Ferrari. Il trionfo è completo per la Casa di Maranello, ma si deve ancora scrivere l’ultima pagina di una storia fantastica.

Villeneuve in pista  è veloce, e sembra poter passare Scheckter senza problemi. In questo momento è ancora in piena lizza per il titolo,mancano due GP alla fine della stagione e nessuno potrebbe dargli addosso nel caso in cui volesse dare filo da torcere al compagno ed amico.

Ma Gilles vede in Jody proprio questo. Un amico prima che un compagno di team, e decide di non attaccare. Gli ultimi otto giri della gara di Monza raccontano una lunga e trionfale parata delle due vetture rosse, davanti ad un pubblico semplicemente in tripudio.

Villeneuve decide che è più importante lasciar vincere l’amico ed assicurare anche il titolo costruttori alla Ferrari. Jody conquista vittoria e titolo piloti ed anni dopo regalerà a Villeneuve ed a tutti coloro che l’hanno amato un epitaffio da brivido: “Gilles mi mancherà per due motivi. Primo, lui era il pilota più veloce della storia delle corse automobilistiche. Secondo, lui era l’uomo più genuino che abbia mai conosciuto”.