MotoGP, Lorenzo e Ducati verso una separazione consensuale

Il Direttore Sportivo di Ducati sottolinea che si farà di tutto per accontentare Dovizioso per il contratto. Cosa accadrà invece con Lorenzo resta una questione spinosa

In Ducati la situazione continua ad essere complessa per quanto riguarda i piloti che comporranno la squadra 2019 e presumibilmente 2020. I manager della squadra non fanno altro che confermare che la volontà sia quella di continuare con entrambi i piloti attuali, ma iniziano ad affiorare segnali che la faccenda sia un pochino più complessa e che le buone intenzioni di facciata celino delle volontà piuttosto diverse. La vittoria di Dovizioso in Qatar unita al buon risultato di Danilo Petrucci non fanno altro che complicare il quadro, reso ancora più delicato visto il problema tecnico occorso a Jorge Lorenzo che sarebbe potuto diventare un grosso problema se fosse giunto in un altro punto del tracciato.

La situazione è chiara: da un lato c’è Andrea Dovizioso, il pilota che in questo momento rappresenta la punta di diamante, l’uomo su cui puntare, che ovviamente batte cassa e per restare in Ducati vuole condizioni economiche degne di un top rider della MotoGP. Dall’altra parte c’è un Jorge Lorenzo che è perfettamente consapevole di non avere alcuna chance di rinnovare a 12 milioni di euro e che probabilmente potrebbe essere tentato di cambiare aria anche per ragioni tecniche. Il suo processo di affiatamento con la Desmosedici procede lentamente ed episodi come quello del Qatar non agevolano di certo un cammino già piuttosto difficile di suo. Il punto è che l’opzione Ducati resta sulla carta la migliore chance per lo spagnolo, anche perché le alternative non sembrano offrire garanzie simili. Difficile immaginarlo nel ruolo di compagno di lusso di Marquez, altrettanto difficile che ci siano le risorse economiche per portarlo in Suzuki o Aprilia. Resta dunque la KTM, che è sul mercato in caccia di un nome di peso per il futuro e potrebbe affondare il colpo avendo le risorse economiche per farlo ed un progetto tecnico con un grande margine di crescita.

Il messaggio lanciato da Paolo Ciabatti attraverso Radio24 ha poi il suo peso: «Daremo a Dovizioso quello che merita. Non dobbiamo poi crocifiggere Lorenzo, stava andando bene prima di avere il problema tecnico». Siamo certi che Paolo Ciabatti stesse guardando la nostra stessa gara, ma siamo altrettanto certi che non si possa definire per un 5 volte campione del mondo pagato cifre folli “andare bene” navigare ai margini della top ten, dopo un inverno come minimo tribolato. C’è poi da aggiungere che mentre per Dovizioso sembra chiara la posizione di Ducati, non appare altrettanto forte la volontà di trattenere Lorenzo.

La realtà è che in Ducati sembrano voler fare buon viso a cattivo gioco ed accompagnare di fatto Jorge Lorenzo verso una separazione consensuale, offrendo un contratto lontano dalle sue richieste. I motivi sono due: il primo è che sarà del tutto normale offrire una cifra davvero adeguata a Dovizioso e quindi non ci saranno affatto le risorse per offrire altrettanto a Lorenzo. Il secondo è che varrebbe la pena tenere Lorenzo, ma solo a prezzo da saldo. Conoscendo l’indole dello spagnolo, giustamente convinto di valere un ingaggio da top rider della MotoGP, difficile che le due posizioni trovino un punto di incontro.

Se poi mettiamo sul piatto le ottime prestazioni di Petrucci, già opzionato come ufficiale per il 2019 che in ogni caso aggiungono pressioni allo spagnolo, il quadro risulterà abbastanza definito. Si deve poi considerare che in questo momento per Ducati è assolutamente un obbligo confermare Andrea Dovizioso, che ha dimostrato di poter rappresentare per Ducati una sorta di Casey Stoner della sua epoca, pur con tutte le dovute differenze del caso. L’australiano è stato dal 2007 al 2010 l’unico in grado di portare regolarmente alla vittoria e in lotta per il titolo la Desmosedici. In questo momento questa capacità appare solo appannaggio di Desmodovi, che dopo 6 anni di Ducati è realmente l’unico in grado di spremere tutto il potenziale presente nella moto di Borgo Panigale.

Perderlo, significherebbe quasi ripartire da zero e siamo certi che dopo anni di investimenti e costante sviluppo, Ducati non voglia perdere questo valore aggiunto che appare innegabile. I risultati garantiti dal fatto di avere Dovizioso in sella a una Desmosedici non possono assolutamente essere replicati da altri piloti e in questo momento sul mercato non sembra siano disponibili altri nomi di peso su cui scommettere. Quindi non possiamo che essere certi che le parole di Ciabatti saranno confermate dai fatti: Dovizioso avrà quello che merita. E presumiamo anche Lorenzo.