Valentino Rossi, la Playstation e la trasparenza

Come sarebbe andata con la modalità “fantasma” di cui ha parlato Valentino Rossi ad Assen? Episodi della storia del motociclismo in cui sarebbe stata utilissima

Con la vittoria di Assen, Valentino ha dimostrato a chi ancora nutriva dubbi in proposito quanta voglia abbia di vincere il suo decimo Mondiale. Un weekend interpretato benissimo dalle prime libere, con la ciliegina della pole ed una gara perfetta. Tutti si aspettavano un duello con tre protagonisti, Rossi, Marquez e Lorenzo. Ma Jorge purtroppo ha litigato per tutto il fine settimana con le gomme Bridgestone specifica 2014 e non ha trovato in gara il passo degli altri due fenomeni. Quindi abbiamo assistito ad un grandioso confronto tra Vale e Marc, con il primo che ha dettato il ritmo ed il secondo che l’ha seguito come un’ombra. Poche le emozioni, ma ritmo altissimo. Solo due scambi di posizione tra i contendenti e poi l’epilogo destinato a far parlare a lungo.

Le polemiche e le discussioni su chi tra Marquez e Rossi abbia ragione nell’interpretazione dell’ultima chicane, andranno avanti per molto tempo. E’ interessante notare che quest’anno si sono trovati due volte coinvolti in un duello culminato in un contatto. La prima volta è stata in Argentina e Marquez è caduto nel tentativo di resistere ad un Rossi che gli stava recuperando un secondo al giro e l’aveva già passato. Ad Assen invece il contatto è stato il frutto di un tentativo di sorpasso all’ultima curva dell’ultimo giro da parte di Marc. Un vero attaccante ci prova sempre ma contro l’infinita esperienza di Valentino neanche il talento e la cattiveria agonistica di Marquez possono molto.

Valentino ha speso parole dure su Marquez, sul fatto che l’attacco fosse fuori misura e la frase “dovevo sparire come sulla PlayStation” resterà stampata nell’immaginario collettivo. La Sony ringrazia. Una volta menzionata la Playstation, entriamo in modalità “Duelli Storici” e vediamo qualche episodio in cui la funzione fantasma sarebbe stata utile ai piloti del Mondiale ed avrebbe evitato lunghissime polemiche.

Argentina 1998 – Siamo in 250, i motori fanno ancora il sibilo dei due tempi ed in circuito si sente la puzza dell’olio tipica di quegli anni. Per gli appassionati è meglio di Chanel n°5 addosso a Charlize Theron. E’ l’ultimo Gran Premio della stagione che le Aprilia ufficiali del Reparto Corse di Noale hanno dominato in lungo ed in largo. In squadra ci sono Capirossi, tornato a cercare fortuna nella classe di mezzo, quel vecchio volpone di Harada ed il nuovo fenomeno del motociclismo, tale Valentino Rossi. Nelle ultime tre gare, Valentino è entrato in simbiosi con la nuova moto ed ha vinto sempre. Ma il campionato è una faccenda tra Tetsuya e Capirex. Si decide tutto con un tentativo di strike da parte di Loris, riuscito perfettamente. Se Capirossi non avesse trovato Harada sulla sua traiettoria a parare il colpo, l’avrebbero ritrovato in Brasile. Nel Nord del Brasile. A fine gara dichiara anche: “Mi dispiace, ma mi ha lasciato spazio e me lo sono incu… l’ho passato, dovevo provarci” . Testuali parole. Italians do it better.

Philip Island 2000 – Non si parla di GP ma di Superbike. Il leone Carl Fogarty è stato ferito a Kylami alla prima gara stagionale. Ferito nell’anima da Edwards ed Haga. L’americano ha a disposizione l’arma Honda per battere la Ducati sul suo stesso terreno di caccia, i bicilindrici. La VTR SpW è un missile. Noriyuki Haga ha ricevuto finalmente le gomme Dunlop e fa volare la sua Yamaha R7 come non aveva potuto fare prima. I due giovani del branco azzannano King Carl alla carotide, relegandolo al terzo gradino del podio nella manche di apertura del Mondiale. Ma l’isola di Filippo ha sempre portato bene a Fogarty, che qui ha vinto il suo primo Mondiale nel 1994 sulla amatissima Ducati 916. Durante le prove va forte, mostra di non essere minimamente intimidito dai più giovani rivali. Ma sulla sua strada trova un pilota molto lento, che proprio prima dell’ultima velocissima curva di Philip Island occupa la pista completamente fuori traiettoria. Si tratta di Ulm, un pilota che è diventato famoso per aver messo fine alla carriera di King Carl. L’urto è violento e le sliding doors si chiudono per un Campione e si aprono per un altro. Il suo sostituto sarà un certo Troy Bayliss. Subito dopo la gara, Troy ha chiesto l’amicizia su Facebook a Ulm. Sono ancora grandi amici.

Jerez 2005 – Prima stagionale, la M1 non sembra in forma come nel finale dell’anno precedente, Gibernau sulla Honda RCV va forte e la corsa si decide con un sorpasso all’ultima curva. Valentino è abbastanza lontano da Sete e tira uno staccatone assurdo. Gibernau inserisce la moto e Rossi gli dà una sonora spallata, costringendolo ad andare nella ghiaia all’esterno della curva. Ma lui non è andato a lezioni da Cairoli. Fine di un’amicizia.

Estoril 2006 – Penultimo Gran Premio dell’anno. Un anno folle in cui Valentino ha continuamente problemi con moto e gomme ed il Mondiale vede in testa Nicky Hayden. Il pilota americano ha ancora un discreto vantaggio da amministrare su Rossi e la gara si mette abbastanza bene. Al terzo giro passa terzo sul traguardo, seguito dal compagno di squadra Pedrosa, al debutto quell’anno in MotoGP. Daniel decide di lasciare il segno su questo Mondiale e punta dritto il compagno Hayden, lasciando un bellissimo segno sulla fiancata della Honda RCV mandando in frantumi il sogno Mondiale. Hayden perde la testa della classifica e a Valencia arriva da inseguitore. Sappiamo tutti come è andata.

Jerez 2013 – Mi spiace ripetermi, ma evidentemente quella curva prima del traguardo l’hanno disegnata apposta per fare scintille. Siamo al terzo Gp dell’anno, il marziano Marquez è appena sbarcato sul pianeta MotoGp ed ha già vinto in Texas. I due senatori spagnoli Lorenzo e Pedrosa non sono molto felici di condividere l’attenzione mediatica con questo ragazzo col ghigno di Joker. Daniel fa un altro sport e va in fuga, mentre alle sue spalle Lorenzo e Marquez lottano vicini. Tutti si aspettano l’attacco di Marc e lui, che ha un evidente talento cinematografico, aspetta l’ultima curva dell’ultimo giro. Staccatona e spallata a Jorge, il quale all’epoca non era notoriamente un grande incassatore e non la prende benissimo. Da quel giorno hanno smesso di giocare a tennis assieme.

Questi sono solo una piccolissima manciata di episodi di cui la storia del Mondiale GP e della Superbike sono farciti. Se i piloti protagonisti avessero avuto il tasto “fantasma” sul manubrio tra il gas e la leva del freno non avrei potuto raccontarvi questi simpatici episodi di ingressi a gamba tesa nel mondo delle moto.

3 Commenti

  1. Ma io non capisco il nesso di questi esempi…cosa centra che Fogarty si è trovato Ulm più lento davanti?
    Qui si parla di una manovra di sorpasso estremamenta azzardata dove Marquez ha tentato un sorpasso toccando Rossi che a sua volta è andato fuori ed è stato costretto a tagliare la chicane. Cosa centra Capirossi con Harada dove invece c’era tanto spazio? Mah…..

    • In effetti la domanda lecita forse sarebbe: “Cosa c’entra la Playstation con la MotoGP?”
      La risposta è semplice:Assolutamente nulla!!!
      Abbiamo solo un pò giocato sulla possibilità che alcuni episodi nella storia delle corse sarebbero stati ben diversi se ci fosse stato un tastino magico.Solo che non l’hanno ancora inventato, ed ovviamente speriamo tutti che non lo inventi mai nessuno!